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mercoledì 22 luglio 2020

Estate senza peli con l’epilatore SilverCrest Kompernass. Stupitevi: Un’azienda che pensa al cliente.


santa spanò

Io continuo a stupirmi. È la sola cosa che mi renda la vita degna di essere vissuta.
Oscar Wilde

Se scrivo stupore il significato è ben noto a tutti: “Senso di grande meraviglia, incredulità, disorientamento provocato da qualcosa di inatteso”.
Una vita senza lo stupore è una vita destinata al lamento e di cose di cui lamentarsi ce ne sono fin troppe, per fortuna io riesco ancora a stupirmi non solo di fronte ad eventi straordinari, anche di fatti che normalmente si dovrebbero considerare ordinari.

mercoledì 18 marzo 2020

Coronavirus 14 giorni dopo. Noi al momento stiamo bene. Voi, voi come state?



14 giorni dopo ed è peggio di prima. L’invito a restare a casa, che oggi è divieto per il Coronavirus (COVID-19), io lo sto rispettando da 14 giorni per motivi miei di salute, perché vivo con mia madre, perché (pensai) il mezzo più ovvio per il propagarsi di un’epidemia è il contatto, l’ho letto sui libri.

Ho letto nel corso degli anni della spagnola, dell’asiatica e ci metto pure i testi sulla peste, il colera e per essere anche leggera i film, non tanto i documentari, semplici film nati da una buona sceneggiatura. Da questo semplice bagaglio alla portata di tutti ho capito che per evitare un contagio bisogna o essere immuni o non esporsi al germe infettivo, escludendo la prima (ad eccezione dei baciati dalla fortuna -DNA o natura- e dei supereroi), quella evidente (per i comuni mortali) resta la seconda: evitare il contatto.

mercoledì 24 aprile 2019

Il tempo che brucia e la magia di un fiore



Il tempo è la scuola in cui impariamo, il tempo è il fuoco in cui bruciamo.
da Lentamente camminiamo in questo giorno d’Aprile, Delmore Schwartz

Avrete capito che ho a che fare con il Tempo. In questo periodo della mia vita il nostro rapporto, tra me e il Tempo, è diventato astioso, non chiedetemi di chi sia la colpa, come molti rapporti si è incrinato. Ora siamo nella fase acuta delle ostilità, lo guardo in cagnesco e gli vomito addosso tutte le cattiverie possibili in un susseguirsi di accuse. Lo so! Se continuo di questo passo la nostra relazione non ha speranze, non faccio altro che rinfacciargli tutto e soprattutto vorrei che fosse lui a cambiare a mio piacimento...

Battute a parte mi sfugge il tempo effettivo e sono rimasta intrappolata in quello percepito che sembra velocissimo: "il tempo è il fuoco in cui bruciamo!" Proprio vero, avete presente un foglio di carta quando brucia? Le fiamme divampano rapidamente e lo divorano, così fa il tempo con me: svanisce in una fiammata.

sabato 22 dicembre 2018

21 grammi, il peso della tiroide e del carcinoma papillare. Fiducia e altruismo. 2/3


mamma-cura-


Questo post va sottotitolato: La mamma semina paura.

Tenete a mente questo  sottotitolo perché ha a che fare con la fiducia e l’altruismo, non sono complicata, semplicemente parte tutto dal post precedente “21 grammi, il peso della tiroide e del carcinoma papillare. L’intervento. 1/3” e da tutta una serie di accadimenti legati all’intervento.

Non è per divagare, ma spero oramai sappiate bene che per me non è importante il fatto in sé, ogni vicenda può diventare un mezzo per riflettere su altri argomenti, non c’è infatti nessun avvenimento che non generi tutta una serie di effetti, combinazioni, reazioni o addirittura avventure e disavventure.

Per cui iniziamo subito con le due semplici paroline: fiducia e altruismo.
Le leggiamo, le scriviamo spessissimo, il buon vocabolario Treccani ci dice:

lunedì 17 dicembre 2018

21 grammi, il peso della tiroide e del carcinoma papillare. L'intervento 1/3


sanità-interventi fuori sede


Vanno, vengono, ritornano, e magari si fermano tanti giorni… Così come le Nuvole di De André, vado e ritorno, con l’eccezione che più che  prendere la forma dell'airone ho solo quella della pecora. Ovviamente non è il vento a muovermi, né tanto meno la rotazione della terra e vi racconto sempre talmente poco, forse per una forma di compostezza che mi porta a pensare di diventare noiosa e petulante, ma ogni tanto bisogna dire dove siamo, anche se non conosciamo più il posto e forse neanche noi stessi. 

Beh dopo il colpo alla mia vita lavorativa e personale, e tutto quello che ne è seguito, perdite, chiudi pacchi, partenze, arrivi, smarrimento, piogge e diluvi, preoccupazioni e perenne insicurezza, mancava all’appello il carcinoma papillare nella sua variante follicolare e diffusamente infiltrante.

giovedì 31 maggio 2018

Mi do al porno, ho deciso!


Estasi di santa Teresa d'Avila-Igor Voloshin.

Il sesso è sporco solo quando non ti lavi.

Madonna


Oggi vorrei parlarvi di sapone, ma procediamo con ordine. La frase più diffusa in questo periodo di crisi è “inventarsi un lavoro”, pare sia una scelta obbligata soprattutto quando il lavoro lo si perde a 50 anni, bisogna reinventarsi una vita e siccome di persone che s’improvvisano ce ne sono fin troppe in giro, facendo anche grossi danni, ho deciso: Mi do al porno!

E cosa c’entra il sapone? La domanda è sensata, vi chiedo solo di avere un po’ di pazienza e la risposta verrà da sé. 

giovedì 1 febbraio 2018

Mimetizzarmi... quasi.

 

Anche i pomodori sanno che non si sfugge al passato...
Rat-Man

Eccomi, ci sono! Si fa per dire, forse è più corretto scrivere: ci sono, a momenti. Al di là delle precisazioni, sono anch’io nel nuovo anno che mi sembra sempre quello vecchio, poco è cambiato tranne il numero. Nessuna trasformazione sostanziale, continuo a correre, mi sforzo di tamponare falle e provo a ricominciare quasi tutti i giorni. Tic, tac, tic, tac tac tac tac certi meccanismi s’inceppano e non si sa più come sbloccarli e l’orologiaio, neanche a parlarne, è un mestiere perduto.

sabato 30 dicembre 2017

Auguri di Buon Anno da una cabina telefonica, che non è il TARDIS di Doctor Who.


All’inizio c’era Adamo. E Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo”. Così creò il cellulare. Allora Adamo telefonò a Eva, ma trovò occupato.
Rat-Man (Leo Ortolani)

Nella Genesi a Rat-Man è sfuggita la cabina telefonica, ma si sa lui è avanti, come tutti i super eroi, io che super eroe non sono e non fui mi sono dovuta piegare all’esistenza della cabina telefonica, che per inciso trovavo anch’io occupata, diciamo pure che nel frattempo Adamo ed Eva si erano super-moltiplicati per effetto forse di un’alimentazione più varia, visto che una mela al giorno toglie il medico di torno.

mercoledì 29 novembre 2017

[TAG]Very Pop Blog - I miei anni '90

moz o'clock


Anch’io ho avuto la mia nomination, l’amico Alli mi ha “nominata” al [TAG]Very Pop Blog - I miei anni '90, ora mi sento blogger a tutti gli effetti, a dire il vero ghost-blogger (molto evanescente e non sto a stufarvi con il perché, come non vi annoierò con le mie "mi gira storto" anni '90, in tutti e due i casi potrei addirittura lasciarmi andare al turpiloquio. Via, spazziamo tutto sotto il blog) appaio e scompaio, ma un fantasma innocuo. 
Ricordate il piccolo CASPER, un film uscito in Italia proprio nel 1995. Aspettando un “incantamento” che mi riporti davvero in vita, faccio un salto indietro e provo anch’io.
RICOMINCIO DA CAPO, lo ricordate?, come  Phil Connors, interpretato dal fantastico Bill Murray proprio negli anni ’90. Magari potessi davvero farlo, a parte il morso della marmotta, quello vorrei evitarlo, e sì, pare che la marmotta Phil morse per ben due volte Murray durante le riprese.

mercoledì 11 ottobre 2017

Ecce bimbo: Nicola Pezzoli “Il bambino che sbagliava le parolacce”.



43 strepitosi racconti del più sottovalutato scrittore italiano. 

«Era una macchinetta per vendere, il mio capo area. Era al mondo solo per rifilare roba agli altri. Il mio capo area era uno di quelli che, se vanno al mare, dopo due giorni si rompono di essere al mare e tentano di vendere le ciabatte al bagnino, o la suocera agli zingari. (In America hanno fatto un film su un tizio che si chiamava Bill Porter. Uno che vinse il premio di venditore dell’anno. Ecco, era come il mio capo area, Bill Porter. Un venditore di successo. Un tutt’uno con la Vendita. Bill Porter era anche cerebroleso dalla nascita. E questo vorrà pur dire qualcosa.)»

domenica 19 marzo 2017

La poesia della Santa furiosa. La Poeta della domenica si veste di amicizia: a Polli.

       


Quello di domenica scorsa avrebbe dovuto essere l'ultimo spazio di poesia dedicato alle amiche. Avrebbe, appunto, perché la mia amica Polli ha deciso che così non è, e lei non accetta un "no" come risposta (mi ha detto). Dovevo dedicare un post anche a lei, che non scrive poesie, ma legge le mie da sempre. 





Così oggi questo post lo dedico a Polli. 

E condivido con tutti voi anche queste mie parole cadute sul foglio tra luoghi e memorie... come le amiche che proprio qui mi hanno preceduta e che ringrazio per avere aperto la porta a tanta bellezza.
  
Amico mio, accanto a te non ho nulla di cui scusarmi, nulla da cui difendermi, nulla da dimostrare: trovo la pace… Al di là delle mie parole maldestre tu riesci a vedere in me semplicemente l’uomo.
Antoine de Saint-Exupery



Santa S.

- Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione. 

mercoledì 18 gennaio 2017

Il 2017 comincia in libreria: Veglione da nuova AVE.

capodanno-2017-libreria-dig-sadie wendell mitchell-la santa furiosa
Dig, Sadie Wendell Mitchell - 1909


Per l’inizio del 2017 un amico mi ha scritto:

“...Ne hai ora abbastanza come auguri per l'anno nuovo? Procura allora di rimanere un essere umano. Rimanere un essere umano è la cosa principale. E questo vuol dire rimanere saldi e chiari e sereni, sì sereni malgrado tutto, perché lagnarsi è segno di debolezza.
Rimanere umani significa gettare con gioia la propria vita "sulla grande bilancia del destino" quando è necessario farlo, ma nel contempo gioire di ogni giorno di sole e di ogni bella nuvola; ah, non so scrivere una ricetta per essere umani, so soltanto come si è umani...”.

mercoledì 7 dicembre 2016

Cortana: Pensavo fosse amore e invece…



“A volte è così rassicurante essere abbracciati da qualcuno, non credi? È così bello! Non è bello per niente. Fa male.
Come un taglio?
Come un ustione. Come quando sei in mezzo alla neve, non senti più i piedi, rientri in casa e ti si congelano.”
da Lars e una ragazza tutta sua



Noi da soli non sappiamo stare, penso, non vale per tutti, ma si tratta di eccezioni che confermano la regola. La règola è anche un’asse di legno e quando sei solo, questa règola, ti picchia di continuo in testa. E il “non stare soli” ha a che fare con l’amore, che è tante cose, un’unica parola per indicare troppe sfumature, troppi sentimenti, veramente troppo! 
Non parlo spesso dell’amore, anche se poi, a pensarci bene, ogni cosa che si fa è un fatto d’amore. Ne avevo già parlato in “l’amore è un demone” qui, per arrivare alla conclusione che: 

L’amore è troppo pesante per una persona sola!

venerdì 28 ottobre 2016

Mortacci! Halloween, Ognissanti o tutti i Santi e gli amati Defunti: viaggi e dolci scherzetti.


Un, due, tre, stella!
Lo ricordate? È un gioco che si faceva da bambini, prima dei tablet, quando non si gridava “Un, due, tre, connesso!”.  Tre bambini stavano allineati a uguale distanza e la "stella" si appoggiava al muro di spalle contando ad alta voce "uno, due, tre, stella!", per poi voltarsi di scatto.
Forza, e dai, chiedetemelo: che c’entra con Halloween, i Santi e i cari estinti? Niente! Ero qui a pensare al 31, 1, 2 e ho esclamato: Stella!
Anche se a pensarci bene si dice che ognuno di noi nasce e muore con la propria stella, quasi quasi un nesso c’è. Esagero, vero?

Beh, il 31 ottobre si festeggerà Halloween, l’1 novembre tutti i Santi e il 2 i Defunti, tutte e tre le feste hanno a che fare con la morte, la nascita e i “corpi” celesti.

mercoledì 26 ottobre 2016

Mancanze e ritorni


“Al tempio c’è una poesia intitolata “La mancanza”, incisa nella pietra. Ci sono tre parole, ma il poeta le ha cancellate. Non si può leggere la mancanza, solo avvertirla.”
(Rob Marshall)

Non so se la mia sia stata avvertita, la vostra di sicuro. Ma sono qui, ovviamente sempre in sospensione a curare fratture, con questo diario di viaggio. “In viaggio” è la parola più appropriata, senza mappe e con pochi punti di riferimento, e in un viaggio, non organizzato, accade di tutto. Metafora della vita direte, ed è proprio così!
Continuerò a fare soste, le interruzioni sono imprevedibili, altrimenti si chiamerebbero prevedibili e correremmo in tempo ai ripari, a raccontarvi le cose che vedo, quello che m’incuriosisce, che mi piace, che mi fa riflettere, vicende, malumori, buonumori, fatti e misfatti del mio vivere. Qualcuno dirà: «Un guazzabuglio insomma.».  
Per me non lo è, ho adorato la definizione che mi ha dato l’artista multimediale Sandro Del Rosario: qui :

martedì 10 novembre 2015

San Martino: traslochi, castagne e vino sul sagrato della Cappella delle Brunate.



In un tempo che fu, tra i contadini che furono, si usava dire “fare San Martino”, ossia cambiare casa e lavoro. A novembre, dopo la semina, i contadini che non avevano rinnovato il contratto di lavoro per l’anno successivo partivano alla ricerca di un nuovo padrone, un nuovo fondo e una nuova casa.

giovedì 24 settembre 2015

Non si può tornare indietro, io devo!

La mia mamma e ... va be', sono io parecchi centimetri fa


Pochi giorni fa ho letto sulla pagina Fb di Ferruccio Gianola questo post:

“Ci sono blogger che spariscono. Pubblicano post per dieci giorni di fila,  vengono a trovarti tutti i giorni. Poi, all’improvviso spariscono. Per un mese sono come morti. 
Nulla di male,  succede. …”  qui

Qualche giorno prima l’amico Francesco Masala mi suggeriva la lettura del post di Anforhà:


martedì 10 marzo 2015

La prima volta/2. Una rivista porno, confezione regalo.


Potrebbe essere il ricordo più istruttivo. Comunque lo si legga, fuori dalla morale spicciola, anche oggi ha una sua utilità.  

Io e P. eravamo i due opposti, lei bionda, io mora, lei azzurra, io nocciola, lei che si sforzava di procedere dentro il binario e io col desiderio di sconficcarli i binari. E ci scrivevamo lettere, con la penna e su un foglio di carta, magari stropicciato. 

martedì 3 febbraio 2015

La mia prima volta.



C’è sempre una prima volta!

Io ho avuto le mie, Cesare Pavese scriveva: «Tutto è ripetizione, ripercorso, ritorno. Infatti anche la prima è una "seconda volta"», ho poca memoria, la prima mi è sempre apparsa unica. Ed è ancora così!
Ho deciso di raccontarvene alcune. Ogni mese, a metà mese circa quasi, il martedì una mia prima volta.


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