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venerdì 6 dicembre 2019

Katanga - Le donne pugili dell'Uganda: un pugno alla miseria e alla violenza.



Oggi voglio raccontarvi di Moreen Ajambo, lei è una donna pugile, si allena in un luogo improbabile: il Rhino Boxing Club nel ghetto di Katanga, uno dei più grandi bassifondi della capitale ugandese, Kampala. Nella palestra di fortuna, “Niente acqua potabile né elettricità. Il bagno è una buca in un angolo della palestra. Qui si allenano ragazze e ragazzi con incredibili storie di povertà. Molte delle ragazze, giovani atlete e mamme che vivono qui, hanno scelto la boxe come via di fuga da una vita di terribili violenze.” (Kope Onlus)

Senza lavoro, tuguri fatiscenti come casa e spesso neanche quelli, queste donne hanno visto nella boxe l’unico modo per sopravvivere alla violenza, alla criminalità e alle inumane condizioni della baraccopoli di Katanga.

mercoledì 25 settembre 2019

Donna, dove vai se la barba non ce l’hai? The Bearded Lady Project.



The Bearded Lady Project:Challenging the Face of Science (Il progetto della donna barbuta: Sfidare il volto della scienza) è nato dall’incontro tra la paleontologa, di fama internazionale, Ellen Currano, la regista e produttrice Lexi Jamieson Marsh e la fotografa Kelsey Vance.  È iniziato tutto come uno scherzo tra Currano e Marsh, due donne che cercano di avere successo in campi dominati dagli uomini; entrambe, tutto è cominciato con una battuta,  sono state d’accordo che  la vita professionale di una donna sarebbe molto più semplice con la barba.

Lo sappiamo tutti che nello scherzo c’è sempre un fondo di verità, qui non è esattamente un fondo, anzi è verità bella e buona, tanto da chiedersi: Donna, dove vai se la barba non ce l’hai?

sabato 24 novembre 2018

25 novembre 2018: "Red Dead Redemption 2" uccidere femministe è una figata!




Dicono che il caso non esiste, ma posso assicurarvi che di caso si tratta. Per chi non lo avesse letto ho dedicato un post ad Edith Garrud, una donna quasi dimenticata, che ha allenato e istruito le suffragette nella Londra dei primi del ‘900 a difendersi dagli attacchi della polizia e dalle aggressioni degli anti-suffragisti. Ovviamente per comprendere meglio la sua figura e il contesto vi rimando al post che potrete leggere sia qui o sulla Bottega del Barbieri qui  e ripreso anche da AgoraVox qui.

Ora, se lo avete letto, spero di si, arrivo al “caso”: qualche giorno dopo la pubblicazione l’amico Daniele mi segnala un articolo sull’attesissimo e nuovo videogioco action-adventure del 2018 “Red Dead Redemption 2”, sviluppato e pubblicato da Rockstar Games per PlayStation 4 e Xbox One, l'articolo titolava “Per i giocatori di 'Red Dead Redemption 2' uccidere femministe è una figata”. 

mercoledì 21 novembre 2018

Black Friday: la corsa di Edith Garrud e delle suffrajitsu (per il diritto al voto).



Se oggi scrivo Black Friday (venerdì nero) tutti penserete al prossimo venerdì 23 novembre, perché diciamolo chiaramente noi siamo consumatori e il “venerdì nero”, purtroppo anche qui in Italia, è il giorno delle grandi promozioni per gli acquisti, la corsa all’affare. Gente che trascorre la notte fuori dalle porte dei negozi e che in alcuni casi arriva anche all’omicidio pur di accaparrarsi un oggetto a basso costo.
Abbiamo raggiunto il picco dell’assurdità!
Siamo schiavi del consumismo e degli sprechi, abbiamo perso di vista la comunità e i valori, siamo nella società liquida di Zygmunt Bauman, dove quello

sabato 25 novembre 2017

25 novembre: contro la violenza sulle donne regalate matrioske.

contro la violenza sulle donne-regalate una matrioska


In molti paesi il 25 novembre si commemora la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. La commemorazione di questa data ha origine dal primo Incontro Internazionale Femminista, celebrato in Colombia nel 1980. In quell'incontro la Repubblica Dominicana propose questa data in onore alle tre sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal. (furono assassinate il 25 novembre 1960 per essersi opposte alla sanguinaria dittatura di "el Jefe", il politico dominicano Rafael Leónidas Trujillo Molina).
Progressivamente, molti paesi si unirono nella commemorazione di questo giorno, come simbolo del clamore e della denuncia del maltrattamento fisico e psicologico di donne e bambine. (da Wikipedia qui)


contro la violenza sulle donne-regalate una matrioska
Le sorelle Mirabal, nome in codice Mariposas (Farfalle)


È da secoli che per vivere ci serve qualcuno da umiliare, è un morbo pandemico, "Io e loro". Io sono nobile e loro plebei, io sono bianco e loro "negri", io sono ariano e loro "ebrei", io sono ricco e loro poveri, io sono dottore e loro ignoranti, io sono maschio e loro femmine. Io conto e loro non valgono un fico secco. Io sono buono e loro... (Ah, no, in questo caso non vale, mi tirano solo le pietre.)

Quello che ci sfugge è la matrioska, avete presente le bamboline russe ad

venerdì 25 novembre 2016

Il muro del canto: Madonna delle lame



Grazie per il video a Il Muro del Canto - canale ufficiale

500 e altre storie di Alessandro Pieravanti raccoglie i monologhi recitati della band Il muro del canto qui



Sogni impossibili:
Avrei voluto che oggi non ci fosse una "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne".


mercoledì 23 novembre 2016

Ferite a morte: 25 Novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

25 novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne
"Una donna su cinque diventerà una vittima di stupro o tentato stupro nel corso della sua vita"

 "Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subìto, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le sue ali che avete tarpato, per tutto questo: in piedi, signori, davanti ad una donna..."
Anonimo

La voce dei numeri pesa più delle parole.

Questi i dati Istat in Italia (periodo di riferimento Anno 2014):

sabato 7 marzo 2015

8 marzo 2015: Donne voi valete nulla!

Merhi Somayeh  e sua figlia Rana,  Foto Ebrahim Noroozi (qui)
“…Il mondo mi ha voluto per 19 anni. Quella terribile notte sono io che sarei dovuta morire. Il mio corpo sarebbe stato gettato in qualche vicolo dimenticato della città…

Io ho imparato che a volte occorre lottare.



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