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mercoledì 9 ottobre 2019

Ig Nobel 2019: i premi alla scienza che prima fa ridere e poi fa pensare.




La 29a edizione della cerimonia annuale del premio Ig Nobel si è conclusa anche quest’anno nel mese di settembre ed ha decretato i vincitori del premio per il 2019. Lo spirito dell’assegnazione dei premi rimane sempre quello del suo fondatore e maestro di cerimonia Marc Abrahams: gli Ig Nobel rendono onore alla scienza che "prima fa ridere e poi fa pensare".

I vincitori sono arrivati da tutto il mondo nel teatro più grande e storico di Harvard, il Sanders Theatre, a proprie spese per ritirare il premio in denaro contante: 10 trilioni di dollari in valuta dello Zimbabwe (un dollaro dello Zimbabwe vale formalmente 0,002 Euro, ma non viene più usato dal 2009, quando a causa dell’inflazione era arrivato a valere una frazione di miliardesimo di dollaro americano), praticamente privi di valore. Il premio è stato consegnato come accade ogni anno da autentici premi Nobel intervenuti alla cerimonia, forse il premio più ambito è proprio la loro stretta di mano.

mercoledì 6 febbraio 2019

L’inverno sta finendo, lo dice la marmotta.



Anche quest’anno la marmotta ha parlato: l’inverno sta finendo e la primavera 2019 è alle porte. È dal 1887 che la marmotta Phil fa le previsioni del tempo, ogni anno il 2 febbraio nella cittadina di Punxsutawney, in Pennsylvania, il sindaco con il suo bastone bussa alla tana della marmotta e lei, una volta uscita, rivela le sorti dell’inverno, se rientra subito l’inverno durerà altre sei settimane, se invece s’intrattiene davanti alla folla e alle Tv nazionali, radunate in massa per l’evento, significa che l’inverno è agli sgoccioli e così è stato il 2 febbraio scorso, per Phil il brutto dell’inverno è passato.

mercoledì 30 gennaio 2019

Piscio il cane? Sarebbe meglio ci pisciassero loro, i cani.




È il nuovo tormento: “Scendi il cane che lo piscio”

In questi giorni il “problema” linguistico è rimbalzato ovunque, facendo tuonare dallo sdegno, in fondo si tratta solo di un’espressione gergale, sgrammaticata, ma di regionalismi si tratta, finanche l’Accademia della Crusca è stata tirata in ballo e la tirerei in ballo anch’io, non l’Accademia, ma la CRUSCA per coprire la “merda” che ricopre i marciapiedi. 
Se ci mettessero tanta foga sui social per indignarsi nei confronti di chi non pulisce i "bisognini" del proprio cane forse potremmo finirla di alzare sempre gli occhi al cielo rassegnati, in senso figurato ovviamente perché gli occhi bisogna tenerli piantati a terra per non pestare cacche.

domenica 13 maggio 2018

Giovanni Savoini Manizzi... Il Poeta della domenica.

 

Scrivo haiku da molti, molti anni...

haiku è poesia leggera di viaggiatore, di mendicante, interiore se non anche esteriore. La biografia di poeti come Basho è scritta nei chilometri di strade polverose, di sandali consumati, di tettoie sotto la pioggia.

Giovanni Savoini Manizzi, La confidenza lenta


Siamo un  centro da cui tutto muove e ritorna e non è facile vivere là dove inizia l’altro, l’altro da noi, senza nessuna distinzione. Per Giovanni Savoini Manizzi  “è tutto insieme”.


dove giacerò
rimescolato al monte
al fiume al prato



"La sua poetica della compassione lega insieme ogni cosa, lega tutto l'universo, pur senza perdere l'amore verso se stesso, con quella grande dignità che impedisce l'autoannullamento. Un vero poeta zen."
Francesco Florio,


venerdì 20 ottobre 2017

Ignobel, non è un premio agli ignobili. Si tratta di scienza.




Di fatti (e persone) spregevoli, indegni e vergognosi si perde oramai il conto, mi sveglio e mi addormento tutti i giorni mentre mi rimbombano in testa. Li leggo, li ascolto e li vivo anche, per cui verrebbe spontaneo pensare in questo assurdo bailamme di scelleratezze venga istituito un premio al più ignobile, giusto per mantenere alti gli standard di nefandezze che circolano liberamente.
Commetti qualcosa di davvero infame: “Bravo! Ti meriti un premio…”

Rilassiamoci, per fortuna ancora non siamo arrivati a tanto, ancora, e per fortuna Ignobel non è un premio agli ignobili, anzi si tratta di scienza.

Il premio Ig Nobel, conosciuto in Italia anche come premio Ignobel, viene assegnato annualmente a dieci ricercatori, gli IgNobel Prize premiano infatti la scienza, come si legge sul sito ufficiale I premi Ig Nobel riconoscono i successi che prima fanno ridere la gente e poi la fanno pensare. I premi sono destinati a celebrare l'inusuale, onorare l'immaginazione e stimolare l'interesse della gente per la scienza, la medicina e la tecnologia.” Qui




Poco diffuso a livello mediatico l’Ig Nobel, presentato al pubblico nel corso di una cerimonia di gala che si tiene nel Sanders Theatre dell'Università di Harvard, premia la scienza più assurda, argomenti che sicuramente possono far ridere, ma frutto di ricerche impegnative, anche qui non fermatevi assolutamente all’apparenza. L’idea che la scienza sia noiosa è un luogo comune e l’Ignobel ne è la prova.
Se la scienza fa ridere non è che sia poco seria.
A riprova della serietà dei contenuti e dell’importanza delle ricerche la presenza sul palco di premi Nobel e la partecipazione dei premiati alle Ig Informal Lectures al MIT (Massachusetts Institute of Technology).


Ig Nobel 2009, il reggiseno che si trasforma in due maschere antigas


mercoledì 16 novembre 2016

Animali, brava gente.



“L’uomo non sa di più degli altri animali; ne sa di meno. Loro sanno quel che devono sapere. Noi, no.”
da La divina irrealtà delle cose, Fernando Pessoa – Trad. G. Boni


Abbiamo all’incirca 2 milioni di anni, anche qualcosina in più, anzi abbiamo impiegato due milioni di anni per essere quello che siamo. Un gran bel lasso di tempo per svilupparci e di cose ne abbiamo fatte, parecchie rispetto alle altre specie animali, di sicuro ci siamo differenziati. Il detto: «Condiscila come vuoi, rimarrà sempre una zucca!», ci calza a pennello.

Non possiamo nasconderlo che anche noi siamo animali, come per la zucca, sebbene abbiamo sviluppato un linguaggio articolato, ci siamo ripuliti nel corso del tempo, migliorato la postura, perso peli, abbiamo seminato, raccolto, e poi costruito, sempre di più, in verticale, orizzontale…

giovedì 21 aprile 2016

Ho voglia del bambino: matite, carta e altri fantastici mondi in miniatura.


Oggi ho voglia di tornar bimbina, da quanto tempo non mi concedo un po’ di spensieratezza, di quella facile dal sapore buono, come una volta. Chessò qualcosa di giocoso che mi liberi la mente e mi faccia sorridere, magari pasticciare coi colori, fare merenda con gli amichetti, no no, questa è meglio di no, è già iniziata la tortura “costume da bagno”, meglio tornare ai colori, ma questi li tengo da parte.

Prendo matita e carta, adoravo da piccola temperare le matite, vorrei averne adesso uno a manovella, starei ore a fare le punte e poi col dito stenderei la grafite sul foglio per disegnarmi sopra il mondo, lontana, senza nessuna fretta di scendere. 

giovedì 26 marzo 2015

È primavera, si sveglia la foresta di Ericailcane per raccontarci del misero uomo.

"LA FORESTA" - COURTESY OF ©ERICAILCANE.IT

“È primavera... svegliatevi animali alle cascine, messere Aprile fa il rubacuor…” Chissà se anche gli animali di Ericailcane, con le dovute licenze, poetiche intendo, canterebbero questa vecchia canzone. E sì, è l’ora del risveglio dal lungo letargo invernale, la chiocciola sfonda la parete della sua casetta, il riccio abbandona la sua tana e si stiracchia, il ranocchio si scrolla il fango di dosso per farsi baciare dal primo sole o da qualche vecchia nostalgica principessa (di questi tempi gli va proprio male ai ranocchi senza un trono in Tv).

giovedì 19 febbraio 2015

mercoledì 30 luglio 2014

Cose mai viste! Quando scopri che l’ospite si lava nel tuo bicchiere.

Un pomeriggio di questa stravagante estate, tanto stravagante, quanto poco estate. Ma caldo o non caldo, mi prende lo stesso quell’indolenza, quella non voglia di fare sonnolenta. Non aspetto nessuno (così credevo). 
L'ospite inatteso di Thomas Mccarthy, 2008
Mi sento la mosca sul corno del bue. Ricordate la storiella?
Un giorno una mosca si posò sul corno di un bue, mentre questo tirava l’aratro. Passa un moscone; vede la mosca e le domanda: <Che fai mosca?> E quella tutta impettita:<Ariamo!>

Il bisogno di stare pigra per un pezzetto di giorno.  Oziare sul “corno” delle ore, mentre queste tirano fino a sera e poi nascondermi all’ombra. Finestre socchiuse, il divano malinconico anche lui con i suoi diavoli, che oggi non si muovono nemmeno per una dozzina di anime, un blues nella stanza, un blues di Robert Johnson …oooo sono arrivato all’incrocio, baby, ho guardato ad est e ad ovest… ooooeeee … sono caduto in ginocchio

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