domenica 13 maggio 2018

Giovanni Savoini Manizzi... Il Poeta della domenica.

 

Scrivo haiku da molti, molti anni...

haiku è poesia leggera di viaggiatore, di mendicante, interiore se non anche esteriore. La biografia di poeti come Basho è scritta nei chilometri di strade polverose, di sandali consumati, di tettoie sotto la pioggia.

Giovanni Savoini Manizzi, La confidenza lenta


Siamo un  centro da cui tutto muove e ritorna e non è facile vivere là dove inizia l’altro, l’altro da noi, senza nessuna distinzione. Per Giovanni Savoini Manizzi  “è tutto insieme”.


dove giacerò
rimescolato al monte
al fiume al prato



"La sua poetica della compassione lega insieme ogni cosa, lega tutto l'universo, pur senza perdere l'amore verso se stesso, con quella grande dignità che impedisce l'autoannullamento. Un vero poeta zen."
Francesco Florio,




Giovanni Savoini Mannizzi e Francesco Florio



Pubblicista free lance, poeta animalista, vegano e studioso di antispecismo, è volontario cinofilo. Ha scritto articoli, inchieste, reportage e interviste su questi temi su varie testate; scrive haiku dal 2001, raccolti in varie antologie e due sillogi personali, Lontano nemmeno un giorno  (qui) e A capofitto
Giovanni scrive e si racconta così sul suo blog, nato nel 2013, La confidenza lenta.

Un diario il suo che si apre proprio con un haiku


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sbaguttisco
la confidenza lenta
risvegliamento


luca spennacchio-foto
Greto di sassi - Ph Luca Spennacchio


Nella sua vita s’intrecciano storie di altranimali e umanimali, fino a confondersi. La sua rabbia, a dispetto di un mondo che ha preso l’abitudine di urlare a squarciagola, è sussurrata.



Giovanni Savoini Manizzi
Novara, 1969


Giovanni Savoini Manizzi si muove in punta di piedi per mostrare le deformità di una società votata al consumismo intensivo, capace di sacrificare se stessa in nome dell’utile ad ogni costo. Punta i riflettori sulla sofferenza degli animali, sulle mutilazioni e le uccisioni, ma lo fa con gentilezza, con la stessa gentilezza con cui racconta di affetti e natura come se s’intrecciassero con forza per fare muro all’insensibilità dilagante.


gocce su tela
di pioggia campagnola
la voce grossa



se tu sapessi
le cose che l’acqua sa
foglia nel fiume




E se è vero che “ogni vita è degna di un romanzo”, Giovanni di memorie ne ha tante e nei suoi racconti nessun autocompiacimento, anzi quasi un calmo distacco, perché lui si dà del tu, mentre racconta la sua e le altre storie.



respiri pioggia
il cielo è allagato
di basse nubi



La "cautela" si addomestica davanti ai suoi affetti più cari, diventa premura, perché dentro la storia di Giovanni c’è la famiglia, scrive Kalhil Gibran: 
“Se un albero dovesse scrivere la propria autobiografia, questa non sarebbe troppo dissimile da quella di una famiglia umana.”

A casa Savoini Manizzi non sarebbero gli alberi a scrivere la loro biografia, ma Lisa, Maika, Chicca e Chicco


La famiglia Savoini Manizzi


Racconta Giovanni: “Lisa con me ha viaggiato in lungo e in largo per l’Italia, anche insieme a Stella. Lucca, Torino, il Veneto, il mare della Liguria, le montagne e i laghi piemontesi e lombardi, la Campania. Incontri ed esplorazioni di prati, parchi, alberi..." (continua su La confidenza lenta)

Giovanni e Lisa - Ph Luca Spennacchio


Stella e Lisa


"Alcuni degli Haiku scritti sulla ripa di un campo, in autunno avanzato. Qualche tempo fa. 
Al tramonto. A passeggio con Stella. Il silenzio viene rotto dai rimbombi dei fucili."


lepre nei prati
non mai un cacciatore
sulle mie orme!


caccia
Bisogna capovolgere i punti di vista. Entrare nella pelle di un altro


Lisa "l'ha portata Stella", quasi un presagio, perché Stella è morta...


la prima neve
soffia il gelo pungente
il giorno breve




profumo denso
delle gocce di nebbia
ricordi lunghi

patrizia mezzogori


Dopo una lunga pausa...

veloci fiori
composti d'acqua bianca
la linfa vive


si srotolano
gocce fredde all'alba
bordo di strada


sui fitti rami
prudenti pettirossi
semi in regalo 


E il suo impegno è in divenire.


sul tronco vecchio
colpito dal fulmine
germogli verdi




la santa furiosa-poesia-domenica   #difendiamolapoesia  #difendiamolefonti 



  • Le immagini in questo post cortesia di La confidenza lenta Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio.

32 commenti :

  1. Vegano, antispecista ecc... tante caratteristiche che sono lontanissime da me XD
    Però dai, qualche bell'haiku lo ha scritto!
    Buona domenica :)

    Moz-

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    1. ahahaha dicevo proprio questo, Moz, a Giovanni. Lui vegano raccontato da una "cannibale", ma credo che la diversità sia solo un valore aggiunto e l'amicizia non è copia carbone.
      Qui ho voluto condividere la sua grande sensibilità e il darsi completamente a un'idea. La sua poesia è proprio lo specchio della grande "compassione" che lo anima e la natura è come liberata.
      E poi io condanno allevamenti, colture intensive, inquinamento, ogni aberrazioni dettata dall'economia imperante, è un boomerang che ci si è ritorto contro. Il numero dei morti di cancro, tumore, le allergie aumentano sempre di più, anche questa volta la colpa è solo nostra.
      Pensiamo alla bellezza degli haiku di Giovanni e magari a pensare anche a un mondo migliore...
      Buona domenica anche a te ( non potrebbero essercene due ;) )

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    2. Sono d'accordissimo con te su allevamenti intensivi e via dicendo. Ci vorrebbe un mondo solo un po' più sostenibile... :)

      Moz-

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    3. Magari Moz, più sostenibile per tante tante cose...

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    4. Santa, :) come infatti ci siamo scritti: non pensavo che mangiassi anche gli umani!
      Io aggiungerei, oltre a 'compassione' (ti ringrazio che non hai usato la parola 'amore', stucchevole in questo contesto), anche la parola 'rispetto', la parola 'attenzione'. Sono atteggiamenti basilari e concreti - che difatti ci arrivano da pensieri e filosofari anglosassoni contemporanei - e sono imprescindibili, se si voglia veramente e sincersmente comicniare a pensare pensieri nuovi e non adagiarsi in un astratto auspicare. Perché, come noti anche tu, i collegamenti ci sono e tout se tien.
      Buon inizio settimana!

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    5. se vuoi imoparare a nuotare, puoi cominciare prendendo confidenza 'dove si tocca'. parlando di questi temi, che avete messo letteralmente sul tavolo, un buon inizio, tra l'altro attualissimo e aggiornatissimo, fresco di edicola, può essere la lettura dell'ultimo numero di Internazionale (11/17 maggio 2018, n.1255 -anno25), dove si parla di vegani, impatto e, specialmente, etica. In edicola noj potrà sfuggirvi, ha una squillante copertina gialla con tante verdure disegnate di tutti i colori

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    6. Condivido, lo sai Giovanni, che dobbiamo ridisegnarci. Questo modello estremo ci ha solo danneggiato. Sull'alimentazione come ben sai ho un altro pensiero e sono contraria agli accanimenti, accetto la catena alimentare, se ci fosse un predatore più grosso si nutrirebbe anche di noi.
      Ma ne ho già parlato se ricordi in un post:
      http://lasantafuriosa.blogspot.it/2016/11/le-piante-hanno-una-testa-pensante.html
      Sono contraria ad ogni forma di privazione della libertà, per me gli animali dovrebbero vivere liberi, questo mondo e anche il loro, nel rispetto di spazi, biodiversità ed ecosistema...
      Ma io sono una sognatrice ;)
      E questo post è comunque dedicato alla POESIA, l'unica protagonista di questo spazio, per cui mi auguro che per ora si leggano i tuoi libri e soprattutto si difenda la POESIA :*

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    7. Questo post è dedicato alla POESIA, ma non posso non pensare che i poeti veri siano gli animali. Proprio gli altri animali che noi abbiamo ridotto al ruolo di oggetti, risorse, cose, il cui valore alla vita è nullo e disprezzabile. Proprio la poeia giapponese è intrisa di sentimenti di stupore intuito, di fronte alla vita; contiene nostalgie ineffabili, che si risvegliano al frusciare dell'acqua quando una rana si tuffa nello stagno.
      Non vedo accanimento nel voler risparmiar dolore e morte ad animali prigionieri ovuqneu di un ferreo meccanismo divoratore, congegnato a uso e consumo degli umani (e solo di una parte casualmente orivilegiata). L'accanimento, invece, lo vedo proprio nelle nostre azioni anche minime, di tutit igiorni, fatte anche di costante disconoscimento, di voltar lo sgusrdo e fr finta di non vedere qualcosa che nel profondo sappiamo essere di nostra responsabilità - in quanto specie, se non in quanto individui. Un predatore più grosso, allo stadio atuale, non potrebbe né potràprobabilmente esserci, purtroppo. Nel caso ci fosse, infatti, verrebbe sterminato nel giro di pochissimi mesi; e i superstiti verrebbero imprigionati nei circhi, negli zoo, nei laboratori, nelle fabbriche di cibo.
      Via i condizionali: gli animali, compresi quelli umani che sono deboli a vario titolo, devono-DEVONO- vivere liberi. Per come noi siamo, noi sapiens, inendo, siamo a una svolta, che ci impone ripoensare tutta la nostta etica - verso tutti quelli che non hanno privilegi, verso le generazioni future, verso la nostra casa-pianeta

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  2. battuto sul tempo per il primo commento. in fondo meglio coaì: ero preso a chiacchierare con Santa. Ti ringrazio tantissimo per questo post, ci scopro cose che non percepivo di me stesso, o che non mi ricordavo. Una bella sorpresa :)

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    1. C'è una considerazione molto saggia di Zygmunt Bauman: "I nuovi rapporti vivono di un monologo e non di dialogo, che si creano e si cancellano con un clic del mouse, accolti come un momento di libertà rispetto a tutte le occasioni che offre la vita e il mondo. In realtà, tanta mancanza di impegno e la selezione delle persone come merci in un negozio è solo la ricetta per l’infelicità reciproca."
      Ben vengano allora i dialoghi, caro Giovanni, ci ridanno un po' di felicità, per cui l'essere secondi non ha più importanza ahahahahah
      Grazie a te, per l'amicizia e la presenza, io non ho fatto altro che trascrivere ciò che sei, una piccola parte ovviamente, e ora non puoi più scordarlo, hai un petit-post promemoria ;)

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    2. partiamo da lontano con Bauman! :) il suo imegno nell'osservare per capirla, la società liquida , è un lascito filosofico importsnte.!

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    3. Ci serve guardare lontano. Perché vicino, parafrasando scioccamente Bauman, fa acqua da tutte le parti :)

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    4. cosa significa guardar lontanoo, Santa? Personalmente,mme ne sono fatto una idea: sininfica guardare fino agli altri animali, che on ci sono estramei,ma molto simili, tutti, compresi quelli che ci sembrano più alieni. Se questo sguardo si aprisse, se si aprirà, forse saremo capaci di pensare a una società diversa da questa - che invece vive guardando solo vicinissimo, ai profitti di pochi e alla precairetà di molti, di tutti. Se non è miope questo? Se guarderemo lontano, e dovremo sbrigarci a farlo, avremo possibilità di rimaneere vivi e sostenibili su questa terra. In caso contrario...

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    5. Ecco, Giovanni, "profitti di pochi e alla precarietà di molti" già comprendere questo sarebbe un grande inizio.
      Guardare lontano è guardare ad un mondo sostenibile, perché come dici tu: se non ci sbrighiamo a farlo siamo già nei guai...

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    6. I "molti" di cui parlo, non sono ovviamente , solo gli individui umani, ma anche tutti i moltissimi individui animali, fino alle meduse; e poi alle piante. Che sono intelligenti, sì (penso a Mancuso) ma che interagiscono con le altre vite in modi che possono prevedere e tollerare il venir mangiati.Guardar lontano: non in un tempo indefinito, ma un quando-qui. E guardar lontano anche spazialmente, come se fossimo astronauti a bordo diuna stazione orbitante e potessimo misurare la minuscola brulicante preziosa sfida che la vita lancia a se stessa in continuazione

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  3. Risposte
    1. Grazie. Santa ha fatto un lavoro come sempre di gran cura. Buona domenica... sera :)

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    2. Tante perle, caro @Cavaliere, possono formare una collana luminosa :D
      Un caro saluto

      Grazie @Giovanni, ho cercato di renderti merito :*

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  4. Che bella questa presentazione di Giovanni! Sei speciale, cara Santa ... Come è speciale Giovanni per il suo impegno animalista ed ecologista e i suoi haiku. Grazie di cuore ad entrambi.

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    1. Grazie Maria! Ho scoperto, che per la poesia giapponese, da migliaia di anni, sono gli animali i veri poeti, e la Natura è viva di spiriti, anche nell'acqua, nella terra, nel vento, nella pietra. Nessuna di queste cose è invecchiata, da quando ne ha parlato Sei Shonagon, intorno all'anno 900-1000, e poi Basho, nel '600, fino a oggi XXI secolo. Adesso , però, è in serio pericolo. E io credo che lasciarsi ispirare dalla vita che ci vive intorno, sia un buon modo per aiutare pensieri nuovi

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    2. Grazie @Maria, non ho parole per il tuo affetto. Come ho già scritto ho solo cercato di racchiudere la "generosa gentilezza" di un cuore vivo, Giovanni è un poeta palpitante dove le emozioni intime si fondono con la vita esterna.
      Ma all'autrice dei petit onze, tutto questo suona più che familiare :D
      Ti abbraccio forte

      @Giovanni, in questa prospettiva penso anche ai canti dei Nativi Americani. Gli animali sono considerati dagli Indiani d'America come degli antenati mitici che aiutano gli umani a vivere, dovremmo imparare molto anche da loro, dal profondo rispetto che hanno verso la natura.

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    3. Santa i canti dei nativi , nelle occssioni in cui ho potuto sentirli, mi hanno emozionanto profondamente. la notte ancestrale scorre in quelle musiche. Avevano , è vero, un rapporto diretto, reciproco, con gi altri animali. Anche quando c'era lotta fruenta tra loro. Vorrei togliere u equivoco: nessun antispecista-animalista che dir si voglia , purché sia comnsapevole e non improvvisato, sa benissimo che il rapporto tra gli animali - umani compresi - è fatto anche di competizione, di lotta. Ma ci sono le forme più varie che mai, di collaborazioni interspecifiche. Infatti, ciò che dovrebbe essre alla base dellw attività di chi si impegna come antispecista, non l'amore, ma il rispetto. Cioè, sapere che un animale può non desiderare, né cercare, né accettare, la vicinanza, l'intervento dell'umano. Più maturi saremmo se ci limitassimo tante volte a stare ai bordi, a dare tempo e spazio, invece di accaparraci tutto. Sono siuro che veremmo cose che nemmeno possiamo immaginarci, adesso, perché adesso viviamo prigionieri della nostra stessa civiltà, accaparatrice di ogni vita

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  5. Scusate il ritardo come diceva Troisi, ma cmq eccomi qui. Giovanni, sono ammirato. Già la tecnica dell'haiku è complessa in più molti si dilettano nel comporli pensando che rispettare le regole formali sia sufficienti per fare di un haiku una poesia di contenuto. Invece no, la bravura è proprio nell'esprimere attraverso questa struttura poetica i propri concetti e le proprie emozioni. E tu in questo riesci magistralmente. Grazie anche a te Santa, per avermi fatto conoscere Giovanni.

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    1. Daniele, devo dire che mi fa molto piacere quello che dici e mi conforta. C'è stato un periodo di silenzio poetico, che forse è terminato di recente, anche grazie alla occasione datami da Santa. Noin riesco a pensarmi poeta se non con gli haiku, spero sempre di riuscire a pensare il 3-17 come a un efficiente e snello volano per schiudere gli orizzonri e le emoziomi - comprese quelle forti. Ne approfitto per ricordre due poeti, ormai scomparsi, originari delle mie parti, che per primi, anni fa, mi incoraggiarono a pensare me stesso poeta: Lino Molinario, poeta eclettico, e Aldo Ferraris, poeta fiabesco.

      PS
      Daniele, a questo punto, potremmo vedere se ci vien da scrivere qualcosa insieme!

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    2. Potremmo provare ma io ho scritto un solo haiku in tutta la mia vita :-))) Scrivo in versi liberi come hai potuto vedere, però la cosa mi stimola. Potremmo anche per es. provare a mettere insieme la nostra arte legata a temi comuni e che ci toccano particolarmente. E' da pensarci.

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    3. Dirti, @Daniele, che trovo appassionante l'incontro tra i due Poeti della domenica non ti suonerà di certo strano. Sarebbe bello leggere il tuo attacco ai mali della società, con il tuo stile, e l'haiku in risposta di Giovanni, e ovviamente viceversa. Come risponderà il Rockpoeta in versi sciolti alle "emozioni e orizzonti compressi" della poesia di Giovanni?
      Restiamo in attesa di sviluppi.

      @Giovanni, leggendo le tue parole a questo punto spero di averti dato nuove e più occasioni per scrivere tanto e tanto ancora...

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    4. @Daniele, sarebbe emozionante, anhe solo vedere che cosa combinano le nostre poesie insieme.

      @è vero, Santa, grazie a questo splendido post, ho il sentore che le occasioni peetiche stiano ritornando ... :)

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    5. Si potrebbe tentare. Avremmo bisogno di un tema comune magari scelto da Santa (io sono più sul sociale e non sono vegano ma sono contro chi sconvolge gli ecosistemi o uccide gli animali per farne pellicce per es.) e poi stabilire un ordine ed un numero massimo (per es 4 poesie totali due per ciascuno) e confrontarle per trovare anche ispirazione l'uno dall'altro. Mi spiego meglio: se per es. la poesia d'apertura fosse la mia tu dovresti conoscerla prima per seguire la tua ispirazione e magari attaccarti ad essa o staccarti per affrontare una sfaccettatura diversa del tema dato da Santa. E così poi io dovrei conoscere il tuo haiku per provare a fare lo stesso. Troppo complicato :-)))? Mi sono spiegato bene :-)))? In caso contrario hai suggerimenti?

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  6. A parte il trascurabile difetto di essere vegano, mi piace che sia animalista, che scriva di poesia e che con i suoi Haiku riesca a esprimere un profondo sentire regalando emozioni.

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    1. ahaha, Ofelia, mi piace che tu riesca a superare i difetti :D . ma in effetti rispettare gli animali e non mangiarli, per me procede (da sempre) in tandem .

      spero che ti piacera questo haiku che ti regalo:
      legumi in brodo
      soffi di nasi umidi
      la pasqua azzima

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    2. A volte penso, @Ofelia, che non sia facile scrivere poesia, ancora meno rispettare i canoni della poesia in metrica, addirittura penso sia difficile anche il semplice scrivere.
      Spesso si fa tanto rumore per vuote pubblicazioni, dove anche i sentimenti diventano slogan accattivanti.
      Invece avremmo così tanto bisogno di "cuori puri" (che per me vuol dire tante cose), di emozioni che ci facciano sentire i 96.000 km di vasi sanguigni che ci attraversano.

      @Giovanni, stando all'Istat 1 persona su 10 è obesa, pensa all'uso massiccio dei fertilizzanti chimici nelle colture intensive, a quanti si ammalano e muoiono di tumore lavorando a stretto contatto in questo abominio che poi portiamo nelle nostre tavole... Dovremmo solo mangiare di meno e rispettare la rotazione delle colture producendo meno cibo.
      E come direbbe la Santa furiosa nutrirci più di poesia, fa bene allo spirito e anche al corpo.
      #difendiamolapoesia

      Haiku in brodo
      Penetra nella terra
      Cresce un cuore

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    3. Santa, se una persona su 10 è obesa, è pr via del meccanismo consumistico, che ci spinge a drogrci di bisogni indotti, la cui soluzione è -non c'è bisogno di dirlo- il prodotto commercializzato dalle ditte. Il 'benessre ' del consumaore è in fondo alla lista, mi figuro dove sia il 'benessere' dei consumati, gli animali ridotti a cose. La mia poesia è gentile, ma se nno passa il grido di dolore e lo strazio di questi animali nei cui cuori palpita la voglia di libertà, proprio come nei cuori umani, forse c'è qualcosa che nonmsta andando come dovrebbe e come vorrei. Tu parli di fettilizzanti e dici che dovremmo solo mangiare di meno. sui fertilizzanti, ti propngo i libro "Primavera Silenziosa", di Rachel Carson, che lanciò l'allarme della agricoltura intensiva chimica (nel 1962!).
      Sul mangiar di meno e sulla rotazione, direi che manca il fare i conti con la enorme quantità di umani sul pianeta e con la loro fame. Studi internazionai, riportati anche recentissimamente su rivise mainstream, e anche molto freuqentemente, parlano ormai delle orme ambientali dei diversi tipi di alimentazione. Per non dire del fatto che in questo discroso, gli animali allevati dalla zootecnia, sono rimasti invisibili, sempre imprigionati nel ruolo oggettificante di risorse

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