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venerdì 23 marzo 2018

Kaspar Hauser, misteri irrisolti nell'era delle parole.



Non ho ancora capito se imparando più parole riuscirò a capir meglio le cose.
Ognuno per sé e Dio contro tutti (L'enigma di Kaspar Hauser), Werner Herzog


Forse ricordate un giovanissimo Leonardo DiCaprio diretto da Randall Wallace nel film La maschera di ferro, ispirato al romanzo Il visconte di Bragelonne di Alexandre Dumas.

Il film narra la storia di Filippo, gemello omozigote di re Luigi XIV, fatto rinchiudere in giovanissima età in una prigione, su ordine di Luigi XIII,  e costretto ad indossare una maschera di ferro.

giovedì 16 novembre 2017

Marilyn Manson impugna un fucile giocattolo ed a Sutherland Springs muoiono 26 persone.


Mi etichettano come un mostro perché la mia musica li spinge ad uccidere. Forse, ma io non ho mai venduto un fucile semiautomatico ad un ragazzo di 17 anni.
Marilyn Manson, intervista da Bowling a Columbine di Michael Moore


Credo sia a conoscenza di tutti la strage di domenica mattina del 5 novembre scorso nella chiesa battista di Sutherland Springs, una piccola comunità del Texas, dove sono morte 26 persone tra cui 12 bambini. A fare fuoco durante la funzione religiosa Devin Patrick Kelley, morto anche lui dopo il massacro. Kelley, ex militare di soli 26 anni, intorno alle 11 è entrato in chiesa con un fucile semiautomatico, una replica del modello militare dell’AR-15 per il mercato civile, ed ha aperto il fuoco…

Quello che forse non tutti sanno è che a poche ore dal massacro Marilyn Manson ha puntato un fucile giocattolo verso il pubblico, lo ha fatto

martedì 10 maggio 2016

Webar: #Adotta1blogger perché...

cibo, vino, musica, ospiti, film, teatro, chiacchiere


… Per chi arriva, per chi è di passaggio, per chi vuole trattenersi sorseggiando un buon vino o gustare una birra, per chi non ha sonno e chiede un caffè.
… Le delizie gastronomiche, gli amici, gli ospiti, la musica dal vivo, mentre la moka gorgoglia.
E il giusto calore al Webar...
 «Ciò che pensiamo e che non dobbiamo dimenticare è che siamo una forza. Se siamo una forza, la dobbiamo esplicare in qualche cosa...»
                                                                         (Scritti giovanili inediti di Leone Ginzburg)

Oggi al Webar la giornalista e blogger Gloria Vanni insieme alla famiglia #adotta1blogger 


giovedì 31 dicembre 2015

Webar: Buone Feste e Felice Anno Nuovo. Ospite stasera Giuseppe Nicolò (l'uomo dei grammofoni) e tanta buona musica.





…per chi arriva, per chi è di passaggio, per chi vuole trattenersi sorseggiando un buon vino o gustare una birra, per chi non ha sonno e chiede un caffè
… e le delizie gastronomiche, gli amici, gli ospiti, la musica dal vivo, mentre la moka gorgoglia, e il giusto calore al Webar  

Oggi si chiude l'anno, diamo il benvenuto al 2016 con entusiasmo e forza continuando ciascuno di noi nel nostro microcosmo "a fare" e "fare bene". Vorrei davvero seppellire quest'anno e svegliarmi migliore. Cercherò di farlo ed è questo il mio augurio: 
Un Anno più Buono, davvero più Buono per tutti Voi!

Quest'anno è venuto a trovarmi un amico speciale: L'uomo dei grammofoni
Lui è Giuseppe Nicolò (per conoscerlo meglio qui), per gli amici Peppe, ci porta vino, cibo, buona musica, qualcosa di sé solo per noi e ci dice di amare la vita.

mercoledì 23 dicembre 2015

CHIUDI E VAI! – Viaggi calabresi di un capotreno esistenziale (il diario di Antonio Calabrò)


Antonio Calabrò incontra l'ultracentenario Vincenzo Scali durante uno dei suo viaggi in treno 

«Mai preso caffè e mai fumato sigarette. Solo adesso, da qualche tempo, al mattino, un goccio appena di caffè. E poi abbondante latte, con un biscottino, a volte.  “Mi vedete pancia, voi ?” mi chiede.
“Mangiare poco e camminare assai. E il vino solo adesso, dopo i novant’anni. Mezza tazzina dopo dei pasti. Così, per la circolazione. Ma camminare , camminare assai.” Ed è vero. Mi raccontano di una sua recente camminata chilometrica, dopo aver perso il treno. »

A parlare è il signor Vincenzo Scali, 103 anni, a raccontare è il signor Antonio Calabrò, capotreno. La chiacchierata credo sia avvenuta nel 2013, oggi il signor Scali ha compiuto i 105 anni e il signor Calabrò ha pubblicato CHIUDI E VAI! – Viaggi calabresi di un capotreno esistenziale (Disoblio Edizioni), non si può certo dire che non ne abbiano fatta di strada.

venerdì 26 settembre 2014

Oggi sembra che tutto si possa vendere e comprare. La lode al dono e la storia di Raphael Fellmer alla ricerca di Eotopia.

per non vivere nell'Isola delle bambole
Lode al dono
di Francesco Masala e Davide Galati,

propongo un lavoro a quattro mani e due teste, quelle di Davide Galati e le mie, l’abbiamo fatto qualche anno fa, ci interrogavamo sul dono, abbiamo deciso di scriverci da noi quello che avremmo voluto leggere, e ve lo diamo in dono, non è perfetto, ma non costa niente.


mercoledì 16 luglio 2014

Devendra Banhart , una sola faccia per diversi volti. Il cantautore statunitense ritorna a Modena con i suoi nuovi disegni.

Amato, criticato, battezzato nel 2000 come  l’astro nascente del  songwriting USA , Devendra Banhart è soprattutto un artista.
Ritorna a Modena con una mostra dei sui nuovi lavori alla Galleria Mazzoli che lo vedrà presente sabato 19 luglio all’inaugurazione.


 Un fascino carismatico e accentratore che lo ha portato sulle copertine di mezzo mondo. Asceta, hippy, freak,  sono solo etichette, parole per definire qualcosa di “sfuggente” non costretto all’interno di un perimetro.  Dagli esordi musicali con il produttore Michael Gira degli Swans e le “asciutte” ballate folk,  molto è cambiato negli anni nel sound di Devendra Banhart, con una eccezione, la talentuosa versatilità del creativo che imprime in ogni album e nei suoi disegni.

Banhart è stato il primo artista a progettare una t-shirt per il Yellow Bird Project , nel 2006.

domenica 18 maggio 2014

Liu Bolin, gli occhi puntati sull’uomo invisibile e la voglia di sparire…

<Sembra? È, io non so di “sembra”… Cose che l’uomo può fingere di queste diciamo “sembrano”…>, sono le parole di Amleto dopo l’apparizione dello spettro paterno. Al MEF l’artista Liu Bolin si abbandona ai pennelli, immobile come una tela, solo per qualche istante si scorge l’occhio attento e vivace. Eccolo dentro l’obiettivo: sembra sparito! Sembra o è? Inghiottito dalla “Rossa” di Maranello o confuso con essa?
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