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giovedì 17 dicembre 2015

Una casa da funghi: Phil Ross e la mycotecture. Per il futuro "fungi mainstream".


Phil Ross con in testa un vaso di fungo, immagine blogs.scientificamerican.com qui

Ieri qui ha piovuto, finalmente, odore di terra bagnata, ci voleva proprio! Non è durata molto, il tempo necessario di farmi venire voglia di funghi, lo so e ve l’ho anche detto che non è vero che i funghi spuntano dopo la pioggia, lo avevo scritto parlando di buche qui,
Che dirvi, saranno gli odori, le frasi fatte, ma io ho l’acquolina, un piatto di funghi arrostiti, trifolati o crudi con insalata, scaglie di parmigiano e un filo di balsamico.

Ha ragione un mio amico, ogni tanto s’indigna ed esclama: “Pensano solo a mangiare!”.
Anch’io, eccomi ridotta come Homer Simpson: “Non rimandare a domani quello che puoi mangiare oggi!”. Fortuna che al mondo esistono tipi umani evoluti, quelli che ad esempio solo guardando una pallina scivolare nel fango  hanno l’intuizione e tac ti realizzano la penna “a sfera”.

Io guardo un fungo e penso al grado di soddisfazione del mio stomaco, Phil Ross al contrario guarda un fungo e pensa ad un’alternativa sostenibile al legno, alla plastica, ai materiali di uso comune.

Chi è Phil Ross?

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