sabato 30 dicembre 2017

Auguri di Buon Anno da una cabina telefonica, che non è il TARDIS di Doctor Who.


All’inizio c’era Adamo. E Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo”. Così creò il cellulare. Allora Adamo telefonò a Eva, ma trovò occupato.
Rat-Man (Leo Ortolani)

Nella Genesi a Rat-Man è sfuggita la cabina telefonica, ma si sa lui è avanti, come tutti i super eroi, io che super eroe non sono e non fui mi sono dovuta piegare all’esistenza della cabina telefonica, che per inciso trovavo anch’io occupata, diciamo pure che nel frattempo Adamo ed Eva si erano super-moltiplicati per effetto forse di un’alimentazione più varia, visto che una mela al giorno toglie il medico di torno.

Avrete capito che io appartengo alla Generazione X, quella generazione senza fiducia nelle istituzioni, senza ottimismo nel futuro, ma con la cabina telefonica, non il TARDIS di Doctor Who,  sfortunatamente.




Per intenderci la mia era il modello con la gettoniera e la scheda telefonica, chi ricorda gli anni ’90 sa di cosa parlo, un accenno l’ho fatto nel post [TAG]Very Pop Blog - I miei anni'90, proprio un accenno.
Uno dei primi slogan della defunta SIP (Società Italiana per l'esercizio telefonico) recitava:
Non sei mai solo quando sei vicino a un telefono
Era proprio vero! Ma andiamo per ordine, perché io e il telefono non abbiamo mai avuto un rapporto per così dire idilliaco, oggi meno che mai (ma questa è sempre un’altra storia).

In quanto GenX è imprescindibile il legame “io e la mamma”, così come la relazione “mamma=cabina telefonica”. Ipotizzo un certo disorientamento, mi spiego immediatamente:

Mamma: Mi raccomando, appena arrivi telefona.
Mamma: Non scordarti, se ritardi telefona.
Mamma: Appena hai finito telefona.
Mamma: Fammi sapere com’è andata, telefona!
Mamma: Telefona, lo sai che sto in pensiero.

Chiarito il concetto? Credo proprio di si. Certo adesso tutto questo, tra Facebook Messenger, WhatsApp, Hangout, Telegram, Snapchat, ecc. ecc., alla generazione Y o Z  apparirà senza senso, cose dell’altro mondo, ma questo è stato proprio il mio mondo




Quel mondo che mi obbligava andando per la prima volta in pizzeria e anche le successive a chiamare mia madre per dirle che ero arrivata “sana e salva” e che mi obbligava anche, visto che il telefono della pizzeria era sempre fuori servizio, ad uscire in cerca di una cabina e da sola, perché gli altri volevano godersi la loro serata.

Ci fosse stato all'epoca l'artista  Benedetto Bufalino, che ha realizzato la cabina telefonica con le ruote qui, per la mamma sarebbe stato da beatificare, in fondo per lei era facile dire: telefonami.

In pratica per tranquillizzare mia madre dovevo uscire al buio, girovagare per vie e viuzze, sempre da sola, trovare una cabina, sperare che funzionasse, dire che ero arrivata “sana e salva”, omettendo dove e fare ritorno in pizzeria, sperando di non incrociare il lupo cattivo e perdere tempo a chiedergli delle orecchie grandi e di tutti gli altri sensi a parte il gusto, a quello non volevo proprio pensarci perché mi sarei mangiata la pizza fredda, unica certezza della serata. Se mangio tranquillamente la pizza anche fredda non chiedetemi la ragione, vecchie abitudini.




Tutto questo sempre che trovando la cabina non fosse occupata. Gli abitatori delle cabine telefoniche erano i più perfidi, cercavano di non incrociare mai il tuo sguardo, obbligati a darti retta l’unica frase di senso compiuto  che riuscivano a pronunciare era: un minuto. Non chiedetemi neanche a quale dimensione temporale si riferissero perché resta un mistero.




Alcuni secondo me vivevano dentro la cabina telefonica e non mi riferisco all’odore di urina che si respirava in molte cabine, ma al marpione di turno. 

Avevo una cabina comodissima per telefonare, ma lui, il marpione, era sempre parcheggiato davanti con la sua duetto, o quanto meno conosceva i miei orari e come fai, dico come si fa a dire a un tipo che ha escogitato il modo di starsene sdraiato in macchina con la cornetta all’orecchio di chiudere la chiamata, che potevo argomentare davanti a tanta inventiva, anzi ti chiedi come abbia fatto a parcheggiare a filo, a calcolare la lunghezza del cavo e a sdraiarsi sui sedili. Un maestro della telefonata, uno di quei guru che oggi avrebbe meritato un pubblico al TED (la conferenza annuale sul mondo scientifico, culturale e anche accademico).




Stando fuori casa, con una coinquilina che a mettere il telefono non se ne parlava neanche, la cabina telefonica era la mia croce. Diciamo pure che si parla d’altri tempi, niente di superfluo, la marcia verso il consumismo sfrenato era ancora agli albori e il cellulare rappresentava l’ultimo dei desideri, allora una curiosità forse, oggi un tormento.

E una sera non se ne parlò più anche di telefonate in notturna, d’estate era piacevole uscire dopo cena a chiamare, una passeggiata, poca fila, ma quella sera non sono rimasta a lungo sola al telefono, un ratto decise che doveva proprio entrare anche lui in cabina e non ci fu verso di sbattere i piedi e fare rumore, ah, per inciso avevo delle infradito ai piedi, raso terra. Tutto questo mentre “la mamma” continuava a ripetere: Che succede? E io: Un topo. E lei: Cosa? Che succede? Rispondimi!


Una scena del film Brisby e il segreto di NIMH


Per farla breve, ho abbandonato mia madre e la cornetta, senza neanche riagganciare, al ratto che essendo sordo-cieco, non si spiega altrimenti, con mia madre non ebbe nessun tipo di conversazione. Avrei preferito un incontro con la signora Brisby e famiglia, invece a me toccò il ratto.

Così, senza se e senza ma, mia madre dovette rassegnarsi a non ricevere più la telefonata notturna, anche perché fallì la mia ricerca di una nuova cabina appartata per evitare attese di ore. L’unica che trovai  abbastanza nascosta aveva qualcosa di sospetto, mai nessuno, anzi ci passavano davanti quasi fosse invisibile, provate ad immaginare la mia contentezza, questo finché non vidi dei soldi infilati in una fessura, di sicuro per qualcuno era ben visibile e non certo per telefonare.




Oggi, come allora, continuo a chiedermi, visto che non ero una di quegli umani di cui parlava il Dottore, quelli che “Se tu parcheggi una misteriosa cabina blu nel bel mezzo della loro città, cosa faranno? Assolutamente niente, passeranno oltre.”, perché non mi sono mai imbattuta in una “misteriosa cabina blu”, perché?


David Tennant, il "Decimo Dottore" 
protagonista della serie televisiva di fantascienza Doctor Who


Sarei stata una delle tante compagne di viaggio terrestri del Dottore, il Signore del Tempo, e a bordo del TARDIS, mascherato da cabina telefonica, avrei viaggiato nel tempo e nello spazio, sarei rimasta a bocca aperta a guardarlo con un cacciavite in mano a fare miracoli, meglio della canzone di Battisti Si, viaggiare.


Grazie per il video a MAZZOLAda10kg


Soprattutto non starei qui ad annoiarvi con le mie storie, i ricordi e una pioggia cosmica di rimpianti ad aspettare un nuovo anno che forse non sarà per niente nuovo, un altro anno riciclato da affrontare con sempre meno forze e pochi strumenti.

Si, lo ripeto ci sarei saltata al volo per viaggiare nel tempo e nello spazio, tra epoche e pianeti, non avrei disturbato nessuno e avrei visto avverarsi la frase del Dottore (sempre lui quello di Doctor Who):
Ti ricordi quando dicevamo del mondo che gira attorno a noi? È come quando si è bambini; la prima volta che ti dicono che il mondo gira, tu non riesci a crederci, perché sembra che tutto rimanga fermo.Io posso sentirlo. Il mondo che gira... Il terreno sotto ai nostri piedi sta girando a duemila chilometri all'ora; l'intero pianeta sta ruotando attorno al sole a 110mila chilometri all'ora... e io posso sentirlo. Proprio ora, io e te stiamo precipitando nello spazio. Aggrappati alla crosta di questo minuscolo mondo; e se solo ci lasciassimo andare...

E lasciamoci andare, immaginiamo un anno davvero nuovo che ci trasformi in persone nuove e se questo non accade, sogniamo d’imbatterci in una cabina telefonica blu, però mi raccomando non fate l’errore di passare oltre, entrateci.


Peter Dougan Capaldi, il  “Dodicesimo Dottore” 
protagonista della serie televisiva di fantascienza Doctor Who


La Santa furiosa vi augura un Buon Anno davvero Nuovo e qualche superpotere, quello di dimenticare, di essere folli, di fare la cosa giusta.

Quanto a me, datemi un divano che mi addormento. Voglio fare un sogno bellissimo e che nessuno provi a svegliarmi. Arrivederci, miei cari, al futuro.


Auguri!


  • In apertura post Street art "Cabina telefonica" Okuda, Portogallo
  • Le immagini in questo post sono presenti solo a scopo illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio.

domenica 17 dicembre 2017

La canzone... Il Poeta della domenica

Una canzone è più primitiva di una poesia, perché in genere è in rima e ha una metrica precisa. Una poesia, invece, può andare dove vuole.  

Jim Morrison, Versi poetici e dichiarazioni di guerra


Grazie per il video a Adriano Stellica


Inverno Fabrizio De André

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.
Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.

domenica 10 dicembre 2017

Marina Ivanovna Cvetaeva... Il Poeta della domenica.



Non faccio alcuna differenza tra un libro e una persona, un tramonto, un quadro. Tutto ciò che amo lo amo di un unico amore.

Marina Ivanovna Cvetaeva


Indizi terrestri

6

Perché tu non mi veda –
in vita – di spinosa invi-
sibile siepe mi circondo.

Di rovi mi cingo,
in brina – scendo.

Perché tu non mi senta –
in notte – nella senile scienza
del riserbo mi cimento.

In mormorio – mi stringo,
di sussurri mi bendo.

Perché tu troppo non fiorisca
in me – tra libri: tra boscaglie –
vivo – ti affondo.

Di fantasie ti cingo
fantasma – ti sricordo.

mercoledì 6 dicembre 2017

Ponte dell’Immacolata: manifestazioni in Italia e fate attenzione ai cartelli stradali.



Dal Touring Club dieci consigli per appuntamenti, mostre e visite per il ponte dell'Immacolata e il weekend del 9-10 dicembre…

1. A MILANO PER MOSTRE
L'occasione per un weekend lungo in città? Se passate da Milano per lo shopping natalizio o per ammirare l'albero in piazza Duomo, ricordatevi che sono molte le occasioni culturali in città. Diamo soltanto qualche suggestione: a Palazzo Reale sono di scena Caravaggio e Toulouse-Lautrec…; alla Gam Manzoni, una piccola retrospettiva sui Macchiaioli; all'Hangar Bicocca, la mostra collettiva Take me (I'm Yours), ma anche Fontana e le permanenti torri di Kiefer;…  Ancora: a Palazzo Marino è arrivata la maestosa pala d’altare di Tiziano “Sacra conversazione 1520 (Pala Gozzi)”… e al Museo Diocesano invece il "capolavoro per Milano 2017" è l’Adorazione dei pastori del Perugino


Immagine correlata
Caravaggio, Marta e Maria Maddalena 1598

domenica 3 dicembre 2017

Inverno... Il Poeta della domenica


Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole, ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell'esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d'essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni.

Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore


Oleg Shuplyak, Birds of a Feather


Gli uccelli aspettano, d’inverno, davanti alla finestra.

Io sono il passerotto.
Bimbi, il tempo muore.
E sempre vi ho chiamai nell’anno che è passato
quando tornava il corvo tra i cespi d’insalata.
Una piccola offerta, per favore.

mercoledì 29 novembre 2017

[TAG]Very Pop Blog - I miei anni '90

moz o'clock


Anch’io ho avuto la mia nomination, l’amico Alli mi ha “nominata” al [TAG]Very Pop Blog - I miei anni '90, ora mi sento blogger a tutti gli effetti, a dire il vero ghost-blogger (molto evanescente e non sto a stufarvi con il perché, come non vi annoierò con le mie "mi gira storto" anni '90, in tutti e due i casi potrei addirittura lasciarmi andare al turpiloquio. Via, spazziamo tutto sotto il blog) appaio e scompaio, ma un fantasma innocuo. 
Ricordate il piccolo CASPER, un film uscito in Italia proprio nel 1995. Aspettando un “incantamento” che mi riporti davvero in vita, faccio un salto indietro e provo anch’io.
RICOMINCIO DA CAPO, lo ricordate?, come  Phil Connors, interpretato dal fantastico Bill Murray proprio negli anni ’90. Magari potessi davvero farlo, a parte il morso della marmotta, quello vorrei evitarlo, e sì, pare che la marmotta Phil morse per ben due volte Murray durante le riprese.

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