sabato 25 novembre 2017

25 novembre: contro la violenza sulle donne regalate matrioske.

contro la violenza sulle donne-regalate una matrioska


In molti paesi il 25 novembre si commemora la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. La commemorazione di questa data ha origine dal primo Incontro Internazionale Femminista, celebrato in Colombia nel 1980. In quell'incontro la Repubblica Dominicana propose questa data in onore alle tre sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal. (furono assassinate il 25 novembre 1960 per essersi opposte alla sanguinaria dittatura di "el Jefe", il politico dominicano Rafael Leónidas Trujillo Molina).
Progressivamente, molti paesi si unirono nella commemorazione di questo giorno, come simbolo del clamore e della denuncia del maltrattamento fisico e psicologico di donne e bambine. (da Wikipedia qui)


contro la violenza sulle donne-regalate una matrioska
Le sorelle Mirabal, nome in codice Mariposas (Farfalle)


È da secoli che per vivere ci serve qualcuno da umiliare, è un morbo pandemico, "Io e loro". Io sono nobile e loro plebei, io sono bianco e loro "negri", io sono ariano e loro "ebrei", io sono ricco e loro poveri, io sono dottore e loro ignoranti, io sono maschio e loro femmine. Io conto e loro non valgono un fico secco.

Quello che ci sfugge è la matrioska, avete presente le bamboline russe ad
incastro, ce n'è sempre una più grande che racchiude la piccola.  Mi spiego meglio, se un uomo abusa di una donna, ci sarà sicuramente qualcuno più "grande" che abuserà di lui. Se è un disoccupato da un burocrate, se è un ladro dal ricettatore, se è un operaio dal capo reparto, se è un dirigente dall'amministratore delegato, o da un politico o dal proprio clan o dall'intero sistema e via di seguito. C'è sempre una matrioska pronta a sbarazzarsi di un'altra... 

Quando capiremo la matrioska forse le cose cominceranno a cambiare. Certo per capire il meccanismo della matrioska passeranno secoli, è complesso, non è certo intuitivo...

Quello che dovrebbe essere intuitivo è che uomini e donne nascono esattamente uguali, qualcuno si è alzato una mattina ed ha deciso che per le bambine ci vuole il rosa e per i bambini l'azzurro, insomma la situazione delle donne è storia, quando decideremo che le cose dovranno cambiare non sarà mai troppo tardi.




Quando i padri si renderanno conto che per le loro figlie vorranno un mondo migliore, peseranno le parole e agiranno valutando bene le conseguenze delle loro azioni, educando così i loro figli al futuro.

Quando le madri si renderanno conto di volere accanto uomini migliori, sapranno che "certe cose" non sono cose da donna, sono necessarie e spettano a tutti anche ai loro figli maschi che saranno gli uomini di domani.

Da qualche parte si deve pur cominciare, cominciamo dalle piccole cose...


Anche se venissero trasmessi questi video in continuazione forse qualcosa di stratificato comincerebbe a sgretolarsi. (3 volte al giorno su tutte le emittenti radiotelevisive tanto per cominciare)

"1 donna su 3 in tutto il mondo subirà violenza fisica o sessuale nel corso della vita, di solito da un partner maschile (OMS)..." #DearDaddy 

Il video, dal titolo “Dear Daddy” (“Caro papà”) è il racconto che fa una bambina non ancora nata al padre, immaginando la sua storia dalla nascita alla giovinezza, perché nascerà femmina...



Grazie per il video a  CARE Norway


"L'India si commuove e discute sullo spot di una azienda di detersivi in cui un padre chiede scusa alla figlia per non averle mai insegnato che le faccende di casa non sono solo compito di una donna."


Grazie per il video a Vincenzo Foggia


"Io non aiuto mia moglie", dice all'amico. Ma le sue parole preannunciano in realtà un discorso più profondo, che è bene tenere in considerazione..."


Grazie per il video a Per Davvero


Dalle piccole cose si comprendono quelle grandi, dalle cose manifeste si arguiscono quelle nascoste.
Esopo


Nota. 
Sulla violenza e le morti potete dare un'occhiata al post dello scorso anno Ferite a morte qui . 

Nulla è cambiato: Sono 114 le donne uccise nei primi 10 mesi del 2017 solo in Italia.
Nel 2016 sono state 150 le vittime, con un aumento allarmante del 5,6% in più rispetto al 2015. Nel 2016 la Lombardia è stata la regione con 25 casi, poi il Veneto con 17, la Campania con 16 e l'Emilia Romagna con 13 casi
Il 76,7% degli omicidi si sono consumati in famiglia. (Rapporto EURES sul femminicidio in Italia)


Abbiate cura di voi!


  • Le immagini in questo post sono presenti solo a scopo illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio.

17 commenti :

  1. Purtroppo i dati sono veramente tristi e devono far riflettere tutti. Bisogna fermare tutta questa violenza.
    Saluti a presto.

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    1. Come al solito, Cavaliere, ci vorrebbe più educazione, più informazione, più più più...
      Buona domenica

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  2. Cara Santa, io spero sempre che diminuiscano queste aggressioni alle donne, ma ahimè i dati dicono il contrario.
    Ciao e buon fine settimana se anche oggi piove, un abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Sembra una voragine, Tomaso, parlarne il più possibile, e con qualsiasi mezzo, può aiutare.
      Un caro abbraccio e buona domenica.

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  3. Un triste bollettino di guerra che difficilmente potrà cambiare se non si educa il maschio (volutamente in questo caso usato in modo dispregiativo) al rispetto. E ora che questa società maschilista si assuma le sue responsabilità!

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    1. Credo che molto spetti anche alle donne, Ofelia, almeno dalle mie esperienze anche le stesse donne, madri, fanno poco ad educare i figli maschi. E in questa corsa alla parità, le stesse donne assumono atteggiamenti sessisti nei confronti delle altre. C'è troppa stratificazione, ridisegnare un ruolo richiede grande consapevolezza da parte di tutti.
      Troppa indifferenza...

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  4. Ciao Santa, sono Francesca (un'amica di Ofelia Deville e del Cavaliere oscuro del web) e ho letto con molta attenzione questo tuo post che condivido appieno.
    Continuerò a seguirti con piacere.
    A presto.

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    1. Dimenticavo, eccoti il mio blog :-)

      https://francescavanniautrice.blogspot.it/

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    2. Benvenuta Francesca, grazie per il sostegno e la presenza. Sarà un piacere reciproco, anche per la data all'insegna delle donne ;)
      Una serena domenica.

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  5. Grazie per avermi fatto capire il significato profondo e nascosto della Matrioska. Confesso che non ci avevo ancora capito nulla. Sti russi, veramente raffinati.
    Per il resto io sono a posto con la coscienza: ho amato immensamente mia madre, amo mia moglie, le mie due figlie, le mie nipoti e non capisco come si possa usare violenza contro un essere fisicamente più debole e mentalmente più forte.
    E non ci sono giustificazioni. E non ci sono provocazioni, tipo minigonna o camminata sculettante. Il mio LUI fa quello che voglio io, mentre io non faccio quello che vuole LUI.

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    1. Sto sorridendo, Vin, le matrioske, seppure inanimate, comprenderanno di sicuro più degli umani.
      Sai, non è un fatto di amore o di sesso, almeno dal mio punto di vista, ma qualcosa che va oltre e si chiama "riconoscimento". Riconoscersi tra eguali, seppure con le naturali e personali diversità, è questo che manca...

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  6. Condivido ogni parola di questo post, hai scritto cose che ho sempre pensato, la violenza genera violenza, non è una frase fatta, ma triste verità.

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    1. Grazie Alli, è proprio una piramide conflittuale, un perverso meccanismo che continuamente alimentiamo fin dalle cose più elementari. E il cambio generazionale non mi pare molto diverso, forse pecco di una visione allargata, ma ciò che mi circonda non mi porta a ben sperare...

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  7. Ciao Santa, parlarne tanto aiuta, ora riconosco meglio situazioni del genere fra le persone che mi circondano - perché la violenza, psicologica come fisica, è dappertutto - e posso almeno cercare di metterle in guardia.

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    1. Anch'io, Silvia, ho vissuto direttamente certe realtà. Quello che più mi sconforta sono le considerazioni, "le donne sanno essere irritanti, quando (l'uomo) è stanco bisogna lasciarlo tranquillo, le donne esagerano, non sanno stare al loro posto"... potrei andare avanti per ore.
      Spesso sono le stesse donne a cementare certi comportamenti, frutto di una secolare cultura di sottomissione, per cui diventa anche difficile "mettere in guardia", oltretutto i centri di aiuto e sostegno sono ben al di sotto delle reali necessità. Non è facile modificare un sistema che si regge sulla "disparità" anche nelle manifestazioni più elementari.
      Mi è piaciuto molto il video "Io non aiuto mia moglie", da esattamente l'idea della logica che muove il rapporto tra i due sessi.

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  8. Il rispetto. Questo è il punto nodale, il rispetto di ogni essere umano e quindi e soprattutto anche della donna. I numeri dicono che siamo ancora ben lontani dall'ottenere questo risultato e lo siamo perché non sappiamo educare l'uomo a questo rispetto. E le leggi non sanno punirlo a dovere se fa del male ad una donna.

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    1. Non so se hai avuto modo, Daniele, di leggere i dati dello scorso anno, soprattutto quelli riferiti alle donne all'interno delle istituzioni. Ti renderai conto che le leggi sono fatte dagli uomini, per gli uomini. E ne abbiamo avuto un quadro molto chiaro quando si è trattato di creare situazioni favorevoli a vantaggio di alcune forze.
      Così è per le leggi a favore della donna, finché ci sarà un modello patriarcale dove fare festini con minorenni diventa una "burletta" cosa vuoi che cambi.
      Bisogna educare, educare, educare.

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