giovedì 1 febbraio 2018

Mimetizzarmi... quasi.

 

Anche i pomodori sanno che non si sfugge al passato...
Rat-Man

Eccomi, ci sono! Si fa per dire, forse è più corretto scrivere: ci sono, a momenti. Al di là delle precisazioni, sono anch’io nel nuovo anno che mi sembra sempre quello vecchio, poco è cambiato tranne il numero. Nessuna trasformazione sostanziale, continuo a correre, mi sforzo di tamponare falle e provo a ricominciare quasi tutti i giorni. Tic, tac, tic, tac tac tac tac certi meccanismi s’inceppano e non si sa più come sbloccarli e l’orologiaio, neanche a parlarne, è un mestiere perduto.




Bisogna ammettere solo i propri limiti e adesso ne ho a bizzeffe, di limiti, rientro a piccoli passi, passetti da bimba adulterata. Anzi vi confesso ci sono giorni in cui vorrei il dono dell’invisibilità o la capacità di mimetizzarmi, forse per proteggermi, magari solo per riposare e giorni in cui vorrei cavalcare un coccodrillo, un bell’esemplare di alligatore come animale domestico, mi pare un animale adatto a questo periodo, lo trovo “confacente”. 


eco faggeta festival
ECO FAGGETA FESTIVAL


Anche se non potete vedermi in questo momento, sto sorridendo, con molti di voi in questi anni si è creato un bel legame e mi pare di avervi qui di fronte mentre vi parlo…
Acci, sembra il prologo della lettera di un migrante, che potrebbe anche starci visto che in questo periodo è un argomento che fa presa, ma io, fortuna per voi, non devo fare presa su nessuno a scapito di tutti per riempire le mie saccocce. 

Forse sono eccessivamente sentimentale, mi siete mancati e come in molte lettere dei nostri passati (molto attuali, visto che si sta tornando parecchio indietro, fateci caso) emigrati, anch’io vi dico: "Non spendete mandandomi le lettere per via aria dato che ora costano 87 lire una settimana prima e una dopo non fa gente. Io ve le mando perche... pago 3 soldi. (da una lettera di un emigrato, North Tonawanda N.Y. 8/12/47)

Battute (quasi) a parte, molti amici blogger in più di un’occasione hanno scritto che l’anima del blog sono i commenti, le discussioni, i confronti, i legami che si creano, e sono più che d’accordo con loro, purtroppo per i limiti di cui sopra non riesco più a commentare e ad interagire col mio mondo virtuale, a dire il vero neanche con quello fisico. Nell’era del  multitasking queste mie parole potrebbero suonare come una sconfitta o un’incapacità, non saprei, quello che so è che non riesco a fare tutto, mi sono dovuta adattare a molte cose e continuo a farlo per necessità e tutto mi porta sempre più lontano dallo scrivere e quasi anche dal leggere, cerco di convincermi che non ho bisogno di dormire, ma è come smettere di fumare, non ci riesco. Non ho proprio spina dorsale! E pur esausta neanche riesco a confondermi in questo habitat sempre più pressante e disumanizzante. 


 www.boredpanda.com
Immagine boredpanda

Ammesse le mie debolezze e insufficienze… Faccio anch'io outing, che va pure di moda. Tanto per dire è l’una di notte passata, l'ora in cui o svengo o provo a fare due chiacchiere con voi, un occhio è già in modalità stand by, il gemello lo imita e domattina dovrò combattere col mio più terribile incubo, il Disturbo da Personalità Multipla. Mi sveglierò e non saprò se sono leone o gazzella, so solo che dovrò correre in ogni caso o per mangiare o per non essere divorata, ah, pare che per questo particolare disturbo non ci siano terapie valide (Comunque il post lo pubblicherò domani, sennò al disturbo dissociativo si uniranno anche le allucinazioni. Se vi sono mancata e mi state leggendo per voi è oggi e potete sostenermi nel mio urlo "anche questa è fatta!", in tutti i sensi 😂). 





Mi distraggo sempre, stavo dicendo che accettati i miei limiti voglio comunque sforzarmi e non murare questa mia uscita di sicurezza… Il Poeta della domenica ci sarà solo la prima domenica del mese e le mie storie, le altre, quello che incontro, le condividerò con voi la terza  settimana del mese, metà mese circa quasi, per ora riesco a fare questo e mi prendo così. Cambierà, non cambierà, non so cosa pensare, so che agli orari e dai posti più impensati, anche se non potrò commentarvi, vi leggerò e agli orari più impensati cercherò di stare un po' con tutti voi. 


E poi, il mio famigerato "poi", visto che di avere un coccodrillo non se ne parla, visto che o faccio la gazzella (quasi) o il leone (ancora più quasi), mentre vorrei svegliarmi ed essere quantomeno un animale perfettamente mimetizzato, mi accontento di guardare chi ha fatto  della mimetizzazione un'arte e penso a Liu Bolin che ho visto dal vivo un po' di anni fa, un vero maestro, provate ad individuarlo in questa foto, non fosse per le scarpe...



liu bolin
Art Books, 2012, © Liu Bolin.

In attesa di ritrovarci vi ripropongo alcune considerazioni fatte in quell'occasione, era il 2014 e sembrano passate poche ore, riacci... Corro a dormire prima che le mie personalità si accorgano dell'ora e mi prendano a ceffoni, sono pure più di una, sai quanti schiaffi...

Ben ritrovati carissimi amici lontani e vicini.


****

Liu Bolin, gli occhi puntati sull'uomo invisibile e la voglia di sparire...


«Sembra? È, io non so di “sembra”… Cose che l’uomo può fingere di queste diciamo “sembrano”…», sono le parole di Amleto dopo l’apparizione dello spettro paterno. 

Al MEF (Museo Enzo Ferrari) l’artista Liu Bolin si abbandona ai pennelli, immobile come una tela, solo per qualche istante si scorge l’occhio attento e vivace. Eccolo dentro l’obiettivo: sembra sparito! Sembra o è? 

Inghiottito dalla “Rossa” di Maranello o confuso con essa?
Il minuzioso e preciso body painting e il gioco prospettico lo inseriscono, fondendolo, con l’oggetto. Mimetismo e identità, l’uomo invisibile si oggettivizza, l’altro da noi è finalmente in noi e Liu Bolin costruisce questa nuova identità, non come estraneamento, ma percezione forse di ciò che abbiamo e stiamo perdendo. Un concetto che si coglie più a fondo nella performance più famosa Hiding in New York (nascosto per New York).






Come ne “L’uomo invisibile” di Wells, questo artista riesce a farci riflettere sulla nostra condizione. La superbia di padroneggiare la materia, di piegarla ai nostri bisogni, l’etica di una pantomima di collettività, di pluralità che disconosce, umiliando l’individuo e la diversità, tutto ciò che non rientra nel “senso comune” delle cose. Ne “L’uomo invisibile” la diversità va annientata. Questo artista ci mette in guardia, ci indica una prospettiva diversa. 

Quanti di noi hanno, al meno una volta nella loro vita, sognato di confondersi, camuffarsi, sparire per “spiare”, sfuggire, controllare o annullarsi perché, come sostiene Liu Bolin in un’intervista, hanno perso la capacità di proteggersi, hanno cancellato i loro istinti animali, convinti di costruire distruggono, convinti di vivere hanno dimenticato l’istinto della sopravvivenza. Convinti della necessità di “spiare” l’altro, dimenticano di chiedersi chi sono, chi è l’altro, mortificando la capacità di generare valori. 

Puntiamo gli occhi sull’uomo invisibile per guardare attraverso, una finestra sulla vita per riprendere possesso della nostra identità perduta, per smettere una buona volta di “sembrare” uomini.



Scatti rubati.

















  • Le immagini in questo post sono presenti solo a scopo  illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio.

20 commenti :

  1. Cara Santa, trovo questa post molto interessante!!! Brava!!!
    Ciao e buon pomeriggio con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ben trovato Tomaso, che piacere leggerti e sapere che l'arte di mimetizzarsi (quasi) ti ha entusiasmato. Grazie di cuore carissimo.
      Un fortissimo abbraccio anche a te e un buon fine settimana.

      Elimina
  2. Bel post, soprattutto nella parte dell'uomo invisibile!
    Un appunto, piccolo piccolo: non si fa outing, si fa coming out.
    Outing è quando gli altri sparlano di te svelando cose personali.
    Coming out ("uscire allo scoperto") significa annunciare personalmente qualcosa riguardante se stessi.
    Un abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Francesca, per aver apprezzato e per la precisazione. L'ho scritto scherzosamente, nel senso che ho "rivelato" le mie "mancanze" andando contro alla me che avrebbe taciuto ahahahah (sparlavo di me, alcune personalità prendono il sopravvento ahahaha)
      Ma queste precisazioni fanno sempre bene, anche se il termine, anzi i due termini, vengono usati quasi esclusivamente riguardo alla sfera sessuale. Spero almeno si capisca che mi riferisco ad altro :D, a una quasi alienazione.
      Se avrai modo di vederlo dal vivo ne resterai incantata, per me lo è stato, molto bello anche il Faggeta Festival, guardando non si può non dare spazio a molti interrogativi sul nostro vivere.
      Bello ritrovarti!
      Un caro e fortissimo abbraccio anche a te.

      Elimina
    2. Il "se avrai modo di vederlo" è riferito a Liu Bolin, scusami, il solito problema tutto in corsa. Baci.

      Elimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  4. Mi è piaciuta molto la prima parte del post così intimista, personale ma con ironia e leggerezza. Mi spiace che tu sia così maledettamente incasinata, si avverte una stanchezza profonda in te e nelle tue parole, tra le righe. Per il resto no problem, quando potrai postare lo farai e noi (io di sicuro) ti leggeremo e ti commenteremo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che belle le tue parole Daniele, mi tirano su. Non so se ricordi il "Teniamo botta", quando ci fu il terremoto a Modena nel 2012, ci sono passata allora ed adesso affronto anche questi continuando a "tenere botta". Purtroppo il tempo e tante altre cose mi limitano parecchio, lo sai, ma faccio del mio meglio per esserci anche qui, il limite è che dal cellulare l'interazione è quasi impossibile... Aspetto tempi migliori :))))
      Ti voglio bene.

      Elimina
  5. Facciamo che la mia situazione attuale è questa dei Peanuts, cioè ci provo ma va tutto male:
    http://www.ilpost.it/2018/01/31/peanuts-2018-gennaio-31/
    E dell'uomo invisibile mi parlo' tanto mio nonno. Ci capii poco allora che ero un bambino ma poi crescendo ho compreso gli insegnamenti che voleva trasmettermi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sembra molto attuale, carissimo Andrea, anche la frase di Lucy Van Pelt, «più si invecchia (si va avanti), meno si è sicuri rispetto a un sacco di cose».
      La stessa "visibilità" mi appare come un paradosso, oggi possiamo "apparire" ovunque e al contempo non siamo più capaci di percepirci... Chissà cosa direbbe tuo nonno del nuovo "uomo visibile" ;)
      Baci

      Elimina
  6. Tranquilla, tutto cambia, ci saranno momenti più leggeri e sereni! Anch'io faccio fatica a tenere dietro al blog, mi sembra di perdere persone care perché non le sento magari per più di un mese, ma poi i legami si riallacciano. Prendiamo le cose come vanno e guardiamo la luce in fondo al tunnel! :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Li aspetto con frenesia, spero non siano bendati come la fortuna e sbaglino strada ahahahah
      Grazie Silvia, per essere qui e per le tue parole. È che a volte penso di essermi inceppata e ripetere sempre lo stesso "ritornello", da troppo.
      Da un lato la voglia di... e dall'altro l'impossibilità a... Sì, hai proprio ragione sui legami e anche sul come vanno le cose. Spero che anche il tuo "carico" si alleggerisca, e voglio sperare che siano comunque impegni che ti diano grandi soddisfazioni, come meriti... Magari stai (anche) lavorando al tuo prossimo libro. Sarebbe stupendo :*
      Un fortissimo abbraccio.

      Elimina
  7. Cara Santa, credo di capire in buona parte la tua crisi blogghesistenziale: te lo dice uno che ha chiuso e riaperto il proprio blog 3/4 volte prima di "assestarsi" (almeno fino alla prox evoluzione), e che nel suo armadio virtuale conta decine di tute mimetiche... Ma ho sempre amato il blog come formula comunicativa proprio per questo: possiamo cucirlo come vogliamo, indossarlo come divisa se ci va, spogliarcene quando siamo diversamente impegnati. I follower? Il mio motto è: tanti o pochi non importa, purché buoni, possibilmente non "ODM" (Organismi Digitalmente Modificati... pensavo di averlo appena coniato... quando mai... scopro su Google che arrivo tardi). Liu Bolin è a dir poco mitico (gli dedicai un post anch'io), ma il coccodrillo passeggino non teme confronti :D Post godibilissimo come sempre. Un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il coccodrillo ha acchiappato anche te, caro DOC ahahahah
      Ne vorrei uno, e sono anche quasi seria nel dirlo ;)
      Qui la crisi è trasversale e va a minare tutto, ve ne avevo parlato tempo fa sicura che sarebbe migliorato, invece diventa tutto sempre più tortuoso. Seguo la corrente, non sono che un legnetto ;)
      Le involuzioni sono difficili da gestire... ci sto provando.
      Mi mancano le vostre "finestre" e il potermi affacciare a respirare.
      Mandami il link del post, se ti è possibile, così appena mi perdo di vista ahahahah corro a leggerlo.
      Grazie, grazie, grazie... Un fortissimo abbraccio anche a te (geneticamente autentico) :*

      Elimina
    2. Ecco il link a Liu Bolin, QUI. Buona serata.

      Elimina
    3. Grazie! Una buona serata anche a te.

      Elimina
  8. E poi, cara Santa, lo sai - lo senti - che ti vogliamo bene, vero?! Un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti voglio e vi voglio bene anch'io Maria, potrà sembrare piaggeria, ma non lo è di sicuro e mi auguro sempre che "il come sono" traspaia, così come traspare il tuo e quello degli altri amici. Ho letto un passo di Galimberti (Il gioco delle opinioni- I gesti del corpo) "In ogni gesto c'è la mia relazione col mondo, il mio modo di vederlo, di sentirlo, la mia eredità, la mia educazione, il mio ambiente, la mia costituzione psicologica...", anche se nel virtuale il gesto non è visibile, so che le parole lo mutuano.
      Lo sento, si che lo sento e voglio lo sentiate anche voi :D
      Un profondo abbraccio.

      Elimina

Torna su