mercoledì 13 maggio 2020

Il bestiario del coronavirus. Non di bestie, ma di bestialità tra disinformazione e fake news.



Scrivere della gente, anzi della varietà che popola media, web, social e strade, di ciò che hanno detto e fatto durante questo coronavirus, ci sarebbe davvero un bel parlare, prenderebbe vita un interessante “bestiario”. 

Caratterizzare il chi e il cosa, basterebbero i politici da soli a riempire le pagine, tra chi gridava “riaprire tutto!”, per poi gridare “non avete chiuso tutto in tempo”; tra chi sorseggiava minimizzando, per poi tacere tossendo; tra mascherine pagate e mai arrivate; tra truffe e buona fede; tra “ho detto” e “avete frainteso”; tra dirette e indirette tv e social, dove si poteva e si può ascoltare tutto e il contrario di tutto; tra chi ride e chi piange, chi grida e chi si dispera, chi disegna arcobaleni e chi cerca il tesoro; tra MES ed Eurobond; tra panettieri improvvisati e virologi pure; tra tuttologi e tuttofare; tra complotti e laboratori; tra obbedienti, disobbedienti e predicatori; tra competenza e incompetenza, protocolli rispettati e caos…

E si, proprio un bel caos, come le bestialità che chiamiamo bufale o fake news che in tempo di coronavirus hanno riempito la rete, per cui si

mercoledì 29 aprile 2020

Il coronavirus per riscoprire L’Eternauta. Una serie tv Netflix del leggendario fumetto.



L’Eternauta è ufficiale diventa una serie tv, Netflix ha presentato in Argentina, tra il 18 e il 20 febbraio, la prossima serie di produzioni argentine guidata proprio da “El Eternauta”.

Scritto da Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López, L’Eternauta venne pubblicato per la prima volta in Argentina nel 1957 sulla rivista Hora Cero, e negli anni successivi è diventato un vero cult mondiale. Un fumetto leggendario, anzi un romanzo grafico, sulla disperata volontà di sopravvivenza.

Una nevicata letale, quattro amici seduti intorno ad un tavolo a casa di Juan Salvo intenti a giocare a carte, segnano l’inizio di un incubo per l’intera umanità. La neve, che semina cadaveri sulle strade, è solo uno strumento per indebolire e stremare il genere umano prima del grande attacco alieno per conquistare la terra.
I sopravvissuti cercano di organizzarsi, maschere, respiratori, tute per restare in vita… Juan Salvo diventa l’eroe della storia, un eroe collettivo, dove la solidarietà è l’unica arma per opporsi al nemico.

venerdì 24 aprile 2020

24 Aprile sciopero globale per il ritorno al futuro: #DigitalStrike #RitornoAlFuturo



L'uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.
Hubert Reeves

SCIOPERO GLOBALE DIGITALE - OGGI VENERDÌ 24 APRILE!
La quarantena non può fermare il desiderio di migliaia di ragazze e ragazzi in tutto il mondo di difendere il loro futuro: vogliamo giustizia climatica ORA! #RITORNOALFUTURO!
Tutte le info qui

mercoledì 15 aprile 2020

Coronavirus: un grave problema? L’incomunicabilità è il vero problema!



Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci se nelle parole che io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre, chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo come egli l'ha dentro? Crediamo d'intenderci; non c'intendiamo mai!
Sei personaggi in cerca d'autore, Luigi Pirandello

Con le dovute eccezioni! (Premessa necessaria alle parole che seguiranno.)

Questa quarantena (con oggi 42 giorni) obbligata dal coronavirus, il Covid-19, mi ha fatto molto riflettere sull’incomunicabilità e la capacità di distorcere o manipolare parole e discorsi. Ragionavo su questo molte settimane fa e mi è tornato in mente il quarto libro della Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams: Addio, e grazie per tutto il pesce (So long, and thanks for all the fish).

mercoledì 1 aprile 2020

Coronavirus: in arrivo il reddito di emergenza. E se abolissimo il denaro?



Dopo  la sospensione degli adempimenti tributari e i pagamenti di contributi e mutui per gli abitanti della ex “zona rossa”, l’apertura agli ammortizzatori sociali a chi in condizioni ordinarie non ne beneficiava, arriva adesso il reddito di emergenza.

Il nuovo decreto, che dovrebbe arrivare per Pasqua, soprannominato “Cura Italia”, risponderà all’emergenza con un aiuto economico a quanti con le restrizioni degli ultimi decreti hanno perso il lavoro, hanno dovuto chiudere aziende o esercizi commerciali, ai precari, agli autonomi, liberi professionisti, disoccupati.

Si parla di un reddito di 800 euro al mese, con verifiche e ovvie limitazioni, si prevede la riapertura della cassa integrazione e tutta una serie d’interventi che tranquillamente potete reperire e leggere in rete, sul sito del Ministero della Salute si possono leggere alcune delle misure straordinarie previste per sanità, famiglie e lavoro.

Ora mi pongo e vi pongo una domanda: E se il Governo abolisse il denaro?

mercoledì 18 marzo 2020

Coronavirus 14 giorni dopo. Noi al momento stiamo bene. Voi, voi come state?



14 giorni dopo ed è peggio di prima. L’invito a restare a casa, che oggi è divieto per il Coronavirus (COVID-19), io lo sto rispettando da 14 giorni per motivi miei di salute, perché vivo con mia madre, perché (pensai) il mezzo più ovvio per il propagarsi di un’epidemia è il contatto, l’ho letto sui libri.

Ho letto nel corso degli anni della spagnola, dell’asiatica e ci metto pure i testi sulla peste, il colera e per essere anche leggera i film, non tanto i documentari, semplici film nati da una buona sceneggiatura. Da questo semplice bagaglio alla portata di tutti ho capito che per evitare un contagio bisogna o essere immuni o non esporsi al germe infettivo, escludendo la prima (ad eccezione dei baciati dalla fortuna -DNA o natura- e dei supereroi), quella evidente (per i comuni mortali) resta la seconda: evitare il contatto.

mercoledì 4 marzo 2020

SENZA ASPIRINA NON CI RESTA CHE TORNARE ALLE “ERBACCE”

Si avvicina l’8 marzo, la festa della donna si dice, è un po’ più complesso di così, visto che la parola festa nel significato suo proprio è “gioia” e l’8 marzo è qualcosa di diverso, oltretutto si sta trasformando in una lacerante commemorazione. Fateci caso, la sensazione è di trovarsi in zona fringe, zona di confine tra due mondi paralleli, il presente e il passato. La spinta invisibile e subdola che oggi le donne sembrano non percepire è verso il passato, ma tornare indietro significherebbe perdere tutto. L’alternativa: restare ben salde mantenendo la posizione (rischiando però di soccombere) o – esiste anche un’altra possibilità – con una manovra strategica abbandonare la linea difensiva e spostare l’azione su un terreno più agevole allontanandosi dalla frontiera per dare inizio a qualcosa di nuovo. Perché quello che conta è l’obiettivo: e l’obiettivo per le donne è mantenere diritti e libertà.
Se queste parole possono risultarvi oscure, quello che è accaduto a queste donne Loretta Borrelli, Piera Bosotti, Pat Carra, Anna Ciammitti, Manuela De Falco, Margherita Giacobino, Elena Leoni, Livia Lepetit e Laura Marzi è al contrario molto chiaro. È una vicenda che le ha coinvolte in prima persona, che ha a che fare in verità non con il sessismo, ma con la libertà e per la giornata dell’8 marzo  merita di essere raccontata, se non altro perché ancora una volta mette in luce uno dei punti di forza delle donne: la pazienza.

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