domenica 29 ottobre 2017

Rabindranāth Tagore... Il Poeta della domenica.


Nell’uomo avviene una doppia nascita: una prima volta nel grembo materno e una seconda volta nella libertà: l’uomo nasce una volta per sé e una volta insieme con gli altri.
Rabindranāth Tagore


Non sei capace d’essere felice
con la felicità di questo ritmo?
di lanciarti e perderti e spezzarti
nel vortice di questa terribile gioia?

Tutte le cose avanzano impetuose,
non si fermano, non guardano indietro,
nessun potere può trattenerle,
esse scorrono impetuose in avanti.

Seguendo il ritmo veloce
Di questa musica incessante,
le stagioni vengono danzando e se ne vanno –
colori, melodie, profumi
si versano in cascate senza fine
nella gioia straripante che si spande,
e cessa, e muore ogni momento.

 
Rabindranath Tagore
Calcutta, 7 maggio 1861 – Santiniketan, 7 agosto 1941


Il mondo occidentale lo premia col Premio Nobel per la letteratura nel 1913,
«per la profonda sensibilità, la freschezza e la bellezza dei versi con i quali, con consumata capacità, ha reso il proprio pensiero poetico, espresso in inglese con parole proprie, parte della letteratura occidentale.»
Fu il primo Nobel letterario non occidentale nella storia del premio. L'Università di Calcutta nello stesso anno gli conferisce la laurea honoris causa. (da Wikipedia)


Per paura che troppo facilmente
ti conosca, tu giochi con me.
Per nascondere le tue lacrime,
mi acciechi con scoppi di riso.
Conosco, conosco la tua arte.
non dici mai le parole
che vorresti.

Per paura che io non ti apprezzi
mi eludi in mille modi.
Per paura che ti confonda
con la folla, ti metti in disparte.
Conosco, conosco la tua arte.
Non cammini mai per la strada
che vorresti.

Tu chiedi più di tutti gli altri,
per questo sei silenziosa.
Poi con scherzosa indifferenza
rifiuti tutti i miei doni.
Conosco, conosco la tua arte.
Tu non accetti mai
ciò che vorresti.


Nel 1915 era stato insignito da Giorgio V dell'onorificenza di cavaliere della corona inglese, ma quando il 13 aprile 1919, nel Punjab ad Amritsar, le truppe del generale Reginal Dyer sparano su una folla di manifestanti dando luogo a un terribile massacro con oltre 1500 morti, ricordato col nome di Jalianwalla Bagh, Tagore scrive una lettera di sdegno al viceré dell'India Lord Chelmsford e rinuncia all'onorificenza. (da Wikipedia)


Il massacro di Amritsar, Punjab 1919


The Sunset of the Century

The last sun of the century sets amidst the blood-red clouds of the West and the whirlwind of hatred.
The naked passion of self-love of Nations, in its drunken delirium of greed, is dancing to the clash of steel and the howling verses of vengeance.

The hungry self of the Nation shall burst in a violence of fury from its own shameless feeding.
For it has made the world its food,
and licking it, crunching it and swallowing it in big morsels,
It swells and swells
Till in the midst of its unholy feast descends the sudden shaft of heaven piercing its heart of grossness.
[…]

"Il tramonto del secolo",  tradotto dal poeta da Naivedya
in Le Scritture inglesi di Rabindranāth Tagore, volume II


Il tramonto del secolo

L'ultimo sole del secolo si pone tra le nuvole rosso- sangue dell'Occidente e il vortice dell'odio.
La passione nuda dell'amore di sé delle Nazioni, nel suo ubriaco delirio dell’avidità, balla allo scontro di acciaio e ai versi di  vendetta.

Il sé affamato della Nazione scoppierà in una violenza di rabbia proveniente dal suo ingordo nutrimento.
Perché ha fatto del mondo il suo cibo,
lo lecca, lo mastica e lo inghiotte in grossi pezzi,
si gonfia e si  gonfia,
finché in mezzo alla sua empia festa  scende improvviso l'albero del paradiso perforando il suo cuore indecente.

Grazie per la traduzione al mio caro nipotino Gabriele Catania 
(che mi ha soccorso alle 00:45 
La profonda sensibilità di Tagore 
e la vostra 
sapranno perdonare l’approssimativa traduzione, 
anche solo per l’orario)


Tagore con Gandhi e Kasturba Gandhi a Shantiniketan

Quando una religione ha la pretesa di imporre la sua dottrina all’umanità intera, si degrada a tirannia e diventa una forma d’imperialismo.
Rabindranāth Tagore


[…]   È in Noibeddo che il poeta sviluppa per la prima volta in modo definitive una prospettiva universale della vita… Nella poesia n. 64 (Il tramonto del secolo) dice che il sole del secolo, che sta per tramontare, è del colore del sangue. Parla del festival dell’odio e del macabro canto della morte e della grande ingiustizia fatta all’umanità sotto le vesti del nazionalismo…
Commentando questa poesia, Edward Thompson scrisse:«Se qualcuno ricorda come i poeti hanno celebrato la fine del secolo, non può avere alcun dubbio nell’ammettere che Tagore sia stato più di tutti di vantaggio all’umanità»L’avidità del nazionalismo cresce fino a divorare il mondo intero, ma qui trova la sua fine… (da Noibeddo)

Il tramonto del secolo scritta da Tagore in bengali nell'ultimo giorno del 19° secolo qui nella traduzione completa dal bengali ad opera del padre missionario saveriano, “grande amico dei bengalesi”Marino Rigon: 

Il sole del secolo
oggi è tramontato
in mezzo a nubi sanguigne:
il festival dell’invidia
oggi risuona in molte armi,
nelle note terribili
e folli della morte.
La serpe della civiltà
senza compassione, alzò,
in un batter d’occhio,
il terribile pungiglione
pieno di micidiale veleno
nascosto dentro i denti mortiferi.

Interessi ed interessi
prepararono gli scontri:
brame e brame
portarono la guerra:
da un letto di fango
si alzò, risvegliata
e rivestita di civiltà,
la barbarie assetata
di distruzione e devastazione.
Lasciati ogni pudore e vergogna,
in nome dell’amore dell’uomo
un’ingiustizia incredibile
vuole travolgere la religione
nella piena della violenza.

I poeti hanno alzato
le loro voci di paura
per il ringhiare di cani
che s’addentano nei cimiteri.


Tagore e Albert Einstein, Berlino 1930

I fanciulli escono correndo dal tempio per andare a giocare nella polvere. Dio guarda i loro giochi e dimentica il sacerdote.
Rabindranāth Tagore


La poetica toccante di Tagore si fa condanna al nazionalismo, la sua visione universale come unità nella diversità si mostra appieno nella fondazione della piccola scuola di Shantiniketan (luogo di pace), “nata all’insegna dell’amicizia e della cooperazione, senza antagonismi di razza, nazionalità, fede o casta sociale ed economica… Un grande laboratorio di fusione sociale.”
L’educazione del cuore deve prevalere su quella dell’intelletto astrattoLe scuole non formano, non mirano ad armonizzare la coscienza; informano solamente… Educazione significa libertà dall’ignoranza… dai pregiudizi… Tagore pensò sempre ad una formazione integrale dell’uomo, ad un umanesimo di tipo nuovo.
Egli integra la sua umanità nella società, nel reciproco comune interesse.

(pensieri da L’umanesimo integrale di Tagore di Salvatore Stilo)


I miei canti sono schiere di loto
dove sono nati
non sono rimasti.
Sono senza radici,
ma hanno foglie e fiori.
Con la gioia della luce
danzano sulle onde delle acque.
Sono senza casa e senza raccolto,
come ospiti sconosciuti
s’ignora quando arrivano

Quando viene luglio
su nubi indomabili,
sotto l’impeto della corrente
straripano le due rive:
la schiera dei miei loto,
indomabili, irrequieti,
sulle rapide impetuose
smarriscono la via.
Si disperdono di villaggio in villaggio,
in flussi e riflussi
da un luogo all’altro
in ogni direzione.


Tagore durante una sessione di lettura, Getty Images


Vorrei sedermi vicino
a te in silenzio,
ma non ho il coraggio:
temo che il mio cuore
mi salga alle labbra.
Ecco perché parlo
stupidamente
e nascondo il mio cuore
dietro le parole.
Tratto crudelmente
il mio dolore
per paura che tu faccia
lo stesso.




Tagore a 26 anni e la moglie Mrinalini Devi a 13 anni
 con la primogenita Madhurilata Devi (Bela) 


Viaggiai per giorni e notti per paesi
lontani. Molto spesi
per vedere alti monti, grandi mari.
E non avevo gli occhi per vedere
a due passi da casa
la goccia di rugiada
sulla spiga di grano!



Poesie tratte da Gitanjali e Il Giardiniere, 1912-1913
cura e traduzione di Girolamo Mancuso


La via dell'io attraversa la vita di tutti, il suo bene ed il suo male sono il bene ed il male di ogni uomo.
Rabindranāth Tagore


Questo post lo dedico alla memoria del mio caro "maestro" di filosofia Salvatore Stilo, che tra i banchi di scuola mi ha insegnato che la voce di Tagore "è una voce viva ed attuale, come pochi nel mondo". Oggi più che mai... Dal tramonto del 19° secolo, siamo alla notte del 21°.



poesia-fonti-la santa furiosa   #difendiamolapoesia  #difendiamolefonti 


  • Le immagini in questo post sono presenti solo a scopo illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio.


5 commenti :

  1. Ehi ma mi leggi nel pensiero :-))) ! Tagore ricordo che lo lessi da ragazzo e mi piacque moltissimo. Tre poeti su tre in questi ultimi post e tutti che amo! Bel filotto!

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    1. Ho proprio pensato alla scuola, Daniele, ai tempi del liceo e ai grandi ideali... La poesia continua a farci sognare, sono contenta di averti "regalato" versi che ami.

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  2. La voce dei poeti è sempre viva, ma sì, Tagore oggi sembra più attuale che mai.

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    1. Che dire Silvia, per fortuna abbiamo la poesia per riuscire ancora a guardare lontano...

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  3. Benvenuta Benedetta!
    Grazie per le tue parole e per essere qui. Ho appena visitato il tuo blog, nuova follower ;), tornerò a trovarti con più calma...
    Un caro saluto.

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