mercoledì 30 dicembre 2015

Capodanno e dintorni: L'Olimpo degli dei e le renne lapponi a Reggio Calabria + il Pandemonio a Modena. Paese che vai…



Se siete cacciatori di occasioni, shopper compulsivi,  amanti dell’ultima tendenza, se cercate  gli outfit perfetti per il party di Capodanno, devo sorprendervi: siete obbligati a ricominciare la ricerca.



Mat Devine, frontman della rock band Kill Hannah, durante un servizio fotografico (su La Carmina)



Se la voglia è quella di fare una sosta per conoscere civiltà scomparse, popoli lontani o assistere al finimondo, fermatevi qualche istante.

Al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria (qui l'archeovirtualtur) la mostra "Olimpo. Dei ed eroi nell’antica Grecia" dal 22 dicembre 2015 al 31 marzo 2016

"L’esposizione vuole riproporre e raccontare al grande pubblico un tema sempre attuale e pieno di fascino: le vicende degli dei immortali, protagonisti della religione greca e di leggende indimenticabili.
Il filo narrativo si articola in quattro sezioni: dai miti primordiali del caos e della nascita delle divinità ai principali dei dell’Olimpo, dagli eroi al santuario, cuore della religione greca.
Suggestivi video, realizzati per la mostra, offrono al visitatore momenti di sosta e di emozione. 





Vengono esposti nelle vetrine oltre 200 straordinari reperti, riportati alla luce dai depositi del Museo, con l’obiettivo di rievocare, grazie al ricco patrimonio archeologico della Magna Grecia, le immagini e la natura degli dei, e con esse la vita e le attese degli uomini antichi a loro devoti.



Oggetti femminili, in mostra,  per la cosmesi e la cura del corpo

Raccontando di amori e seduzioni irresistibili, di guerre e scontri epici, di misteriosi incontri tra divinità ed eroi, la mostra ha l’ambizione di riportare il visitatore in un Mediterraneo antico e fantastico, svelando l’immaginario che si nasconde dietro i reperti e portando a tutti il Racconto dei Racconti, il Mito greco." (dalla pagina Fb 
Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria)



Grazie per il video a holly reggio 


Non spostatevi, restate dentro il museo!  

Sino al 10 gennaio 2016 sempre il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria ospita la mostra SAMI Walking with reindeer della fotoreporter, e collaboratrice del National Geographic,  Erika Larsen qui




Una mostra fotografica che Erika Larsen dedica ad uno dei popoli più antichi del Nordeuropa il popolo Sami (gente della palude) un nome che trae la sua origine dalla regione dei laghi finlandesi che un tempo fu abitata da questo popolo, erroneamente alcuni li identificano con lappóni o làpponi, ma il popolo Sami ha una sua storia .

Stanziati nelle regioni più settentrionali della Finlandia e della Svezia, i Sami riescono a sopravvivere grazie all'allevamento delle renne



Pastore Sami con la sua mandria di renne - cortesia www.erikalarsenphoto.com


Per un Sapmelas le renne sono tutto: cibo, latte, pelli per gli abiti, per le loro case, ossa e corna per fabbricare utensili e strumenti di caccia e lavoro. 

Questo popolo così distante e antico, lontano dalla nostra memoria, adoratore della Madre Terra e del Dio del Tuono si racconta attraverso gli scatti della Larsen 




Lavvo, tradizionale tenda Sami - cortesia www.erikalarsenphoto.com

Erika Larsen è vissuta e ha lavorato con una comunità Sami per oltre quattro anni per conoscerne intimamente la cultura e mostrarci, attraverso il suo fotoreportage, il forte legame che i pastori di renne hanno con la natura.



Tre generazioni di donne Sami. Ellen Garen Gaup tiene in mano il suo bambino in una culla di legno e pelle di renna (foto della mostra)

[...]
Da quando sono qui una settimana sembra un'eternità. 
Questo posto mi cambierà per sempre. 
Io sono un narratore e questo ora diventa più chiaro.
I giorni sono notti e le notti sono giorni.
...
Questa vita è dura, il lavoro con le renne.
...
Ma le persone sono orgogliose del loro lavoro.
Loro sono orgogliosi di essere Sámi. 
Ogni grammo del loro essere è Sámi.

(Erika Larsen, leggi tutto qui )

Conoscete tutti  Renée Zellweger, ricordate il film "Il diario di Bridget Jones"? Beh, Renée Zellweger è di origine Sami, la mamma è una Sapmelas.



Renee Zellweger e Colin Firth nella scena del maglione con la renna da "Il diario di Bridget Jones" (simpatica combinazione, no?)



Spostiamoci di qualche km, diciamo ca. 1200, in fondo si tratta solo di 10/12 ore di macchina e facciamo un salto a Modena, quella in Emilia Romagna, eh si, perché molti non sanno che a Reggio Calabria c'è anche Modena, il quartiere, ma è un'altra cosa! 

Per cui non facciamo confusione, la Modena è quella al Nord, come per le renne. 

Chi si trovasse appunto a Modena in Emilia, in zona Piazza Sant'Agostino, al Museo per intenderci (vedete come i musei non mi abbandonano?), il 6 gennaio 2016 alle ore 18,30 e i giorni 13-20-27 gennaio 2016 alle ore ore 21,30, al IL DECANO di via S.Agostino potrà assistere a IL FINIMONDO varietà apocalittico in 7 capitolazioni, una produzione Peso specifico Teatro con la regia di Santo Marino






Io non saprei spiegarvi cos'è il finimondo, finirei col parlarvi dello sconquasso generale e oggi sinceramente non ne ho voglia, così vi lascio alle parole del regista Santo Marino e Buon Finimondo a tutti, ops meglio buon fine anno, ma per i saluti ci si vede domani...

NOTE DI REGIA:
Il Finimondo è un varietà: un genere di spettacolo ormai scomparso che affonda le sue radici nella tradizione popolare ma che contemporaneamente è stato fucina di innovazioni teatrali molto importanti. Dal varietà venivano Petrolini, Viviani e Totò. Metterlo in scena oggi significa per noi riprendere una tradizione interrotta, significa tornare nei locali per cercare un dialogo con il pubblico, senza divisioni tra palco e platea, significa affrontare un teatro al cui centro sta esclusivamente l'attore. 
Il Finimondo parla della fine di un'epoca: la nostra. Nel contesto sociale di oggi, di fronte alla crisi del modello occidentale, ai nuovi conflitti ideologico-religiosi, all'emergenza climatica e ambientale, sentivo l'esigenza di raccontare il nostro mondo dal punto di vista degli attori, con tutta la cialtroneria che ne consegue. Ecco allora che una piccola compagnia di varietà fa i conti con la fine del mondo. C'è chi ha perso per sempre un anello di brillanti, chi rimpiange i grandi palcoscenici di un tempo, chi ha rinnegato l'amore in favore della guerra, chi pretende dalla propria figlia il rimborso spese della sua esistenza... Monologhi e dialoghi, canzoni e canzonette, acrobati e balletti in sette capitolazioni. Karl Valentin, Ettore Petrolini, Kurt Weill sono le principali fonti. 
Ci sono poi “I pedicelli senza mancia”, ovvero il gruppo di allievi del laboratorio che ci accompagna in scena per farsi un po' le ossa, recuperando in parte la tradizione dell'attore che imparava a bottega, ricoprendo via via ruoli meno marginali. 
Un varietà apocalittico, dunque. Citando F.T. Marinetti: “la sintesi di tutto ciò che l'umanità ha raffinato finora nei propri nervi per divertirsi ridendo del dolore materiale e morale”
Signore e signori, benvenuti alla fine del mondo!

Santo Marino



  • Le immagini in questo post sono presenti solo a scopo illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio.


2 commenti :

  1. Ottimi appuntamenti!
    Ti auguro un sereno anno nuovo.

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    Risposte
    1. Davvero interessanti, vivere 4 anni con i pastori di renne è "coraggioso"... gran bei lavori!!
      Un anno più buono anche per te e per tutti :**

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