sabato 30 dicembre 2017

Auguri di Buon Anno da una cabina telefonica, che non è il TARDIS di Doctor Who.


All’inizio c’era Adamo. E Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo”. Così creò il cellulare. Allora Adamo telefonò a Eva, ma trovò occupato.
Rat-Man (Leo Ortolani)

Nella Genesi a Rat-Man è sfuggita la cabina telefonica, ma si sa lui è avanti, come tutti i super eroi, io che super eroe non sono e non fui mi sono dovuta piegare all’esistenza della cabina telefonica, che per inciso trovavo anch’io occupata, diciamo pure che nel frattempo Adamo ed Eva si erano super-moltiplicati per effetto forse di un’alimentazione più varia, visto che una mela al giorno toglie il medico di torno.

Avrete capito che io appartengo alla Generazione X, quella generazione senza fiducia nelle istituzioni, senza ottimismo nel futuro, ma con la cabina telefonica, non il TARDIS di Doctor Who,  sfortunatamente.




Per intenderci la mia era il modello con la gettoniera e la scheda telefonica, chi ricorda gli anni ’90 sa di cosa parlo, un accenno l’ho fatto nel post [TAG]Very Pop Blog - I miei anni'90, proprio un accenno.
Uno dei primi slogan della defunta SIP (Società Italiana per l'esercizio telefonico) recitava:
Non sei mai solo quando sei vicino a un telefono
Era proprio vero! Ma andiamo per ordine, perché io e il telefono non abbiamo mai avuto un rapporto per così dire idilliaco, oggi meno che mai (ma questa è sempre un’altra storia).

In quanto GenX è imprescindibile il legame “io e la mamma”, così come la relazione “mamma=cabina telefonica”. Ipotizzo un certo disorientamento, mi spiego immediatamente:

Mamma: Mi raccomando, appena arrivi telefona.
Mamma: Non scordarti, se ritardi telefona.
Mamma: Appena hai finito telefona.
Mamma: Fammi sapere com’è andata, telefona!
Mamma: Telefona, lo sai che sto in pensiero.

Chiarito il concetto? Credo proprio di si. Certo adesso tutto questo, tra Facebook Messenger, WhatsApp, Hangout, Telegram, Snapchat, ecc. ecc., alla generazione Y o Z  apparirà senza senso, cose dell’altro mondo, ma questo è stato proprio il mio mondo




Quel mondo che mi obbligava andando per la prima volta in pizzeria e anche le successive a chiamare mia madre per dirle che ero arrivata “sana e salva” e che mi obbligava anche, visto che il telefono della pizzeria era sempre fuori servizio, ad uscire in cerca di una cabina e da sola, perché gli altri volevano godersi la loro serata.

Ci fosse stato all'epoca l'artista  Benedetto Bufalino, che ha realizzato la cabina telefonica con le ruote qui, per la mamma sarebbe stato da beatificare, in fondo per lei era facile dire: telefonami.

In pratica per tranquillizzare mia madre dovevo uscire al buio, girovagare per vie e viuzze, sempre da sola, trovare una cabina, sperare che funzionasse, dire che ero arrivata “sana e salva”, omettendo dove e fare ritorno in pizzeria, sperando di non incrociare il lupo cattivo e perdere tempo a chiedergli delle orecchie grandi e di tutti gli altri sensi a parte il gusto, a quello non volevo proprio pensarci perché mi sarei mangiata la pizza fredda, unica certezza della serata. Se mangio tranquillamente la pizza anche fredda non chiedetemi la ragione, vecchie abitudini.




Tutto questo sempre che trovando la cabina non fosse occupata. Gli abitatori delle cabine telefoniche erano i più perfidi, cercavano di non incrociare mai il tuo sguardo, obbligati a darti retta l’unica frase di senso compiuto  che riuscivano a pronunciare era: un minuto. Non chiedetemi neanche a quale dimensione temporale si riferissero perché resta un mistero.




Alcuni secondo me vivevano dentro la cabina telefonica e non mi riferisco all’odore di urina che si respirava in molte cabine, ma al marpione di turno. 

Avevo una cabina comodissima per telefonare, ma lui, il marpione, era sempre parcheggiato davanti con la sua duetto, o quanto meno conosceva i miei orari e come fai, dico come si fa a dire a un tipo che ha escogitato il modo di starsene sdraiato in macchina con la cornetta all’orecchio di chiudere la chiamata, che potevo argomentare davanti a tanta inventiva, anzi ti chiedi come abbia fatto a parcheggiare a filo, a calcolare la lunghezza del cavo e a sdraiarsi sui sedili. Un maestro della telefonata, uno di quei guru che oggi avrebbe meritato un pubblico al TED (la conferenza annuale sul mondo scientifico, culturale e anche accademico).




Stando fuori casa, con una coinquilina che a mettere il telefono non se ne parlava neanche, la cabina telefonica era la mia croce. Diciamo pure che si parla d’altri tempi, niente di superfluo, la marcia verso il consumismo sfrenato era ancora agli albori e il cellulare rappresentava l’ultimo dei desideri, allora una curiosità forse, oggi un tormento.

E una sera non se ne parlò più anche di telefonate in notturna, d’estate era piacevole uscire dopo cena a chiamare, una passeggiata, poca fila, ma quella sera non sono rimasta a lungo sola al telefono, un ratto decise che doveva proprio entrare anche lui in cabina e non ci fu verso di sbattere i piedi e fare rumore, ah, per inciso avevo delle infradito ai piedi, raso terra. Tutto questo mentre “la mamma” continuava a ripetere: Che succede? E io: Un topo. E lei: Cosa? Che succede? Rispondimi!


Una scena del film Brisby e il segreto di NIMH


Per farla breve, ho abbandonato mia madre e la cornetta, senza neanche riagganciare, al ratto che essendo sordo-cieco, non si spiega altrimenti, con mia madre non ebbe nessun tipo di conversazione. Avrei preferito un incontro con la signora Brisby e famiglia, invece a me toccò il ratto.

Così, senza se e senza ma, mia madre dovette rassegnarsi a non ricevere più la telefonata notturna, anche perché fallì la mia ricerca di una nuova cabina appartata per evitare attese di ore. L’unica che trovai  abbastanza nascosta aveva qualcosa di sospetto, mai nessuno, anzi ci passavano davanti quasi fosse invisibile, provate ad immaginare la mia contentezza, questo finché non vidi dei soldi infilati in una fessura, di sicuro per qualcuno era ben visibile e non certo per telefonare.




Oggi, come allora, continuo a chiedermi, visto che non ero una di quegli umani di cui parlava il Dottore, quelli che “Se tu parcheggi una misteriosa cabina blu nel bel mezzo della loro città, cosa faranno? Assolutamente niente, passeranno oltre.”, perché non mi sono mai imbattuta in una “misteriosa cabina blu”, perché?


David Tennant, il "Decimo Dottore" 
protagonista della serie televisiva di fantascienza Doctor Who


Sarei stata una delle tante compagne di viaggio terrestri del Dottore, il Signore del Tempo, e a bordo del TARDIS, mascherato da cabina telefonica, avrei viaggiato nel tempo e nello spazio, sarei rimasta a bocca aperta a guardarlo con un cacciavite in mano a fare miracoli, meglio della canzone di Battisti Si, viaggiare.


Grazie per il video a MAZZOLAda10kg


Soprattutto non starei qui ad annoiarvi con le mie storie, i ricordi e una pioggia cosmica di rimpianti ad aspettare un nuovo anno che forse non sarà per niente nuovo, un altro anno riciclato da affrontare con sempre meno forze e pochi strumenti.

Si, lo ripeto ci sarei saltata al volo per viaggiare nel tempo e nello spazio, tra epoche e pianeti, non avrei disturbato nessuno e avrei visto avverarsi la frase del Dottore (sempre lui quello di Doctor Who):
Ti ricordi quando dicevamo del mondo che gira attorno a noi? È come quando si è bambini; la prima volta che ti dicono che il mondo gira, tu non riesci a crederci, perché sembra che tutto rimanga fermo.Io posso sentirlo. Il mondo che gira... Il terreno sotto ai nostri piedi sta girando a duemila chilometri all'ora; l'intero pianeta sta ruotando attorno al sole a 110mila chilometri all'ora... e io posso sentirlo. Proprio ora, io e te stiamo precipitando nello spazio. Aggrappati alla crosta di questo minuscolo mondo; e se solo ci lasciassimo andare...

E lasciamoci andare, immaginiamo un anno davvero nuovo che ci trasformi in persone nuove e se questo non accade, sogniamo d’imbatterci in una cabina telefonica blu, però mi raccomando non fate l’errore di passare oltre, entrateci.


Peter Dougan Capaldi, il  “Dodicesimo Dottore” 
protagonista della serie televisiva di fantascienza Doctor Who


La Santa furiosa vi augura un Buon Anno davvero Nuovo e qualche superpotere, quello di dimenticare, di essere folli, di fare la cosa giusta.

Quanto a me, datemi un divano che mi addormento. Voglio fare un sogno bellissimo e che nessuno provi a svegliarmi. Arrivederci, miei cari, al futuro.


Auguri!


  • In apertura post Street art "Cabina telefonica" Okuda, Portogallo
  • Le immagini in questo post sono presenti solo a scopo illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio.

domenica 17 dicembre 2017

La canzone... Il Poeta della domenica

Una canzone è più primitiva di una poesia, perché in genere è in rima e ha una metrica precisa. Una poesia, invece, può andare dove vuole.  

Jim Morrison, Versi poetici e dichiarazioni di guerra


Grazie per il video a Adriano Stellica


Inverno Fabrizio De André

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.
Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.

domenica 10 dicembre 2017

Marina Ivanovna Cvetaeva... Il Poeta della domenica.



Non faccio alcuna differenza tra un libro e una persona, un tramonto, un quadro. Tutto ciò che amo lo amo di un unico amore.

Marina Ivanovna Cvetaeva


Indizi terrestri

6

Perché tu non mi veda –
in vita – di spinosa invi-
sibile siepe mi circondo.

Di rovi mi cingo,
in brina – scendo.

Perché tu non mi senta –
in notte – nella senile scienza
del riserbo mi cimento.

In mormorio – mi stringo,
di sussurri mi bendo.

Perché tu troppo non fiorisca
in me – tra libri: tra boscaglie –
vivo – ti affondo.

Di fantasie ti cingo
fantasma – ti sricordo.

mercoledì 6 dicembre 2017

Ponte dell’Immacolata: manifestazioni in Italia e fate attenzione ai cartelli stradali.



Dal Touring Club dieci consigli per appuntamenti, mostre e visite per il ponte dell'Immacolata e il weekend del 9-10 dicembre…

1. A MILANO PER MOSTRE
L'occasione per un weekend lungo in città? Se passate da Milano per lo shopping natalizio o per ammirare l'albero in piazza Duomo, ricordatevi che sono molte le occasioni culturali in città. Diamo soltanto qualche suggestione: a Palazzo Reale sono di scena Caravaggio e Toulouse-Lautrec…; alla Gam Manzoni, una piccola retrospettiva sui Macchiaioli; all'Hangar Bicocca, la mostra collettiva Take me (I'm Yours), ma anche Fontana e le permanenti torri di Kiefer;…  Ancora: a Palazzo Marino è arrivata la maestosa pala d’altare di Tiziano “Sacra conversazione 1520 (Pala Gozzi)”… e al Museo Diocesano invece il "capolavoro per Milano 2017" è l’Adorazione dei pastori del Perugino


Immagine correlata
Caravaggio, Marta e Maria Maddalena 1598

domenica 3 dicembre 2017

Inverno... Il Poeta della domenica


Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole, ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell'esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d'essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni.

Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore


Oleg Shuplyak, Birds of a Feather


Gli uccelli aspettano, d’inverno, davanti alla finestra.

Io sono il passerotto.
Bimbi, il tempo muore.
E sempre vi ho chiamai nell’anno che è passato
quando tornava il corvo tra i cespi d’insalata.
Una piccola offerta, per favore.

mercoledì 29 novembre 2017

[TAG]Very Pop Blog - I miei anni '90

moz o'clock


Anch’io ho avuto la mia nomination, l’amico Alli mi ha “nominata” al [TAG]Very Pop Blog - I miei anni '90, ora mi sento blogger a tutti gli effetti, a dire il vero ghost-blogger (molto evanescente e non sto a stufarvi con il perché, come non vi annoierò con le mie "mi gira storto" anni '90, in tutti e due i casi potrei addirittura lasciarmi andare al turpiloquio. Via, spazziamo tutto sotto il blog) appaio e scompaio, ma un fantasma innocuo. 
Ricordate il piccolo CASPER, un film uscito in Italia proprio nel 1995. Aspettando un “incantamento” che mi riporti davvero in vita, faccio un salto indietro e provo anch’io.
RICOMINCIO DA CAPO, lo ricordate?, come  Phil Connors, interpretato dal fantastico Bill Murray proprio negli anni ’90. Magari potessi davvero farlo, a parte il morso della marmotta, quello vorrei evitarlo, e sì, pare che la marmotta Phil morse per ben due volte Murray durante le riprese.

domenica 26 novembre 2017

Una Donna, in piedi signori... La Poesia della domenica.



IN PIEDI SIGNORI DAVANTI A UNA DONNA.

Per tutte le violenze consumate su di lei

per le umiliazioni che ha subito

per quel suo corpo che è stato sfruttato

per quell’intelligenza che è stata calpestata

per l’ignoranza in cui l’avete lasciata

per la libertà che le avete negato

sabato 25 novembre 2017

25 novembre: contro la violenza sulle donne regalate matrioske.

contro la violenza sulle donne-regalate una matrioska


In molti paesi il 25 novembre si commemora la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. La commemorazione di questa data ha origine dal primo Incontro Internazionale Femminista, celebrato in Colombia nel 1980. In quell'incontro la Repubblica Dominicana propose questa data in onore alle tre sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal. (furono assassinate il 25 novembre 1960 per essersi opposte alla sanguinaria dittatura di "el Jefe", il politico dominicano Rafael Leónidas Trujillo Molina).
Progressivamente, molti paesi si unirono nella commemorazione di questo giorno, come simbolo del clamore e della denuncia del maltrattamento fisico e psicologico di donne e bambine. (da Wikipedia qui)


contro la violenza sulle donne-regalate una matrioska
Le sorelle Mirabal, nome in codice Mariposas (Farfalle)


È da secoli che per vivere ci serve qualcuno da umiliare, è un morbo pandemico, "Io e loro". Io sono nobile e loro plebei, io sono bianco e loro "negri", io sono ariano e loro "ebrei", io sono ricco e loro poveri, io sono dottore e loro ignoranti, io sono maschio e loro femmine. Io conto e loro non valgono un fico secco.

Quello che ci sfugge è la matrioska, avete presente le bamboline russe ad

mercoledì 22 novembre 2017

22 novembre: accadde oggi.



1718 - Al largo della costa della Carolina del Nord, il pirata inglese Edward Teach (meglio noto come "Barbanera") viene ucciso durante un arrembaggio.




1942 - Seconda guerra mondiale: Battaglia di Stalingrado - La situazione per gli attaccanti tedeschi di Stalingrado appare disperata durante il contrattacco sovietico dell'Operazione Urano, e il generale Friedrich Paulus invia ad Adolf Hitler un telegramma nel quale annuncia che la VI Armata tedesca è circondata.

1963 - A Dallas, il Presidente statunitense John F. Kennedy viene assassinato, il Governatore del Texas, John B. Connally viene ferito gravemente. La polizia arresta Lee Harvey Oswald sospettato dell’omicidio. Il Vice Presidente Lyndon B. Johnson giura come 36º Presidente degli Stati Uniti.

domenica 19 novembre 2017

Ugo Foscolo... Il Poeta della domenica.


… per me, temo che la natura abbia costituito la nostra specie quasi minimo anello passivo dell’incomprensibile suo sistema … E mentre noi serviamo ciecamente al suo fine, essa ride del nostro orgoglio che ci fa reputare l’universo creato solo per noi, e noi soli degni e capaci di dar leggi al creato.
da Ultime lettere di Jacopo Ortis


Autoritratto

Solcata ho fronte, occhi incavati intenti;
crin fulvo, emunte guance, ardito aspetto;
labbro tumido acceso, e tersi denti,
capo chino, bel collo, e largo petto;

giovedì 16 novembre 2017

Marilyn Manson impugna un fucile giocattolo ed a Sutherland Springs muoiono 26 persone.


Mi etichettano come un mostro perché la mia musica li spinge ad uccidere. Forse, ma io non ho mai venduto un fucile semiautomatico ad un ragazzo di 17 anni.
Marilyn Manson, intervista da Bowling a Columbine di Michael Moore


Credo sia a conoscenza di tutti la strage di domenica mattina del 5 novembre scorso nella chiesa battista di Sutherland Springs, una piccola comunità del Texas, dove sono morte 26 persone tra cui 12 bambini. A fare fuoco durante la funzione religiosa Devin Patrick Kelley, morto anche lui dopo il massacro. Kelley, ex militare di soli 26 anni, intorno alle 11 è entrato in chiesa con un fucile semiautomatico, una replica del modello militare dell’AR-15 per il mercato civile, ed ha aperto il fuoco…

Quello che forse non tutti sanno è che a poche ore dal massacro Marilyn Manson ha puntato un fucile giocattolo verso il pubblico, lo ha fatto

domenica 12 novembre 2017

Pier Paolo Pasolini... il Poeta della domenica


Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.
Pier Paolo Pasolini 


Ballata delle madri

Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d'esperienze così diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?

mercoledì 8 novembre 2017

Concetta Scaravaglione, dalla Calabria al MoMA.



Ed io salpai: l’anima raccolta fra le mani, ed un sacchetto di semi [da germogliare nella terra che amorevolmente avrei vangato al di là del nostro mare. (Mi dissero vai!)
di Grazia Maria Pellecchia, dall’antologia “Sotto il cielo di Lampedusa”.

“Nemo propheta in patria”, la frase l’avrete sentita dire chissà quante volte,  “nessuno è profeta nella sua patria”.  Le parole latine sono un adattamento dei vangeli, di solito è usata per “significare che difficilmente si possono vedere riconosciuti i proprî meriti, o comunque i meriti di una persona, nel proprio paese”.

Credo che non ci sia espressione più azzeccata per presentare Concetta Scaravaglione, “metterei la mano sul fuoco” che pochi la conoscono,

domenica 5 novembre 2017

Else Lasker-Schüler... il Poeta della domenica.


Anche negli esseri umani sono rimaste alcune piccole stelle cadenti, sebbene la maggior parte di essi se le sia lasciate sfuggire. Ma in me si trova ancora l'intero universo − e io posso lottare anche contro un altro mondo.
Else Lasker-Schüler, da Lettera a Karl Kraus del 5 luglio 1912


Fuga dal mondo

Io nell’immenso voglio
tornare a me,
già mi fiorisce il colchico autunnale dell’anima,
forse è già troppo tardi per tornare.

martedì 31 ottobre 2017

(Halloween) Ognissanti, manicotti e guanti... E tante parole.


Una cosa è certa: con l’inizio di novembre comincia l'inverno. Approfittate di Halloween e Ognissanti per tirare fuori guanti, cappelli e sciarpe. Per tutto il resto, beh per tutto il resto c'è mastercard! Ma no, mi sono incartata con la pubblicità, che poi se ci pensate anche la pubblicità è come le credenze o le superstizioni, può essere comodo crederci, e c'è chi è bravo a fartelo credere, o puoi anche smettere di crederci, ma questo è più complicato.  

domenica 29 ottobre 2017

Rabindranāth Tagore... Il Poeta della domenica.


Nell’uomo avviene una doppia nascita: una prima volta nel grembo materno e una seconda volta nella libertà: l’uomo nasce una volta per sé e una volta insieme con gli altri.
Rabindranāth Tagore


Non sei capace d’essere felice
con la felicità di questo ritmo?
di lanciarti e perderti e spezzarti
nel vortice di questa terribile gioia?

venerdì 27 ottobre 2017

Ti piace Eminem? Allora sei uno psicopatico.



La musica, bella o brutta, seria o ignorante, santa o puttana, è lunga. E non ti abbandona. È il rumore dell'anima. E ti si attacca alla pelle e al cuore per non lasciarti più.
Mina

Che la musica possa avere degli effetti sorprendenti su di noi è risaputo. A parte

domenica 22 ottobre 2017

Charles Bukowski... Il Poeta della domenica.



«Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla.»
Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo


La donna che vomita

Avevamo sui 14 anni, io,
Baldy e Norman.
eravamo seduti nel parco del
quartiere verso alle dieci di sera
a bere birra rubata.

venerdì 20 ottobre 2017

Ignobel, non è un premio agli ignobili. Si tratta di scienza.




Di fatti (e persone) spregevoli, indegni e vergognosi si perde oramai il conto, mi sveglio e mi addormento tutti i giorni mentre mi rimbombano in testa. Li leggo, li ascolto e li vivo anche, per cui verrebbe spontaneo pensare in questo assurdo bailamme di scelleratezze venga istituito un premio al più ignobile, giusto per mantenere alti gli standard di nefandezze che circolano liberamente.
Commetti qualcosa di davvero infame: “Bravo! Ti meriti un premio…”

Rilassiamoci, per fortuna ancora non siamo arrivati a tanto, ancora, e per fortuna Ignobel non è un premio agli ignobili, anzi si tratta di scienza.

Il premio Ig Nobel, conosciuto in Italia anche come premio Ignobel, viene assegnato annualmente a dieci ricercatori, gli IgNobel Prize premiano infatti la scienza, come si legge sul sito ufficiale I premi Ig Nobel riconoscono i successi che prima fanno ridere la gente e poi la fanno pensare. I premi sono destinati a celebrare l'inusuale, onorare l'immaginazione e stimolare l'interesse della gente per la scienza, la medicina e la tecnologia.” Qui




Poco diffuso a livello mediatico l’Ig Nobel, presentato al pubblico nel corso di una cerimonia di gala che si tiene nel Sanders Theatre dell'Università di Harvard, premia la scienza più assurda, argomenti che sicuramente possono far ridere, ma frutto di ricerche impegnative, anche qui non fermatevi assolutamente all’apparenza. L’idea che la scienza sia noiosa è un luogo comune e l’Ignobel ne è la prova.
Se la scienza fa ridere non è che sia poco seria.
A riprova della serietà dei contenuti e dell’importanza delle ricerche la presenza sul palco di premi Nobel e la partecipazione dei premiati alle Ig Informal Lectures al MIT (Massachusetts Institute of Technology).


Ig Nobel 2009, il reggiseno che si trasforma in due maschere antigas


domenica 15 ottobre 2017

Saffo... Il Poeta della domenica




«Alcuni dicono che le Muse siano nove; che distratti! Guarda qua: c'è anche Saffo di Lesbo, la decima.»
Epigramma XVI, attribuito a Platone


All’amata

Quei parmi in cielo tra gli Dei, se accanto
Ti siedi e vede il tuo bel viso, e sente
I dolci detti e l’amoroso canto!
A me repente,
Con più tumulto il core entra nel petto;
More la voce, mentre ch’o ti miro,
Sulla mia lingua; nelle fauci stretto
Geme il sospiro.
Serpe la fiamma entro il mio sangue, ed ardo:
Un indistinto tintinnìo m’ingombra
Gli orecchi, e sogno; mi si inalza al guardo
Torbida l’ombra.
E tutta molle d’un sudor di gelo,
E smorta in viso come erba che langue,
Tremo e fremo di brividi ed anelo
Tacita, esangue.

Traduzione di Ugo Foscolo

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