domenica 3 dicembre 2017

Inverno... Il Poeta della domenica


Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole, ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell'esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d'essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni.

Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore


Oleg Shuplyak, Birds of a Feather


Gli uccelli aspettano, d’inverno, davanti alla finestra.

Io sono il passerotto.
Bimbi, il tempo muore.
E sempre vi ho chiamai nell’anno che è passato
quando tornava il corvo tra i cespi d’insalata.
Una piccola offerta, per favore.

Passero, vieni vicino.
Passero, un chicco per te.
E tante grazie per il tuo lavoro!

Io sono il picchio.
Bimbi, il mio tempo muore.
Picchio tutta l’estate e dove arrivo
col becco, spare ogni insetto nocivo.
Una piccola offerta, per favore.

Picchio, vieni vicino.
Picchio, un bruco per te.
E tante grazie per il tuo lavoro!

Io sono il merlo.
Bimbi, il mio tempo muore.
Ed ero io a cantare nel grigio dei mattini
quanto durò l’estate, dall'orto dei vicini.
Una piccola offerta, per favore.

Merlo, vieni vicino.
Merlo, un chicco per te.
E tante grazie per il tuo lavoro!

Bertolt Brecht, Poesie e canzoni
a cura di R. Leiser e F. Fortini


Paul Kane, Scena nel nord-ovest Ritratto di John Henry Lefroy (1845)


Sole d’inverno

È mezzogiorno. Un parco.
Inverno. Bianchi viottoli;
monticelli simmetrici
e scheletrici rami.

Dentro la serra
aranci nei vasi,
e nella botte, dipinta
di verde, la palma.

Dice un vecchietto,
fra il suo vecchio se stesso:
«Il sole, questa bellezza
di sole!...» I bimbi giocano.

L’acqua della fontana
scivola, scorre e sogna
lambendo, quasi muta,
la verdognola pietra.

Antonio Machado, Poesie
trad. O. Macrì


Charles Parsons, Central Park winter (1862)


Invernale

“…cri…i…i…i…icch”…
l’incrinatura
il ghiaccio rabescò, stridula e viva.
“A riva!” Ognuno guadagnò la riva
disertando la crosta malsicura.
“A riva! A riva!…” un soffio di paura
disperse la brigata fuggitiva
“Resta!” Ella chiuse il mio braccio conserto,
le sue dita intrecciò, vivi legami,
alle mie dita. “Resta, se tu m’ami!”
E sullo specchio subdolo e deserto
soli restammo, in largo volo aperto,
ebbri d’immensità, sordi ai richiami.

Fatto lieve così come uno spetro,
senza passato più, senza ricordo,
m’abbandonai con lei nel folle accordo,
di larghe rote disegnando il vetro.
Dall’orlo il ghiaccio fece cricch, più tetro…
dall’orlo il ghiaccio fece cricch, più sordo…

Rabbrividii così, come chi ascolti
lo stridulo sogghigno della Morte,
e mi chinai, con le pupille assorte,
e trasparire vidi i nostri volti
già risupini lividi sepolti…
Dall’orlo il ghiaccio fece cricch, più forte…

Oh! Come, come, a quelle dita avvinto,
rimpiansi il mondo e la mia dolce vita!
O voce imperiosa dell’istinto!
O voluttà di vivere infinita!
Le dita liberai da quelle dita,
e guadagnai la riva, ansante, vinto…

Ella sola restò, sorda al suo nome,
rotando a lungo nel suo regno solo.
Le piacque, al fine, ritoccare il suolo;
e ridendo approdò, sfatta le chiome,
e bella ardita palpitante come
la procellaria che raccoglie il volo.

Noncurante l’affanno e le riprese
dello stuolo gaietto femminile,
mi cercò, mi raggiunse tra le file
degli amici con ridere cortese:
“Signor mio caro, grazie!” E mi protese
la mano breve, sibilando: – Vile!

Guido Gozzano, Colloqui


Arcimboldo, Inverno (1569)


Inverno

Respirano lievi gli altissimi abeti
racchiusi nel manto di neve.
Più morbido e folto quel bianco splendore
avvolge ogni ramo, via via.
Le candide strade si fanno più zitte:
le stanze raccolte, più intente.

Rintoccano l'ore. Ne vibra
percosso ogni bimbo, tremando.
Di sovra gli alari, lo schianto d’un ciocco
che in lampi e faville rovina.
In niveo brillar di lustrini,
il candido giorno là fuori s’accresce.
Divien sempiterno Infinito.

Rainer Maria Rilke, Liriche
Trad. V. Errante


Hendrik Avercamp, Paesaggio invernale (1608)


Di sera

Trascina il secchio con il postone, la feccia e le cicche
(fa credere a se stesso di sfiancarsi)
lo posa sotto gli scalini (il maiale lancia nel sonno uno [strido)
sotto il lume piega la schiena;
l’atrio, poi si siede nell’unico spazio libero.
Scarta dal giornale la carpa, la decapita,
fa ballare la testa con un dito (“come un caporale una [contadina grassa”).
Sopra il tavolo c’è un sentore di aceto, succhi gastrici.
Legge alcuni lemmi (coprono il testo il muco e le squame)
Dalla finestra pende l’edera, gli abeti innevati.
Va sotto il tiglio, da cui ghiaccerà l’acqua.
Taglia la legna. Ghiaccio come vetro.
Da tutte le case scorre il freddo, meglio il gelo.

Bohdan Chlíbec, Il cortile d’inverno
a cura di Paolo Baiocchi e Annalisa Cosentino qui 


Filippo De Pisis, Inverno


Alberi spogli

Dal muro alto sporgono
alberi spogli
forche, braccia, grucce.

La conifera scura resiste al gelo,
il platano più alto
(le belle macchie sul tronco glorioso),
ha ancora qualche foglia d’oro
e l’evonimo puntuto, rosse bacche.

Melanconici come vecchi in riposo
in attesa della dolce fioritura.

Nel grigio fine un’ala appena,
fa musica.

Filippo De Pisis, Poesie


Katell Le Goarnig, Voyage d'hiver




Fiori di neve
erba ghiacciata
l’inverno è un’estate
pietrificata.

Vivian Lamarque, Poesie di ghiaccio





Inverno a Roma

I bambini che pensano negli occhi
hanno l’inverno, il lungo inverno. Soli
s’appoggiano ai ginocchi per vedere
dentro lo sguardo illuminarsi il sole.
Di là da sé, nel cielo, le bambine
ai fili luminosi della pioggia
si toccano i capelli, vanno sole
ridendo con le labbra screpolate.
Son passate nei secoli parole
d’amore e di pietà, ma le bambine
stringendo lo scialletto vanno sole
sole nel cielo e nella pioggia. Il tetto
gocciola sugli uccelli della gronda.

Alfonso Gatto, Osteria Flegrea





Inverno

Fili neri di pioppi
fili neri di nubi
sul cielo rosso
e questa prima erba
libera dalla neve
chiara
che fa pensare alla primavera
e guardare
se ad una svolta
nascono le primule.
Ma il ghiaccio inazzurra i sentieri
la nebbia addormenta i fossati
un lento pallore devasta
i dolori del cielo.
Scende la notte -
nessun fiore è nato -
è inverno - anima -
è inverno.

Antonia Pozzi, Parole. Tutte le poesie


Largo da Inverno di Antonio Vivaldi - Grazie per il video a 123BRUELCHRISTINE




poesia-fonti-la santa furiosa   #difendiamolapoesia  #difendiamolefonti 



  • In apertura post immagine da arteide.org, ringrazio l'amica Paola Manzini -la trovate  qui  con la "storia" del nostro corpo- per la condivisione.
  • Le immagini in questo post sono presenti solo a scopo illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio.



16 commenti :

  1. Cara Santa, grazie di averci postato queste belle poesie!!!
    Ciao e buona domenica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te Tomaso per essere qui a condividere poesia :)
      Ti auguro una calda domenica circondato dai tuoi affetti. Un abbraccio.

      Elimina
  2. Hai scelto immagini e poesie una più bella dell'altra!
    Grazie per questo post e buona domenica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Francesca. È sempre difficile scegliere (sempre poco tempo), ma se ti sono piaciute sono felice. La poesia riscalda...
      Buona domenica e una serena settimana anche a te.

      Elimina
  3. La vita sarebbe ben triste senza il nutrimento della poesia, balsamo dell'anima, nutrimento dei sentimenti.
    Complimenti per la scelta delle poesie e delle immagini che accompagnano dei versi sublimi.
    Ti ringrazio per avermi nominata per quel simpatico gioco sugli anni novanta, preparerò il post subito dopo Natale perché finalmente riuscirò a ritagliarmi dei giorni di ferie.
    Un abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La penso proprio come te, cara Ofelia. Sono felice che le poesie scelte ti abbiano emozionata, purtroppo la mancanza di tempo m'impedisce di dedicarmi con più cura a questa pagina, anche nella scelta di pittori e fotografi.
      So che hai molto da raccontare, io per scelta mi sono soffermata sulla parte semi-seria, ma sono stati anni pesanti. Non vedo l'ora di leggerti e soprattutto grazie per aver accolto il mio invito, ne sono davvero contenta.

      Elimina
  4. Che bellezza, Santa! Poesia e inverno, poesia in estate, poesia in primavera e poesia per l'autunno, poesia persino per la nostra vita, ricca di ombre, scintillante di luci, di tepore e, a volte, anche il ghiaccio accoglie, suo malgrado. Difendiamo la poesia, anch'io ho fotografato la poesia del mare in inverno e le sue luci profonde :-)*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E che poesia, dolce Bibliomatilda, anche le tue parole. La viviamo in ogni momento, hai proprio ragione, così i tuoi scatti, che pur non avendo avuto un attimo per commentarli mi hanno fatto sentire il bisogno di passeggiarci dentro... E fortemente lo farò, uno di questi giorni ;) :**

      Elimina
  5. Tema "inverno". Devo dire che la poesia di Antonia Pozzi è quella che ho amato di più, l'ho sentita più vicina al mio essere. Bel post, hai sempre grande inventiva e ti si legge sempre con immenso piacere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie di cuore Daniele, non poteva essere altrimenti per una sensibilità come la tua sentire vicini i versi della Pozzi, la sua intensità e i profondi ideali.

      Elimina
  6. Le poesie che hai scelto sono tutte belle. Solo che oltre alle poesie non posso altro applaudire: odio il freddo e l'inverno, la pioggia, il giorno corto e uggioso, la neve la detesto e tutto quello che di bello ha il sole- luce e calore- tutto perso in attesa che questi mesi orrendi passino in fretta. E invece solo quelli dell'estate se ne vanno via veloci, questi qui sembra abbiano grappoli di palle di ferro legati ai piedi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che poeta anche tu, caro Vin. Anche l'inverno ha la sua luce, fredda, dilatata, la trovo però più intima, forse per quel bisogno di calore che si porta dietro, quasi fosse un'urente memoria dell'estate.

      Elimina
  7. Fiori di neve
    erba ghiacciata
    l’inverno è un’estate
    pietrificata.
    In queste righe che mi hanno colpito insieme a tutte le tue belle poesie, si rispecchia il viso dell'inverno in maniera deliziosa.
    Grazie mia cara Santa per le preziosità che ci regali e che io leggo proprio con la voluttà di apprendere quello che non conosco.
    Un bacio spciale

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vivian Lamarque credo sia riuscita in pochi versi ha trasmetterci il racconto dell'inverno, carissima Nella. Il cuore di questa stagione, come nel dipinto di Katell Le Goarnig.
      Un caldo abbraccio per te...

      Elimina
  8. Cara Santa, non sei brava. Sei super. Ho preso alcune tue poesie e, assieme a un passo di p.Turoldo apprezzato in un altro blog amico, le sto rilanciando nel mio blog. Ovviamente linkandoti e ringraziandoti. Un abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Immeritato, Maria, non ho fatto altro che riscriverle per condividerle con voi. Grazie infinite per la tua stima e la ricondivisione. #difendiamolapoesia rilanciandola :D
      Un caro abbraccio anche a te.

      Elimina

Torna su