domenica 11 dicembre 2016

Il Poeta della domenica... Marceline Desbordes-Valmore


maria luisa spaziani traduzioni
«So bene che le donne non dovrebbero scrivere; ciononostante, io scrivo.»


Souvenir

Quand’egli impallidì una sera, e la voce tremante
sul nascere di un suono si spense all’improvviso;
quando i suoi occhi alzando la palpebra bruciante
mi presero d’un male da cui lo pensai preso;
quando i suoi tratti più struggenti, ardore
d’un fuoco che non può mai declinare
mi s’impressero vivi in fondo al cuore,
lui non amava: ero io ad amare.

da Liriche d’amore

Marceline Desbordes-Valmore
Douai, 20 giugno 1786 – Parigi, 23 luglio 1859


Il nido solitario

«Librati, anima mia, su questa folla ignara,
libero uccello immergiti nel cielo spalancato.
Va a vedere! E torna dopo avere toccato
Il sogno… il mio bel sogno che questa terra ignora.

Quanto a me, sia silenzio, ne va della mia vita.
Mi chiudo dove nulla, più nulla mi ha seguita.
E dal mio nido stretto, che tace il suo lamento,
di fianco alla mia sorte fluire il mondo sento,

quel secolo che fugge ruggendo a queste porte
e via con sé trascina, simili ad alghe morte,
nomi cruenti e voti e vani giuramenti
e puri fiori in treccia con nomi dolci e ardenti. »


Trad. di Maria Luisa Spaziani


(Marceline Desbordes-Valmore) di Maria Luisa Spaziani

Sto traducendo Marceline. Quel canto
fraternamente si affida alla mia voce.
Sarà poeta in italiano, spero.
M’inquieta la missione. È assai rischiosa.
Con lei mi fondo in nostalgie d’infanzia,
alto pensiero e vortici d’amore.
Speranze, fiamma, tradimenti. Parlo
io qui per lei? o lei parla per me?



Henri Fantin-Latour "Un coin de table", 1872
Seduti, da sinistra, Verlaine, Rimbaud, Leon Valade, Ernest Hervilly, Camille Pelletan; in piedi: Elzéar Bonnier, Emile Blémont, Jean Aicard.

Paul Verlaine la include, unica donna, nella celebre antologia

“I poeti maledetti”.


Ha entusiasmato molte delle grandi penne, tanto che l'8 agosto del 1884  sul Figaro Paul Verlaine scrive di lei: «Marceline Desbordes-Valmore è, né più né meno, con George Sand, la sola donna di genio e di talento di questo secolo e di tutti i secoli, forse in compagnia di Saffo e di Santa Teresa».

Le rose di Saadi

Stamattina volevo portarti delle rose
ma ne ho messe così tante nel mio corsetto
che i lacci troppo stretti non hanno potuto trattenerle.

I nastri sono saltati. Le rose sono volate via
nel vento, e sono giunte tutte al mare.
Hanno seguito la corrente per non ritornare più;

l’onda appariva rossa, come se fosse in fiamme.
Stasera il mio vestito ne conserva ancora il profumo…
Respirane su di me l’odoroso ricordo.

da Poésies inédites, 1860



Marceline a 24 anni
Dagherrotipo dello studio Noiret, Parigi


Un critico difficile come Baudelaire ha per lei grandi lodi:

"Mai alcun poeta fu più naturale... mai alcuno fu meno artificiale".
(Amori, Antonio Veneziani)


I singhiozzi

[...] 

L’inferno è qui, l’altro  mi fa meno paura.
Il purgatorio inquieta la mia anima.


Questo è il Purgatorio, lo sento arrivare.

Dopo la morte m’immagino portata là,
come una schiava colta in fallo a fine giornata,

che nasconde sotto le mani la fronte pallida e avvizzita
camminando sopra il suo cuore straziato dagli umani;

là me ne vado incontro a me stessa
sapendo che non ci sarà nulla di ciò che amo.

Non avrò più niente di incantevole nel cuore
Se non l’eco lontano della felicità dei vivi.

Cielo, dove andrò
Senza piedi per correre?
Cielo, dove busserò
Senza chiavi per aprire?

Dopo l’eterna sentenza che respinge la mia preghiera
Il sole non raggiungerà più i miei occhi,

per detergerli dal mondo e dagli spettacoli orrendi
che sempre fanno abbassare i miei dolorosi sguardi.

Niente più sole. Perché? Eppure questa luce amata
per i malvagi della terra resta sempre accesa.

Trad. Antonio Veneziani e Maria Borgese



Marceline Debordes-Valmore
 Ritratto fotografico di Félix Nadar (1828-1910)

"Baudelaire, facendo riferimento a un necrologio che parla dell’oblio nel quale sarebbe precipitata la poetessa, protesta: «Vi prego, dimenticata da chi? Da chi non sa e da chi non ricorda».

Baudelaire del resto apprezza la poetessa, ma le deve anche qualcosa; Marceline infatti in più di un verso anticipa la teoria delle “correspondances”, ascritte dalla storia della letteratura al solo Baudelaire.


Un lavoro fondamentale su questa voce “femminile”, in una società letteraria dominata da maschi, lo ha svolto Maria Luisa Spaziani traducendo Liriche d’amore, e soprattutto dedicandole un’intervista immaginaria e parapsicologica nel suo libro: Donne in poesia." (Amori, Antonio Veneziani)



                  Grazie a Julien Clerc Officiel


"Una delle sue poesie, Les roses de Saadi, è oggetto di canzonatura da parte di BD nell'opera umoristica di Marcel Gotlib, La Rubrique-à-brac. Questa poesia è anche stata messa in musica da un gruppo di rock alternativo francese,"les Hurleurs", nel loro album Bazar del 2000.


Julien Clerc ha musicato il poema N'écris pas con il titolo Les séparés (I separati) e l'ha registrata sul suo album Julien (1996). Guillaume Jouan ha fatto lo stesso per la Sincère, interpretata da Karin Clercq (Après l'Amour, 2005). Benjamin Biolay ha ugualmente interpretato "Les séparés" (in versione bonus track) nel suo album Trash Yéyé apparso nel settembre del 2007.

Nel febbraio 2016 il cantante francese Pascal Obispo ha pubblicato l'album Billet de femme, con testi dei poemi di Marceline". (Wikipedia qui)


I separati

Non scrivere. Sono triste, e vorrei spegnermi
Le belle estati senza di te, sono come una notte senza una luce
Ho richiuso le mie braccia, non possono raggiungerti,
e bussare al mio cuore è come bussare su una tomba.
Non scrivere!

Non scrivere. Impariamo a morire per noi stessi.
Non chiedo che a Dio, che a te, se ti amavo!
Nel profondo della tua assenza, ascoltare che tu mi ami
è comprendere il cielo senza mai salirci.
Non scrivere!

Non scrivere. Ho paura di te, ho paura della mia memoria:
ha conservato la tua voce che spesso mi chiama.
Non mostrare la acque di fonte a chi non la può bere.
Una cara scrittura è un ritratto vivente.
Non scrivere!

Non scrivere quelle dolci parole che non oso più leggere:
sembra che la tua voce le versi sul mio cuore;
che le veda bruciare attraverso il tuo sorriso;
sembra che un bacio le imprima sul mio cuore.
Non scrivere!

Marceline Desbordes Valmore, Hilaire Ledru  
Douai Biblioteca municipale Marceline Desbordes Valmore


Les mots tristes

[...]

Et me voilà ! voilà comme tu m’as rendue !
À deux pas de tes pas, je suis seule, perdue ;
Je dépends d’un nuage ou du vol d’un oiseau,
Et j’ai semé ma joie au sommet d’un roseau !

Ed eccomi qui! ecco dove mi hai portata!
A pochi passi dai tuoi passi, io sono sola, persa;
Dipendo da una nuvola o il volo di un uccello,
E ho seminato la mia gioia in cima ad una canna!

Trad. libera Santa'S


"Abbiamo così poco tempo sulla terra  per amarci!
Oh! che bisogna affrettarsi a spendere il proprio cuore"
Marceline





  • In apertura post  "Water block", la panchina impressionista di Tokujin Yoshioka - Musée d'Orsay, Parigi 
  • Le immagini in questo post provengono dal web e sono presenti solo a scopo illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio


mercoledì 7 dicembre 2016

Cortana: Pensavo fosse amore e invece…



“A volte è così rassicurante essere abbracciati da qualcuno, non credi? È così bello! Non è bello per niente. Fa male.
Come un taglio?
Come un ustione. Come quando sei in mezzo alla neve, non senti più i piedi, rientri in casa e ti si congelano.”
da Lars e una ragazza tutta sua



Noi da soli non sappiamo stare, penso, non vale per tutti, ma si tratta di eccezioni che confermano la regola. La règola è anche un’asse di legno e quando sei solo, questa règola, ti picchia di continuo in testa. E il “non stare soli” ha a che fare con l’amore, che è tante cose, un’unica parola per indicare troppe sfumature, troppi sentimenti, veramente troppo! 
Non parlo spesso dell’amore, anche se poi, a pensarci bene, ogni cosa che si fa è un fatto d’amore. Ne avevo già parlato in “l’amore è un demone” qui, per arrivare alla conclusione che: 

L’amore è troppo pesante per una persona sola!

mercoledì 30 novembre 2016

Le piante hanno una “testa pensante”: Anche i vegani sono cannibali! Ristoranti e cinema per piante progettati da Jonathon Keats.



“Il primo a scoprire che in ogni uomo c'è del buono fu un cannibale.”
Ivan della Mea


Se non usano gli occhi, la bocca e i piedi, non provano sofferenza, non interagiscono, anzi non servono a nulla. Abbiamo un modo di dire chiarissimo a questo proposito: “Essere un vegetale!”

venerdì 25 novembre 2016

Il muro del canto: Madonna delle lame



Grazie per il video a Il Muro del Canto - canale ufficiale

500 e altre storie di Alessandro Pieravanti raccoglie i monologhi recitati della band Il muro del canto qui


Sogni impossibili:
Avrei voluto che oggi non ci fosse una "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne".


mercoledì 23 novembre 2016

Ferite a morte: 25 Novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

25 novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne
"Una donna su cinque diventerà una vittima di stupro o tentato stupro nel corso della sua vita"

 "Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subìto, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le sue ali che avete tarpato, per tutto questo: in piedi, signori, davanti ad una donna..."
Anonimo

La voce dei numeri pesa più delle parole.

Questi i dati Istat in Italia (periodo di riferimento Anno 2014):

mercoledì 16 novembre 2016

Animali, brava gente.



“L’uomo non sa di più degli altri animali; ne sa di meno. Loro sanno quel che devono sapere. Noi, no.”
da La divina irrealtà delle cose, Fernando Pessoa – Trad. G. Boni


Abbiamo all’incirca 2 milioni di anni, anche qualcosina in più, anzi abbiamo impiegato due milioni di anni per essere quello che siamo. Un gran bel lasso di tempo per svilupparci e di cose ne abbiamo fatte, parecchie rispetto alle altre specie animali, di sicuro ci siamo differenziati. Il detto: «Condiscila come vuoi, rimarrà sempre una zucca!», ci calza a pennello.

Non possiamo nasconderlo che anche noi siamo animali, come per la zucca, sebbene abbiamo sviluppato un linguaggio articolato, ci siamo ripuliti nel corso del tempo, migliorato la postura, perso peli, abbiamo seminato, raccolto, e poi costruito, sempre di più, in verticale, orizzontale…

mercoledì 9 novembre 2016

Quattro chiacchiere al Webar: Cose che mi hanno perforato il lobo dell’insula. Ovvero oggi mi sento Alvaro Vitali. La ragazzina violentata a Melito. Omofobia e unioni civili a Reggio Calabria. Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali USA. Referendum costituzionale 2016, il 4 dicembre si vota. E altri piccoli brividi


Postulato di Boling: Se sei di buon umore, non ti preoccupare. Ti passerà.
Le esperienze fallimentari passate non rendono più saggi e accorti, solamente più rintronati.
(Leggi di Murphy)

Questa mattina mi piace pensare che Arthur Bloch, autore della Legge di Murphy, i due assiomi  li abbia scritti pensando a me.
Stanotte mi sono addormentata facendo una lista di cose buone e cattive, in pratica ho stilato una lista di eventi accaduti intorno a me. Ragazzi, ognuno si addormenta come può!

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