domenica 10 dicembre 2017

Marina Ivanovna Cvetaeva... Il Poeta della domenica.



Non faccio alcuna differenza tra un libro e una persona, un tramonto, un quadro. Tutto ciò che amo lo amo di un unico amore.

Marina Ivanovna Cvetaeva


Indizi terrestri

6

Perché tu non mi veda –
in vita – di spinosa invi-
sibile siepe mi circondo.

Di rovi mi cingo,
in brina – scendo.

Perché tu non mi senta –
in notte – nella senile scienza
del riserbo mi cimento.

In mormorio – mi stringo,
di sussurri mi bendo.

Perché tu troppo non fiorisca
in me – tra libri: tra boscaglie –
vivo – ti affondo.

Di fantasie ti cingo
fantasma – ti sricordo.


Marina Ivanovna Cvetaeva
Mosca, 8 ottobre (26 settembre) 1892 – Elabuga, 31 agosto 1941


[In modo inimitabile la vita sa mentire]

In modo inimitabile la vita sa mentire:
al di là di attese e smentite…
Ma dal tremito di tutte le vene
lo puoi capire: è viva!

Come stesi sull’erba: azzurro, afa…
(Irretiti? che importa?) – cielo, suono…
Ronzio di cento pungiglioni…
Rallegrati! Sei stato tu a chiamare!

Non biasimarmi, amore, se in noi corpi
l’anima è stregabile a tal punto
che la fronte, ecco, inclina al sogno.
Sei stato tu a cantare!

Nel bianco libro dei tuoi silenzi,
nell’argilla selvaggia dei tuoi «sì»,
quieta reclino l’aggettivo della fronte:
giacché il palmo della mano è vita.



Marina Cvetaeva e il marito Sergey Efron, 1911- ph Natalia Kochetkova


Marina è una creatura di passioni... Chi sia la causa scatenante dell'uragano non importa... Non importa la sostanza, non la fonte, ma il ritmo, il ritmo indemoniato. Oggi disperazione, domani entusiasmo, amore, nuovo gettarsi anima e corpo, e il giorno dopo, di nuovo, disperazione. E tutto questo in presenza di un'intelligenza acuta, fredda (starei per dire cinicamente voltairiana). Le cause scatenanti di ieri oggi vengono derise in modo spiritoso e crudele. ...Come una grandissima stufa che, per funzionare, ha bisogno di legna, legna, legna... e la qualità della legna non è molto importante. Finché il tiraggio è buono, tutto si trasforma in fiamma. 
Sergej Efron


Marina nella casa di Trekhprudny, 1911


Versi per l’orfano

Andava per strada un bambino,
livido e tutto tremante,
andava per strada una vecchia:
dell’orfano ebbe pietà.

1

La tiara ghiacciata dei monti
è solo cornice al volto caduco.
Oggi ho pettinato l’edera
sui muri del castello.

Su tutte le vie ho superato
l’accampamento dei pini.
Oggi ho preso il tulipano
per il mento, come un bambino.



Marina con la figlia  Ariadna (Alja)


Durante l'inverno 1919-20 rimasta sola con due figlie in una Mosca colpita dalla carestia, senza più lavoro, fu costretta a lasciare la figlia più piccola, Irina, in un orfanotrofio. Irina morì nel mese di febbraio per fame. 



Portico della casa a Yelabuga


3
(La caverna)

Ti prenderei, se potessi,
nel grembo della caverna:
spelonca di drago,
tana di pantera.

In zampe vellutate di pantera
ti prenderei – se potessi.
Nel seno della natura. Nel pieno.
Sfilerei la mia pelle di pantera…
Ti darei:
                alla caverna, a lezione
di torrenti, rovi, edera, foglie aghiformi…

Dove nel buio, nel caos del sonno
rami s’intrecciano in matrimoni eterni…

Dove nel tiglio, nell’erba e nella pietra
mani s’intrecciano in comunione estrema
di rami – di fiumi…

Nella caverna senza luce. Senza traccia.
Tra foglie, nel caprifoglio – come in un manto.
Né bianco mondo, né pane nero –
tra foglie e rugiada – come casa…

Perché nessuno bussi alla porta,
e non ci sia chiasso per strada,
perché in avvenire – non avvenga,
perché non ci sia – la fine!

Caverna e grotta – è poco.
Se lo potessi
ti prenderei
nel mio ventre.

Lo farei –
se potessi.



Spesso Marina inizia una poesia con un do di petto.


Sergei Efron, Marina con in braccio Mur e Ariadna.


[E noi siamo partiti – tu e io – ]

E noi siamo partiti – tu e io –
l’oceano può anche aspettare!
Non è alla portata – alla mia –
ai miei cinque franchi – quel mare.

A noi pane asciutto, a noi acqua
alla gola, miseria, sorsate
di sabbia. A noi il mare è secca:
la bevono gli altri – l’estate!

Trasudano grasso: il lustro
del burro – e dei nostri cervelli.
Leggiadri cannibali, mostri eleganti,
gourmets di stornelli e canzoni.

Degustazione? Un franco l’ingresso.
Si sciacqua la bocca coi versi
immortali, come acqua di cessi,
il poetico branco. E poi vi salutano,

vi stringo la mano – al pugno un prurito –
vi porgo il mio palmo e – un gesto deciso:
per la bontà, la cortesia squisita –
un autografo – in faccia! – sul muso!



La verità è che bisognava leggerla attentamente. Quando lo feci rimasi senza respiro per l'abisso di purezza e forza che si spalancava...

Boris Pasternak


Marina e Boris Pasternak, Lena Levin


Tentativo di gelosia

Ditemi: come va con l’altra?
Meglio? meno grane? – Mano ai remi!
Vana linea costiera s’assottiglia,
scompare la memoria estrema

di me, isola fluttuante
(per cielo – non per mare…)
Anime, anime! – sorelle! Anime:
amiche – mai più amanti!

Come vi va con la creatura
semplice? Senza divinità? E poi?
Voi, sceso dal trono, voi
Che avete deposto la regina,

come vivete? Non c’è male? Non più
beghe? E bevete – quanto, adesso? E la cucina?
Il dazio della mediocrità immortale
come lo pagate, poveretto?

“Basta con le scenate, con gli eccessi –
cambio casa, vado via!”
Con la qualunque – come state
Di che vivete voi – mio eletto?

Mangiate – e dopo pranzo un sonnellino?
- Non lamentarti quando sarai sazio!…-
Con il simulacro come state
voi che avete dissacrato

il Sinai? Come vivete con la donna
terrestre? Per la costola vi piace?
Non vi frusta la fronte la vergogna?
La briglia di Giove vi dà pace?

E la salute? E i nervi? Senza
problemi? A letto tutto bene?
L’immortale piaga della coscienza
come la curate, poveretto?

Come vivete con la merce da mercato?
Troppo cara la vita? Vi assilla
l’alto prezzo? Dopo i marmi di Carrara
che ve ne fate del tritume

di gesso? (È in pezzi
il dio scolpito nell’argilla…)
Come ci state con la milleunesima
voi – che avete conosciuto Lilith?

Già v’annoia l’ultima trovata
della moda? Sottratto all’incantesimo,
dite, come ve la passate
con l’umana senza il sesto

senso?
             In coscienza – sei felice?
No? In quel disastro senza dei
come stai, amore? È dura? Sì?
Come per me con l’altro?


Soltanto due poeti, Mandel’stam e Cvetaeva, si fecero avanti con un contenuto qualitativamente nuovo e il loro destino rispecchiò in modo fedele e terribile la loro autonomia spirituale. 

Iosif Brodskij


Elena Voloshina, Maximilian Voloshin, Sergey Efron,
Marina con Alej, 1913 - ph Natalia Kochetkova


I poeti

2

Ci sono al mondo esseri superflui,
creature in più, aggiunte senza peso.
(assenti dagli elenchi e dai prontuari,
inquilini dei pozzi più neri.)

Ci sono al mondo esseri cavi, esseri presi
a spinte, muti: letame
e chiodo per gli strascichi di seta.
Ripugnano anche al fango delle ruote.

Ci sono al mondo diafani, invisibili:
(screziati dal marchio della lebbra!)
Ci sono Giobbe che potrebbero invidiare
Giobbe… ma ai poeti, a noi poeti,
noi paria e pari a Dio –
è dato, straripando dalle rive,
rotti gli argini, rubare
anche le vergini agli dei!


Da "Un secolo di poesia"
Collana a cura di Nicola Crocetti
Vol. 9 – "Marina Cvetaeva, Dopo la Russia"
A cura di Serena Vitale



Sono certa che quando morrò, verrà a prendermi. Mi tradurrà all’altro mondo, come io ora lo traduco (per mano) in russo. Solo questo significa per me la parola tradurre.

dalla lettera di Marina Cvetaeva all’amica Anna Teskova
in occasione della morte dell'amico Rainer Maria Rilke


Marina Cvetaeva


Il 31 agosto del 1941 Marina Cvetaeva salì su una sedia e si impiccò. Nessuno andò ai suoi funerali, svoltisi tre giorni dopo nel cimitero cittadino, e non si conosce il punto preciso dove fu sepolta.

Sotto uno dei pini dell’antico cimitero di Elaguba, dove è sepolta, la sorella Asja mise una croce con la scritta: "In questo angolo del cimitero è sepolta Marina Ivanovna Cvetaeva."


Cammini a me somigliante

Cammini, a me somigliante,
gli occhi puntando in basso.
Io li ho abbassati – anche!
Passante, fermati!

Leggi – di ranuncoli
e di papaveri colto un mazzetto
– che io mi chiamavo Marina
e quanti anni avevo.

Non credere che qui sia – una tomba,
che io ti apparirò minacciando…
A me stessa troppo piaceva
ridere quando non si può!

E il sangue affluiva alla pelle,
e i miei riccioli s’arrotolavano…
Anch’io esistevo, passante!
Passante, fermati!

Strappa uno stelo selvatico per te
e una bacca – subito dopo.
Niente è più grosso e più dolce
d’una fragola di cimitero.

Solo non stare così tetro,
la testa chinata sul petto.
Con leggerezza pensami,
con leggerezza dimenticami.

Come t’investe il raggio di sole!
Sei tutto in un polverìo dorato…
E che almeno però non ti turbi
la mia voce di sottoterra.

Koktebel, 3 maggio 1913

da “Marina Ivanovna Cvetaeva , Poesie”
Traduzione di Pietro Antonio Zveteremich


Grazie per il video a Mimmo1776


Grazie Mr. Mistery


poesia-la santa furiosa   #difendiamolapoesia  #difendiamolefonti 


  • In apertura post panchina: ph Alexey Kudenko-RIA Novosti
  • Le immagini in questo post provengono dal web e sono presenti solo a scopo illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio

mercoledì 6 dicembre 2017

Ponte dell’Immacolata: manifestazioni in Italia e fate attenzione ai cartelli stradali.



Dal Touring Club dieci consigli per appuntamenti, mostre e visite per il ponte dell'Immacolata e il weekend del 9-10 dicembre…

1. A MILANO PER MOSTRE
L'occasione per un weekend lungo in città? Se passate da Milano per lo shopping natalizio o per ammirare l'albero in piazza Duomo, ricordatevi che sono molte le occasioni culturali in città. Diamo soltanto qualche suggestione: a Palazzo Reale sono di scena Caravaggio e Toulouse-Lautrec…; alla Gam Manzoni, una piccola retrospettiva sui Macchiaioli; all'Hangar Bicocca, la mostra collettiva Take me (I'm Yours), ma anche Fontana e le permanenti torri di Kiefer;…  Ancora: a Palazzo Marino è arrivata la maestosa pala d’altare di Tiziano “Sacra conversazione 1520 (Pala Gozzi)”… e al Museo Diocesano invece il "capolavoro per Milano 2017" è l’Adorazione dei pastori del Perugino


Immagine correlata
Caravaggio, Marta e Maria Maddalena 1598

domenica 3 dicembre 2017

Inverno... Il Poeta della domenica


Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole, ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell'esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d'essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni.

Italo Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore


Oleg Shuplyak, Birds of a Feather


Gli uccelli aspettano, d’inverno, davanti alla finestra.

Io sono il passerotto.
Bimbi, il tempo muore.
E sempre vi ho chiamai nell’anno che è passato
quando tornava il corvo tra i cespi d’insalata.
Una piccola offerta, per favore.

mercoledì 29 novembre 2017

[TAG]Very Pop Blog - I miei anni '90

moz o'clock


Anch’io ho avuto la mia nomination, l’amico Alli mi ha “nominata” al [TAG]Very Pop Blog - I miei anni '90, ora mi sento blogger a tutti gli effetti, a dire il vero ghost-blogger (molto evanescente e non sto a stufarvi con il perché, come non vi annoierò con le mie "mi gira storto" anni '90, in tutti e due i casi potrei addirittura lasciarmi andare al turpiloquio. Via, spazziamo tutto sotto il blog) appaio e scompaio, ma un fantasma innocuo. 
Ricordate il piccolo CASPER, un film uscito in Italia proprio nel 1995. Aspettando un “incantamento” che mi riporti davvero in vita, faccio un salto indietro e provo anch’io.
RICOMINCIO DA CAPO, lo ricordate?, come  Phil Connors, interpretato dal fantastico Bill Murray proprio negli anni ’90. Magari potessi davvero farlo, a parte il morso della marmotta, quello vorrei evitarlo, e sì, pare che la marmotta Phil morse per ben due volte Murray durante le riprese.

domenica 26 novembre 2017

Una Donna, in piedi signori... La Poesia della domenica.



IN PIEDI SIGNORI DAVANTI A UNA DONNA.

Per tutte le violenze consumate su di lei

per le umiliazioni che ha subito

per quel suo corpo che è stato sfruttato

per quell’intelligenza che è stata calpestata

per l’ignoranza in cui l’avete lasciata

per la libertà che le avete negato

sabato 25 novembre 2017

25 novembre: contro la violenza sulle donne regalate matrioske.

contro la violenza sulle donne-regalate una matrioska


In molti paesi il 25 novembre si commemora la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. La commemorazione di questa data ha origine dal primo Incontro Internazionale Femminista, celebrato in Colombia nel 1980. In quell'incontro la Repubblica Dominicana propose questa data in onore alle tre sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal. (furono assassinate il 25 novembre 1960 per essersi opposte alla sanguinaria dittatura di "el Jefe", il politico dominicano Rafael Leónidas Trujillo Molina).
Progressivamente, molti paesi si unirono nella commemorazione di questo giorno, come simbolo del clamore e della denuncia del maltrattamento fisico e psicologico di donne e bambine. (da Wikipedia qui)


contro la violenza sulle donne-regalate una matrioska
Le sorelle Mirabal, nome in codice Mariposas (Farfalle)


È da secoli che per vivere ci serve qualcuno da umiliare, è un morbo pandemico, "Io e loro". Io sono nobile e loro plebei, io sono bianco e loro "negri", io sono ariano e loro "ebrei", io sono ricco e loro poveri, io sono dottore e loro ignoranti, io sono maschio e loro femmine. Io conto e loro non valgono un fico secco.

Quello che ci sfugge è la matrioska, avete presente le bamboline russe ad

mercoledì 22 novembre 2017

22 novembre: accadde oggi.



1718 - Al largo della costa della Carolina del Nord, il pirata inglese Edward Teach (meglio noto come "Barbanera") viene ucciso durante un arrembaggio.




1942 - Seconda guerra mondiale: Battaglia di Stalingrado - La situazione per gli attaccanti tedeschi di Stalingrado appare disperata durante il contrattacco sovietico dell'Operazione Urano, e il generale Friedrich Paulus invia ad Adolf Hitler un telegramma nel quale annuncia che la VI Armata tedesca è circondata.

1963 - A Dallas, il Presidente statunitense John F. Kennedy viene assassinato, il Governatore del Texas, John B. Connally viene ferito gravemente. La polizia arresta Lee Harvey Oswald sospettato dell’omicidio. Il Vice Presidente Lyndon B. Johnson giura come 36º Presidente degli Stati Uniti.

Torna su