mercoledì 1 aprile 2020

Coronavirus: in arrivo il reddito di emergenza. E se abolissimo il denaro?



Dopo  la sospensione degli adempimenti tributari e i pagamenti di contributi e mutui per gli abitanti della ex “zona rossa”, l’apertura agli ammortizzatori sociali a chi in condizioni ordinarie non ne beneficiava, arriva adesso il reddito di emergenza.

Il nuovo decreto, che dovrebbe arrivare per Pasqua, soprannominato “Cura Italia”, risponderà all’emergenza con un aiuto economico a quanti con le restrizioni degli ultimi decreti hanno perso il lavoro, hanno dovuto chiudere aziende o esercizi commerciali, ai precari, agli autonomi, liberi professionisti, disoccupati.

Si parla di un reddito di 800 euro al mese, con verifiche e ovvie limitazioni, si prevede la riapertura della cassa integrazione e tutta una serie d’interventi che tranquillamente potete reperire e leggere in rete, sul sito del Ministero della Salute si possono leggere alcune delle misure straordinarie previste per sanità, famiglie e lavoro.

Ora mi pongo e vi pongo una domanda: E se il Governo abolisse il denaro?

Non sto parlando di abolire il denaro definitivamente, ma di metterlo in standby, in attesa. In questa fase, così difficile per l’intera popolazione, mettere da parte i soldi, non nel senso di accumularli, ma di tralasciarli.

Certamente farete le giuste osservazioni dicendo che siamo in un’economia circolare e di mercato in cui è impossibile praticare una sorta di baratto che non richieda una moneta come contro valore, non siamo piccole comunità dove risulta agevole lo scambio equo di beni e servizi. Non voglio fare adesso un discorso articolato di economia, né vaneggiare un modello new age, semplicemente fare delle osservazioni su cui riflettere.

Il coronavirus, Covid-19, ci ha messi con le spalle al muro, l’emergenza ha costretto le istituzioni a prendere decisioni limite fermando tutto, tranne l’essenziale, beni e servizi di prima necessità.  Eccoci, ci troviamo di fronte ad una realtà dove i movimenti sono limitati e quello di cui abbiamo bisogno sono i beni e servizi essenziali, e allora perché non abolire il denaro? 

Niente tasse, niente tributi, niente mutui, niente bollette, niente stipendi, solo uno scambio. La fornitura di acqua, luce, gas, telecomunicazioni, farmaci, cure sanitarie, alimenti, abbigliamento se necessita, cancelleria, svago ecc. in cambio di servizi.

Ognuno continua a fare la sua parte per il bene comune, un bene più alto, senza la necessità della moneta, si tratta di una economia basata sui reali bisogni, cosa indispensabile in questo frangente. Non c’è necessità di vacanze, di beni voluttuari, inutili o lussuosi, c’è l’urgenza di affrontare un virus e salvaguardare la vita umana, non abbiano necessità di spostarci perché ci troviamo davanti ad una pandemia che ha colpito tutte le nazioni e a cui tutte le nazioni devono far fronte.



Ha scritto Massimo Fini:
Se prendo un individuo singolo e lo privo di tutto il denaro costui, in una società strutturata come la nostra a economia monetaria, muore di fame, ma se prendo tutto il denaro del mondo e lo butto nel cesso l’umanità vive lo stesso.
Forse è vero il contrario, proprio perché ci troviamo in un’economia di questo tipo a farcela è proprio il singolo, penso all’irlandese Mark Boyle, laureato in economia, che ha deciso di vivere nel rispetto dell’ambiente, abbandonando la logica del consumismo e l’uso della moneta, lo racconta e lo spiega nel suo libro manifesto, che è anche diario, L’uomo senza soldi.

Il suo non è l’unico esempio, Heidemarie Schwermer, autrice del libro Vivere senza soldi, ha compiuto scelte che definiremmo controcorrente, rinunciando al conto in banca e a una casa di proprietà, ha fondato una banca del tempo per lo scambio gratuito di aiuto.

Io stessa raccontai anni fa in questo post Oggi sembra che tutto si possa venderee comprare (se avete tempo, pare adesso ne abbiamo a sufficienza, leggetelo), la storia di Raphael Fellmer che ha costruito una rete per la redistribuzione di tutti gli avanzi alimentari destinati al macero e progetta la realizzazione di un eco-villaggio, Eotopia, senza denaro.

Dicevo appunto, e magari converrete anche voi leggendo queste testimonianze, che il singolo può farcela proprio perché si avvantaggia della solidarietà altrui che continua a vivere secondo le leggi del mercato.


Un esempio sicuramente più illuminante ci arriva non dall’uomo comune, i cui bisogni pensiamo siano più limitati, ma da un uomo di Stato, Pepe Mujica, Presidente dell’Uruguay e oggi senatore della repubblica, definito il Presidente più povero del mondo.  Ha rinunciato al 90% del suo stipendio, vive in una modesta casa di campagna e si prende cura del suo orto.
Anche qui se avete tempo leggetevi il suo libro Una pecora nera al potere. PepeMujica, la politica della gente, oggi in tempo di coronavirus, anche lui in casa, in una video intervista per il programma della televisione spagnola Lo de Évole con Jordi Évole, dichiara che: 

“Non sarà il virus a decretare la fine del capitalismo. Questo deve venire dalla volontà organizzata degli uomini, che sono stati quelli che lo hanno creato” e aggiunge “Smettila di truffare. Il dio mercato è la religione fanatica del nostro tempo, governa tutto” […], e con rabbia si domanda “Non so perché diavolo un pugno di vecchi vogliono ancora accumulare sempre più soldi. Perché non smettono di scopare in giro? Se stanno per morire come il figlio di un vicino”, e lancia un appello per affrontare e superare questa sfida biologica: Questa crisi così grave può servire per ricordarci che i problemi globali sono anche i nostri problemi… Dobbiamo combattere l’egoismo che ci portiamo dentro al fine di superare il coronavirus, dobbiamo diventare socialmente uniti gli uni agli altri… Una sfida per ricordarci che non possediamo il Mondo.” (Le riflessionidi José -Pepe- Mujica su lasexta.com)

Queste testimonianze non devono risultarvi sbalorditive, piuttosto indurvi ad una riflessione più attenta per riconsiderare il rapporto con il denaro.

Ora non sto dicendo che i nostri rappresentanti parlamentari si debbano trasferire in una roulotte come   Mark Boyle e il nostro presidente del consiglio Conte deve fare i suoi interventi da una grotta, si chiama Giuseppe, ma non vive a Betlemme e non abbiamo a che fare con Erode che vuole sterminare solo i nascituri maschi, abbiamo di fronte un virus, il Covid-19 che è trasversale e interraziale, agisce  senza distinzione di sesso, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, altamente democratico. 

Né tantomeno dico che i ricchi debbano spogliarsi dei propri beni, tutto questo sarebbe inverosimile, sto ipotizzando di “congelare” in questa fase il denaro, di farne a meno. Questo consentirebbe da un lato di non discriminare nessuno, considerate le somme stanziate e destinate ai vari Enti, non si sa bene la fine che fanno, cifre che spariscono, capitali sottratti, lo sappiamo bene e ne abbiamo esperienza con le passate calamità, lo stesso vale per i singoli e le famiglie, magari chi ha davvero necessità non ha accesso agli strumenti o all’informazione corretta per richiederlo, tra quelli che lo richiedono alcuni potrebbero non rientrare nei parametri previsti, ma nella realtà dei fatti si trovano in situazioni di bisogno. Senza trascurare che in una situazione di criticità sociale la prima ad insinuarsi in vari modi è la criminalità, sia a livello di mercato che familiare, dove c’è crisi diventiamo tutti più deboli e facilmente manipolabili, la schiavitù viene dal bisogno.


E non dimentichiamoci la nostra burocrazia elefantesca e le difficoltà tecniche, sono di oggi le migliaia di segnalazioni per il disservizio e la difficoltà ad accedere al sito dell'Inps per la richiesta del bonus da 600 euro, tra attacchi hacker e rallentamenti che impediscono di accedere al sito.  


Abolire il denaro avrebbe ricadute positive su tutto, certo la percentuale di furbi in un sistema di questo tipo verrebbe avvantaggiata, lo penso e lo starete pensando anche voi, ma non possiamo sempre sottometterci ai balordi, qui è in gioco l’equilibrio di un intero sistema che partendo da questa situazione di estrema criticità potrebbe riprogettare questa nostra Italia, riprogettare l’industria, l’economia, facendo leva sulle nostre reali ricchezze, puntando sulla ricerca, l’arte, il paesaggio, l’agricoltura, le opere dell’ingegno. Gettare le basi e iniziare a progettare, con una visione ampia e illuminata, la ricostruzione di un paese che ha tutte le potenzialità per essere il Giardino d’Europa.

Abolire il denaro, adesso, solo per adesso, significherebbe non dover pensare alla ricchezza, a dover pagare, affrontare spese, sostenere costi, saldare debiti, ma concentrarsi in uno sforzo comune ad affrontare il coronavirus e ridisegnare il nostro futuro, niente guadagni, niente soldi, ma scambi di valore da non misurare sulla quantità di ciò che si dà rispetto a ciò che si prende.



E riprendo qui le parole di Jorge Luis Borges: 
Colui che dà non si priva di ciò che dà. Dare e ricevere sono la stessa cosa.
Se queste mie riflessioni le ritenete valide, condividete il mio pensiero, facciamo che arrivi alle tavole decisionali, facciamo che si possa strutturare concretamente, facciamolo circolare. Qualcuno può sgomentarsi davanti all’affermazione: Aboliamo il denaro!

Ma se ci pensate bene i più si servono di questa merce di scambio per beni e servizi vitali, altri per il potere, la decimazione della popolazione, l’arresto della produzione, il crollo dell’economia globale andrà a minare questi nostri presunti equilibri che nell’ultima epoca si sono mostrati più squilibrati di questa mia osservazione.

Il coronavirus, l’isolamento domestico, si legge da più parti ci cambierà, il Covid-19 sarà l’antidoto all’individualismo, ebbene proviamo a fare un salto di qualità andando verso una direzione di bene collettivo, di condivisione, se invece lascerete lettera morta queste mie riflessioni lo considererò come un pesce d'aprile, una sciocca e insensata idea per divertirvi e intrattenervi, come oramai molti fanno da più parti in attesa che in un modo o nell’altro torneremo a vivere, o sopravvivere, come prima.



  • In apertura post una mia foto, l'immagine è puramente illustrativa, non ho torturato, né distrutto banconote da 100 euro.
  • In chiusura post il delfino che ringrazia l'ho preso in prestito dal blog il Disinformatico di Paolo attivissimo, la storia di questa foto ve la racconto alla prossima.
  • Le altre immagini in questo post provengono dal web, copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio.




mercoledì 18 marzo 2020

Coronavirus 14 giorni dopo. Noi al momento stiamo bene. Voi, voi come state?



14 giorni dopo ed è peggio di prima. L’invito a restare a casa, che oggi è divieto per il Coronavirus (COVID-19), io lo sto rispettando da 14 giorni per motivi miei di salute, perché vivo con mia madre, perché (pensai) il mezzo più ovvio per il propagarsi di un’epidemia è il contatto, l’ho letto sui libri.

Ho letto nel corso degli anni della spagnola, dell’asiatica e ci metto pure i testi sulla peste, il colera e per essere anche leggera i film, non tanto i documentari, semplici film nati da una buona sceneggiatura. Da questo semplice bagaglio alla portata di tutti ho capito che per evitare un contagio bisogna o essere immuni o non esporsi al germe infettivo, escludendo la prima (ad eccezione dei baciati dalla fortuna -DNA o natura- e dei supereroi), quella evidente (per i comuni mortali) resta la seconda: evitare il contatto.

mercoledì 4 marzo 2020

SENZA ASPIRINA NON CI RESTA CHE TORNARE ALLE “ERBACCE”

Si avvicina l’8 marzo, la festa della donna si dice, è un po’ più complesso di così, visto che la parola festa nel significato suo proprio è “gioia” e l’8 marzo è qualcosa di diverso, oltretutto si sta trasformando in una lacerante commemorazione. Fateci caso, la sensazione è di trovarsi in zona fringe, zona di confine tra due mondi paralleli, il presente e il passato. La spinta invisibile e subdola che oggi le donne sembrano non percepire è verso il passato, ma tornare indietro significherebbe perdere tutto. L’alternativa: restare ben salde mantenendo la posizione (rischiando però di soccombere) o – esiste anche un’altra possibilità – con una manovra strategica abbandonare la linea difensiva e spostare l’azione su un terreno più agevole allontanandosi dalla frontiera per dare inizio a qualcosa di nuovo. Perché quello che conta è l’obiettivo: e l’obiettivo per le donne è mantenere diritti e libertà.
Se queste parole possono risultarvi oscure, quello che è accaduto a queste donne Loretta Borrelli, Piera Bosotti, Pat Carra, Anna Ciammitti, Manuela De Falco, Margherita Giacobino, Elena Leoni, Livia Lepetit e Laura Marzi è al contrario molto chiaro. È una vicenda che le ha coinvolte in prima persona, che ha a che fare in verità non con il sessismo, ma con la libertà e per la giornata dell’8 marzo  merita di essere raccontata, se non altro perché ancora una volta mette in luce uno dei punti di forza delle donne: la pazienza.

mercoledì 18 dicembre 2019

Regali a 1 euro: anche una casa vera. Buone Feste!



Quando si avvicina il Natale la parola più gettonata è “regali”, si apre una vera e propria voragine all’acquisto indiscriminato di oggetti e oggettini che consumismo e pubblicità ci fanno apparire come essenziali, indispensabili, per festeggiare e far sentire la nostra vicinanza ad amici e parenti. 
In questo periodo moltiplichiamo gli oggetti che poi puntualmente facciamo finire nell’immondizia, contribuendo a ingigantire le montagne di spazzatura che poi facciamo fatica a smaltire e gridiamo all’emergenza senza capire che la produciamo noi.
Ma la voglia di fare un regalo, anche se non si hanno molti soldi, è troppo forte, piccoli pensieri a pochi euro che finite le feste lanciamo nella pattumiera.

E se invece con solo 1 euro potessimo regalare o regalarci una casa?

venerdì 6 dicembre 2019

Katanga - Le donne pugili dell'Uganda: un pugno alla miseria e alla violenza.



Oggi voglio raccontarvi di Moreen Ajambo, lei è una donna pugile, si allena in un luogo improbabile: il Rhino Boxing Club nel ghetto di Katanga, uno dei più grandi bassifondi della capitale ugandese, Kampala. Nella palestra di fortuna, “Niente acqua potabile né elettricità. Il bagno è una buca in un angolo della palestra. Qui si allenano ragazze e ragazzi con incredibili storie di povertà. Molte delle ragazze, giovani atlete e mamme che vivono qui, hanno scelto la boxe come via di fuga da una vita di terribili violenze.” (Kope Onlus)

Senza lavoro, tuguri fatiscenti come casa e spesso neanche quelli, queste donne hanno visto nella boxe l’unico modo per sopravvivere alla violenza, alla criminalità e alle inumane condizioni della baraccopoli di Katanga.

giovedì 21 novembre 2019

Quando le parole perderanno il loro significato le persone perderanno la loro libertà.




La casa editrice Zanichelli, per vocazione o per legittimazione (sono in pochi quelli che non hanno aperto almeno una volta un suo vocabolario), ha deciso di salvare 3.126 parole a rischio estinzione. #paroledasalvare il progetto itinerante che ha attraversato l’Italia da Milano a Palermo, la casa editrice ha realizzato per l’evento un esemplare del dizionario lo Zingarelli 2020 in versione gigante, molte le piazze italiane che hanno voluto ospitare il mega vocabolario, sistemato nella cosiddetta #AreaZ: “una zona a lessico illimitato dove scegliere una parola e prendersene cura.” (#paroledasalvare Zanichelli)

mercoledì 6 novembre 2019

Aperta la stagione teatrale 2019/2020. Dal Teatro Greco di Siracusa ai numeri vincenti.



Il teatro per la sua intrinseca sostanza è fra le arti la più idonea a parlare direttamente al cuore e alla sensibilità della collettività. Noi vorremmo che autorità e giunte comunali si formassero questa precisa coscienza del teatro considerandolo come una necessità collettiva, come un bisogno dei cittadini, come un pubblico servizio alla stregua della metropolitana e dei vigili del fuoco.
Paolo Grassi


Chi mi legge da un po’ oramai sa bene quanto io ami l’arte in tutte le sue forme, una di queste forme è il Teatro. Per ragioni che non sto ad elencarvi, nonostante la mia passione, un’impresa che non mi è ancora riuscita è assistere ad un spettacolo al Teatro Greco di Siracusa, mi manca. 

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