domenica 26 febbraio 2017

La poesia: Antonella Jacoli e Savina Dolores Massa. Il Poeta della domenica si veste di amicizia.

panchine-poesia-8 marzo-donne-sciopero-amicizia-la santa furiosa



Oggi e per alcune domeniche lo spazio poesia sarà dedicato alle amiche, uno spazio di condivisione delle loro voci, delle loro emozioni, uno spazio dove raccontano se stesse, tra luoghi, immagini e poesia. 

Fare rete non significa solo portare avanti iniziative, progettare, lottare per i propri diritti, ma anche parlare solo di noi, dei pensieri che ci attraversano e spesso finiscono con il cadere su un  foglio...  

Beato chi divide col prossimo i pesi della vita!
Il mio nome è Nessuno

Antonella Jacoli


Scrivo per sopravvivere a un mondo che non capisco, per indagare l’ombra più che la luce.   
Il ristagno della società liquida di oggi (Bauman) mi porta a considerare necessario e urgente rifondare i fondamenti (Cacciari), svoltare verso un nuovo umanesimo. La poesia, ritrovando se stessa, può muovere la coscienza in questa direzione, dare nuovo senso al caos.

Antonella Jacoli


Determinare la posizione

Determinare la posizione
del ricevente e del trasmettitore
secondo l’arco centrato
sull’isolamento dei corpi
la stazione sommersa di neve
traboccante di passi
con il cuore sottobraccio
prima della virata delle labbra
miglia fuggite via nella veglia
mantenere la prua
neve alta fin dal mattino
l’ampiezza del compito
mancato avvicinamento
al raggio corto della morte
irrilevanza dell’ago
in caduta libera.
Risponde sempre da terra
una fede luttuosa.
Antonella Jacoli da Radiofaro - ed. Ladolfi 2016


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Antonella Jacoli

Scrivo da quando avevo dieci anni e ora ne ho cinquantacinque, sono nata e continuo a vivere a Modena.
Da sempre ho creduto all’intuito, quella facoltà dell’intelletto tanto cara ai romantici che permette l’accesso alla creatività pura, alla fantasia.
Sarà per questo che da adulta amo autori magici come George Mackay Brown, al quale ho dedicato una poesia (in Migrazioni ed. Consulta 2016) e visionari come  Orwell, Dick, Wells, Bradbury, Machen.

Non chiedetemi cosa preferisco, dovrei rispondervi che amo la poesia di Dylan Thomas, Ungaretti, Holderlin, Rilke, R.S.Thomas, Plath, Auden, Brodskij, Luzi, e leggo fantascienza ani ’50, e il teatro di Osborne, Miller, Williams, Pinter, Fosse, Bernhard o i romanzi riflessivi come quelli di Ishiguro, il cinema di Bergman. L’arte per me è totale, Wagner il mio idolo musicale.

E dipingo, lo faccio in stile americano, Alex Katz mi piace molto!  E per qualche anno ho dato vita a un piccolo laboratorio di disegno su carta.

Mi sono laureata in giurisprudenza, ho studiato storia moderna e, scrivo poesia, racconti spesso di fantascienza e brevi testi teatrali. Finalista al Premio Loria 2006 e in altri concorsi nazionali, nel 2012 ho pubblicato la raccolta di versi “Solstizi di solitudini” con Tempo al libro di Faenza, nel 2014 “Frammenti al padre” con Youcanprint, ed entrambe nei rispettivi anni hanno vinto il premio giuria del concorso Scriviamo insieme di Roma. Sono presente sulla rivista Steve e in antologie di Consulta per l’Unesco, in Voci accanto (Rossopietra), e in Madri (Il filorosso). 


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 Antonella Jacoli - Fishguard, Galles del sud

Fishguard, affacciata sulla baia di Cardigan, è il luogo-mondo del romanzo ambientato nel futuro che sta scrivendo: "Una sera in un pub ho visto un signore solitario che è diventato il mio protagonista".    



Austerlitz 

Il numero dei sensi forma un’unione
che di sera mi è contraria
un reggimento regolare
scaraventato nel cozzare degli addii.
Chi si volta è un granatiere
per l’aria che tinge di scuro il muschio
 le ossa splendenti alla luna
l’avanguardia dei fucilieri a piedi
i tiratori scelti i musicisti
nei bei vestiti rossi e blu
con la bandiera in testa:
chi mi parla è accanto
pur lontano da anni
e sostiene il peso dei venti
la mammella dell’otre
che il tamburino tracanna.
Dimenticare distruggere il giorno
uccisa è stata l’uniforme bianca
mischiata al fondo del rum
con cipria e seta.
Antonella Jacoli da Voci accanto - ed. Rossopietra 2015


Collabora con la rivista Il filorosso di Cosenza e fa parte del gruppo di poesia La fonte d’Ippocrene di Modena.

Nel settembre 2016 è uscita la silloge poetica “Radiofaro” edita da Ladolfi editore.



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Antonella Jacoli, Trieste




Savina Dolores Massa


“Perché questa sorte di essere donna?”
“E che cosa volevi essere?”
“Nuvola.”
Pubblicare la mia poesia sarà un denudarmi totale e quell’inconscio di cui parlo sarà esposto ai venti. Ho paura? Ne ho. Non per critiche malevole messe in conto. Ho paura solo perché scoprirete quanto magro è il mio vivere, così perennemente sveglio. Una magrezza ingestibile, quindi chiassosa, direi, grassa.
Savina Dolores Massa

Il cortile

Lo splendore è qui nella foresta dietro casa.
Il limbo non sa purificare peccati ma accentuarli sì
munendoli di zanne ali scure foglie.
Ha la terra molto vecchia per trenta passi piccoli di donna
e ombre d’alloro di palme di limone di ginestra di lillà
ho sepolto le vesti del mio bambino
sotto la terra della felce in cortile
un indomato gelsomino si insinua nella mia ragione
ricordandomi di non addomesticarmi per nessuno
ho appeso le sue mani
sul nido disordinato della tortora
così come è stato nel passato per le donne della mia razza
libere puttane e pazze.
Ci si consola tra margherite e rose
ci si cuoce al sole insaporendosi di rosmarino e salvia
si abbandona la metrica giusta nei binari
se è meglio un treno deragliato di cui non sono autista
ma svestita passeggera sola
so che è lì
solitario e assente.
Savina Dolores Massa, inedito

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Savina Dolores Massa


Si dice, e nego e non nego, che io sia nata donna in un mese di temporali agguerriti nella seconda metà del ‘900. Esistono carte ufficiali per precisare al millimetro l’evento, ma a me quanto a voi deve risultare indifferente. 
Sono nata e morirò, nel frattempo scrivo storie in prosa e poesia, o teatro in giornate che devono possedere un colore particolare: quello del tuono.

Scrivo per la necessità personale di sbrogliarmi l’inconscio, spesso le mie parole restano incomprensibili a me stessa ma allo stesso tempo sanno offrire chiavi di lettura agli inconsci altrui: così si dice. E si dice molto su questo mio agire, sorprendendomi, perché sulla mia mente è possibile solo fare ipotesi. Io non sono certezza per nessuno, né per me. È vero che cammino su suoli franati più che muschiosi, è capitato così in questa maledizione che sa essere la scrittura: madre figlia padre aria buio, quanto niente.

La mia poesia. Da anni la porto in giro solo oralmente accompagnata da musici eccellenti. Ho ceduto recentemente all’idea della pubblicazione: non manca molto all’uscita di due sillogi, sempre con Ed. Il Maestrale.

Le due poesie che porto qui sono inedite e lo resteranno ancora prossimamente.



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Savina Dolores Massa, "Amata"


"Con le Ed. Il Maestrale si sono affacciati alla vita i miei romanzi Undici, Mia figlia follia, Ogni madre, Cenere calda a mezzanotte, Il carro di Tespi.
Con racconti sono presente in parecchie Antologie, tra le quali: Piciocas, Eros in Sardegna, Paranoie, e poi non ricordo."



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Savina Dolores Massa, "Il disagio"


Fuggimi

Fuggimi dall’osceno trattenerti al ballo in maschera
se non accetto quaresime in privazione di carne
se pretendo stelle filanti intestinali tenie multicolori
cacca in coriandoli
l’alito fritto e inzuccherato
la sabbia negli occhi lanciata a pugni dai cavalli in bava
montati da uomini senza identità capaci di sprecare il gioco
della preghiera al dio con il velo da sposa e il cilindro da signore.
Io resto
a cercare i ceci tostati le trombe di cartone spezzate dalla saliva
il nascondersi solo gli occhi se non c’erano soldi per una faccia intera
ma c’erano sempre quelli più alti di te, davanti,
culi di donne danzanti ai tamburi. Mani al galoppo
sui culi. Spade maschili in voglia di stupro, stoccata stella cometa di vento.
Che cos’è questa festa di assenzio e malaria che sbianca la pelle
dissanguata da fave dalla peste degli avi gettati nei pozzi
di sanguisughe a sanare le febbri di mare se al mare non restituite.
Peccatori del settimo vizio scomunicati da ogni vescovo forestiero ridotto
dalla solitudine a praticare la fellatio al proprio anello.
Benedetti dall’androgino con mammole e pervinche
morente sul cavallo lo sguardo alle nuvole. La fine può anche piovere.
Savina Dolores Massa, inedito


"I testi teatrali li porto in giro a seconda dell’umore: Non spolveratemi le ossa – dedicato alla poeta Merini; Ti darò notizie di una rosa – Gramsci; Una borsa così pittoresca – le parole delle donne di Gramsci; Quel diavolo di Artaud – dedicato al grande poeta e… poi non ricordo. Produco molto, ahimé."


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Savina Dolores Massa, "Bocca di rosa"

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Vivo come il cucù dell’orologio,
non invidio gli uccelli dei boschi tuttavia.
Mi danno carica e io faccio cucù.
Però, lo sai che a un nemico soltanto
un tale destino augurerei.


Anna Achmatova da Il silenzio dell'amore
a cura di  Paolo Ruffilli
Trad. Manuela Giabardo



#difendiamolapoesia #8marzo #difendiamolefonti e per quanto possibile citiamole sempre.

10 commenti :

  1. Il cortile... spacca davvero.
    Determinare la posizione la trovo interessante ma ha l'aria del triste...

    Moz-

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    1. Determinare la posizione non è certo facile Moz, è a volte doloroso...
      Due linguaggi diversi che sanno mettersi a nudo comunque. Coraggiose ;)

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  2. Molto interessanti entrambe. "Fuggimi" mi sembra la più forte, intensa, di carne e fuoco.

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    1. Visto che tutto trae origine dai quattro elementi, Alli, anche Antonella e Savina ne sono impregnate, in una prevalgono alcuni terra e fuoco e nell'altra aria e acqua. Comunque, indispensabili tutti...

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  3. Belle le poesie di Antonella Jacoli, che non conoscevo e che merita un approfondimento,mentre le poesie di Savina Dolores Massa sono travolgenti come tutti i suoi scritti.Passione e verità brucianti entrano nel profondo con profumi particolari,scompigliando l'ordine... brave.

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    Risposte
    1. Benvenuta nel blog Giorgia ^_^
      È la bellezza della condivisione, il confronto, il conoscere che ci aiuta a stare insieme, a capire e capirci, a fare "amicizia" con l'altro da noi.
      Un arricchimento.
      A presto!

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  4. Belle poesie, anche se io le capisco poco, mi sforzo. Mi fa piacere naturalmente che tu diffonda la poesia (e che citi le fonti), sopratutto quando la poesia è donna che si esprime. Con o senza metrica :)
    Grazie Santa!

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    1. Grazie Elle per il sostegno, dedicare un po' del mio tempo agli altri, alle loro emozioni, quando la quotidianità e la mia vita non mi tiranneggiano, mi piace molto, mi fa stare bene, in fondo sono egoista :D :D
      Scrivo anch'io poesia (versi più che liberi) e l'ho sempre considerata un romanzo in poche battute, dice tanto in poche righe e come tale può risultare enigmatica, complessa, nascosta.
      Io ti suggerisco di leggerla come se guardassi un quadro, lascia che ti attraversi e cogli ciò che ti fa sentire.
      Un amico pittore tanto tempo fa rispose così ad una signora che gli chiedeva il significato di un suo quadro:
      "Non lo chieda a me, io l'ho fatto, ma adesso ha una vita sua. Lo domandi al quadro."
      Fatti guidare dal tuo sentire...
      Tocchi un po' un nervo scoperto, avrei voluto studiare metrica, ne ho fatto un po' di latino, ma non ho mai cercato il tempo per farlo, forse un giorno. Per ora scrivo seguendo il pensiero che cade sul foglio ;)
      Magari mi decido in questo periodo a lasciare da parte i pudori e fare un post di mie "poesie", se i Poeti mi concedono di prendere a prestito il termine :D
      :**

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  5. in questo periodo tanta tanta Anne Sexton

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    Risposte
    1. #difendiamolapoesia And. Difendiamo le voci di chi ha voglia di mettersi a nudo.
      E la tua è una intensa lettura.
      Buona lettura e a presto.
      Bacio

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