venerdì 17 febbraio 2017

8 marzo chiamata allo sciopero internazionale delle donne #nonunadimeno. Aspettando: Le donne, portale d’accesso del demonio! Storie di donne/2



Luis Ricardo Falero-Streghe-femminicidio-#8marzo-non una di meno-sciopero internazionale delle donne- la santa furiosa
Luis Ricardo Falero, "Musa della notte"

"L’ 8 marzo la terra trema. Le donne del mondo si uniscono e lanciano una prova di forza e un grido comune: sciopero internazionale delle donne. Ci fermiamo. Scioperiamo, ci organizziamo e ci incontriamo tra di noi. Mettiamo in pratica il mondo in cui vogliamo vivere."



Donne anticamera del diavolo.


“Considerate psicologicamente e intellettualmente più deboli, più melancoliche, nonché più inclini alla lussuria, come ebbe a stigmatizzare il celebre trattato Malleus Maleficarum di Heinrich Kramer (1486) primo testo a stampa di demonologia, le donne vennero ritenute più facili prede delle suggestioni diaboliche”.

Se la guardi e provi desiderio, perciostesso essa è una strega.

Umberto Eco, Il nome della rosa, 1980



Lo stralcio è tratto dal catalogo curato da Patrizia Cremonini “Misfatti di Confine tra ‘500 e ‘700. La lunga mano dell’Inquisizione modenese su terre bolognesi” (Maglio editore) che raccoglie e documenta le mostre curate all’interno del progetto triennale dedicato a conoscere più a fondo la fascia di cerniera tra Modena e Bologna. Il progetto  è nato dalla collaborazione tra la Partecipanza, il Comune di San Giovanni in Persiceto e l’Archivio di Stato di Modena con il coordinamento di Patrizia Cremonini.


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Archivio di Stato di Modena, "Heresia e Fantasmina"


Interessante la sezione del catalogo dedicata ai processi contro le donne. […]Dopo la grande “caccia alle streghe” scatenata da papa Innocenzo VIII,  a Roma si sentì la necessità di limitare l’abuso di inquisitori e vescovi che il più delle volte mossi da opportunismi personali finivano per “montare le cause”, infliggere atroci torture e condanne a morte senza che il Sant’Uffizio ne fosse stato messo a conoscenza, provocando anche insurrezioni popolari[…] Ma il controllo sugli abusi fu quasi del tutto inesistente.


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Salvator Rosa, "Streghe e incantesimi"

Facciamo un passo indietro, torniamo al 1480 e alla bolla di papa Innocenzo VIII, quella che tutti conosciamo come caccia alle streghe , fu una vera mattanza, più di 50.000 giustiziati e la concentrazione più alta nei paesi tedeschi, luterani e calvinisti. A voler dare ragione ad alcuni storici le streghe giustiziate sono state quasi 100.000 . 

Parte degli storiografi concordano che il grande numero di condanne in nord Europa, soprattutto in Germania,  fu determinato dall’affidare il processo ai tribunali laici, con leggi locali lontane da qualsiasi vocazione di imparzialità o giustizia universale. 

L’inquisitore doveva invece rispondere a criteri di prudenza, designare un organico con un notaio, per la verbalizzazione di tutto il processo compresi i lamenti degli interrogati sotto tortura, i cancellieri, l’avvocato dei rei, rispondeva cioè a maggiori garanzie legali. Possiamo farci un’idea di questi processi consultando il citato catalogo “Misfatti di Confine tra ‘500 e ‘700. La lunga mano dell’Inquisizione modenese su terre bolognesi” (Maglio editore) reperibile presso l’Archivio di Stato di Modena.

14 i processi documentati, guaritrici, ostetriche, esperte di erbe, prostitute capaci di sortilegi, o semplicemente affamate, è il caso di Lucia che “haveva trovato che il salame tanto era buono di venerdì quanto gli altri giorni et così se ne accantava et burlava et rideva” (mangiare carne il venerdì era considerato sacrilego). Denuncia, vaglio delle prove, convocazione, interrogatorio semplice o sotto tortura, ogni fase dell’istruttoria veniva registrata. Non era prevista innocenza!



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Tompkins Harrison Matteson, "Esame di una strega"

Nonostante le garanzie, nei processi alle streghe la componente sessuale era evidentissima e ne costituiva probabilmente il motivo determinante. 

Il loro corpo veniva osservato con somma accuratezza per trovarvi qualche imperfezione, nella cultura medievale il corpo femminile era considerato il portale d’accesso del demonio, molti i punti in cui gli spiriti maligni potevano penetrare. Nei musei storici della tortura si possono oggi osservare strumenti in cui è evidente la brama dei carnefici per le parti sessuali del corpo femminile.



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ASMo, disegno sec. XVI-XVII 

Uno dei processi meglio documentati fu quello della famiglia Pappenheimer condannata per il reato di stregoneria in Baviera nel 1600. L’efferatezza  con cui vennero giustiziati tutti i componenti della famiglia
poteva essere compiuta con tanta crudeltà solo da esseri umani. Gli uomini vennero stirati, frantumati dalla ruota e impalati sulla picca, ma l’atrocità maggiore venne compiuta su Anna Pappenheimer, dopo le torture e le umiliazioni le furono strappati i seni con delle tenaglie e ficcati nelle bocche dei suoi figli.


Anna Pappenheimer-inquisizione-femminicidio-#8marzo-non una di meno-sciopero internazionale delle donne-archivio di stato-modena-inquisizione-streghe-la santa furiosa
José de Brito, "Martire del fanatismo"

Anna, un nome solo, per tante streghe diverse, colpevoli di essere “femmine”, di dare nutrimento, vita e morte, colpevoli di generare e questo nella donna è un potere, un potere che va mortificato e demonizzato. 

Oggi si parla spesso di femminicidio, riferito ai casi di uccisione di donne da parte di amanti e mariti, ma è una visione ristretta, ignorante, che ci viene dai media e dalla scadente cultura dei nostri giorni, per cui mi servo della definizione di femminicidio del Devoto-Oli 2009:
 “qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte”. 


Femminicidio non è solo la morte fisica.



museo della tortura Lubuska land zielona gòra
"Pera vaginale" - Museo della tortura Lubuska Land- Zielona Gòra,

Si tratta di un vero e proprio Olocausto, un caso di genocidio di “genere”, il genere “femmina”, non circoscritto in un solo periodo storico, né confinato in un unico luogo. 

Mutilazioni genitali (infibulazione), aborti selettivi, acidi, burqa, segregazioni, stupri etnici, ma vorrei ricordare una pagina di cronaca recente il massacro di Hassi Messaoud del 2001. 

Circa 300 uomini, fomentati dalla predica dell’ imām, nel luglio del 2001 piombarono nella baraccopoli algerina di El Haicha popolata prevalentemente da donne sole, addette alla pulizia, manovalanza a basso costo per gli stranieri del posto, donne lavoratrici e senza marito, ossia “donne dissolute”. Arrivarono e la violenza fu inaudita, le picchiarono, torturarono, violentarono ripetutamente, si accanirono sui corpi mutilandone gli organi sessuali e infine le seppellirono vive.



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photo credit: Steve Evans - Flickr, "Donne col burqa"

L’estremismo di matrice islamica in Algeria, negli anni dal ’90 al 2001, conta secondo fonti francesi oltre 200.000 vittime quasi tutte donne.

Senza chiamare in causa i versetti della sura o le leggi penali e civili o le consuetudini in materia di rapporti uomo donna, riporto un passo tratto da uno dei testi del Nuovo Testamento, attribuito a san Paolo:  


[…]le donne nelle riunioni tacciano, perché non è stata affidata a loro la missione di parlare, ma stiano sottomesse, come dice la legge.  Se vogliono essere istruite in qualche cosa, interroghino i loro mariti a casa, perché è indecoroso che una donna parli in un'assemblea.[…] e ancora

[…]ogni donna che prega o profetizza a capo scoperto, disonora la sua testa, perché è come se fosse rasa…

[…] L'uomo, invece, non deve coprirsi la testa, perché è immagine e gloria di Dio; mentre la donna è gloria dell'uomo. Quindi la donna deve portare sul capo il segno della potestà… (s. Paolo – prima lettera ai Corinti)

Eccoci, sempre col capo cosparso di cenere, umiliate e messe in ginocchio. Ma nessun Paolo di Tarso avrebbe mai avuto modo di esprimersi o vessare un essere umano di genere femminile senza un utero che lo generasse.


Ma chi ha paura delle donne? 

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Anton Eisenhoit, "La Dea Eresia" 

Il mio pensiero va a Ipazia d’Alessandria, astronoma, matematica e filosofa greca, vissuta tra  la fine del IV sec. e l’inizio del V , erede del pensiero platonico, ammirata per la saggezza e la dialettica, fu espressione del libero pensiero, di una cultura che da lì a poco sarebbe andata distrutta, una cultura dove filosofia, geometria, matematica erano indistinte. 

La grande reputazione di questa donna non è relegata alla sola sfera culturale, va oltre e si sposta anche in ambito politico, così la descrive in un noto passo lo storico Socrate Scolastico:
 “[…] Per la magnifica libertà di parola e di azione che le veniva dalla sua cultura, accedeva in modo assennato anche al cospetto dei capi della città e non era motivo di vergogna per lei lo stare in mezzo agli uomini…”. “[…]accorta e politica nelle azioni, il popolo la amava e i capi erano soliti andare prima da lei per le questioni pubbliche…”, 
è quello che ci tramanda il filosofo Damascio.

Dedicò se stessa allo studio, ma soprattutto alla trasmissione della conoscenza, non a pochi eletti, ma al popolo, alla gente 

“[…] facendo le sue uscite in mezzo alla città, spiegava Platone, Aristotele o le opere di qualsiasi altro filosofo a chiunque volesse ascoltarla…”

Ipazia venne brutalmente uccisa, mentre rientrava a casa, da un gruppo di monaci cristiani su ordine del Vescovo di Alessandria Cirillo. Trascinata in chiesa denudata e umiliata, scorticata viva, pare con gusci di ostriche, smembrata e pezzo a pezzo bruciata pubblicamente nel Cinerone (molti particolari sono narrati da Damascio). 


Papa Leone XIII nel 1882 proclamò il buon Cirillo dottore della Chiesa.

“Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un posto più sensato, e la vita più degna di essere vissuta.”







#8marzo #NoiScioperiamo #NonUnaDiMeno #lottosempre


State bene!

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11 commenti :

  1. Troppa violenza nei secoli si è consumata sulle donne e bisogna fermare questo continuo femminicidio.
    Saluti a presto.

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    1. A mio personale avviso, caro Cavaliere, uno dei modi più incisivi sarebbe la conoscenza attraverso l'educazione/informazione. Se sai, pensi ;)
      Intanto parliamone.
      Sereno fine settimana.

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  2. Come possiamo stare bene, dopo quello che abbiamo letto? Direi che l'ignoranza e l'invidia sul/del corpo delle donne hanno fatto e continuano a fare molti danni su di loro e sulla nostra umanità. Ecco, restiamo umani!

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    1. Eh sì, Alli, restiamo umani.
      Provando, con i nostri micro strumenti a combattere le tante, troppe, ignoranze. Questa è una delle medicine più salutari.
      Senza donne e uomini non esisteremmo, un'ovvietà che si dimentica.
      Buon fine settimana.

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  3. “Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione (o quanto meno di una certa maniera di intenderla e viverla, aggiungerei) -e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un posto più sensato, e la vita più degna di essere vissuta.” Non posso che essere d'accordo con Odifreddi, con qualche lieve precisazione. Buona settimana!

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    1. Concordo con te Maria sulle precisazioni. Tutti gli "estremismi" e le strade a senso unico non portano a risultati eccellenti.
      Bacio

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  4. Che orrore! Hai letto questo libro?
    http://www.einaudi.it/libri/libro/chimamanda-ngozi-adichie/dovremmo-essere-tutti-femministi/978880622708
    Pare che sia molto bello. Io non l'ho letto perché non ho bisogno che mi si spieghi perché devo essere femminista, lo so già!

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    1. Che combinazione Silvia, il libro non l'ho letto, ma ho in programma per questo mio personale viaggio sulle donne, di fare un post con un suo intervento video... Vorrà dire che conoscendola non lo vedrai (di parole ne metterò proprio poche) ;)
      Anche sdoganare la parola "femminismo" non sarebbe male...

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  5. Ho immaginato la scena in cui questi uomini vengono interrogati in tribunale, con... no, niente, lasciamo stare: si finirebbe per essere come loro.
    Bellissimo stupendo post; sapevo chi era Ipazia (anche se vagamente), ma non i dettagli della sua fine. Bellissimo post bruttissimo, perché è uno schifo di mondo da sempre, con queste paure degli uomini di fronte alle donne, ai "diversi", a quelle che ora si chiamano (per essere meno offensivi) "minoranze", ecc. Un vero schifo che continua.
    Sono povera di aggettivi...

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    1. E' molto bello anche il film di cui Santa ha linkato una scena, se non lo avete visto cercatelo, voi che siete cinefili :-)

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    2. Elle, mi associo al consiglio di Silvia il film merita di essere visto.
      Per nostra fortuna non siamo tutti così, ci sono stati, e ci sono, uomini "illuminati" che hanno appoggiato le donne e lottano per per i deboli e i "dimenticati". Ci sono persone che non sanno cos'è il razzismo, ci sono... mi piace pensare a loro quando tutto mi vacilla intorno. Guardiamo anche alle cose belle che ce ne sono per fortuna.
      E grazie a proposito di bello anche per le tue parole.
      Sei ricca... anzi ricchissima :**

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