domenica 21 settembre 2014

Il Poeta della domenica... Emily Dickinson



A T.W. Higginson

25 aprile 1862
Mi chiedete quanti anni ho. – Non ho fatto poesie – salvo una o due – fino a quest’inverno, signore.
               Ho avuto un terrore, dall’ultimo settembre, che non potevo dire a nessuno, e così canto, come il ragazzo presso il camposanto, perché ho paura. Mi chiedete delle mie letture. Come poeti ho Keats, Robert ed Elisabeth Browning. Come prosa – Ruskin, Sir Thomas Browne e l’Apocalisse. Da bambina ebbi un amico che m’insegnò l’immortalità, ma avvicinandovisi troppo egli stesso, non è più tornato… Poco dopo il mio tutore morì, e per diversi anni il vocabolario è stato il mio solo compagno. Poi ne trovai ancora uno, ma non fu contento che divenissi sua scolara, perciò lasciò il Paese.
               Mi chiedete dei miei compagni: le colline, signore, e il tramonto, e un cane, grande come me, che mio padre mi ha comprato – sono migliori delle persone, perché sanno, ma non dicono, e il suono nello stagno, a mezzodì, supera il mio pianoforte. Ho un fratello e una sorella. Mia madre non ha interesse per il pensiero – e mio padre, troppo preso dalle sue carte processuali, per accorgersi di quel che facciamo. Mi compra molti libri, ma mi implora di non leggerli, perché teme che scombussolino la mente. Sono religiosi – io no – e invocano un’eclisse tutte le mattine, che chiamano “Padre nostro”. Ma temo la mia storia vi annoi. Vorrei imparare. Mi potreste dire come crescere – o non si può comunicare, come la melodia, o la stregoneria? […]
La vostra amica,
E. Dickinson

Vi sono due maturazioni – una – della vista –
con forze che si svolgono sferiche
finché il prodotto vellutato
non cada gustoso per terra –
un maturare più comune –
un processo nel riccio della castagna –
che solo i denti del gelo rivelano
nell’aria lontana d’ottobre.
                                                         Emily Dickinson (Poesie,1862)

traduzione a cura di Massimo Bacigalupo

6 commenti :

  1. Per te che cammini nei boschi lontani [...] Incontro nel mio giardino / Un'inaspettata Fanciulla! / Fa segno, e i Boschi si scuotono - / Annuisce, e tutto ha inizio - / Sicuramente, in un tale paese / Non ci sono mai stata!
    (1859, traduzione di Giuseppe Ierolli)

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  2. "Mi chiedete quanti anni ho."
    Anche solo questa frase sembra risuoni della poesia che segue.
    Un dialogo, dai contenuti comuni, tra due persone fatto però di poesia, cosa si può immaginare di più bello?

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  3. Credo nulla, a parte quello che dimora sotto: l'incontro.

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  4. La magia dell'incontro. Lo schiudersi di due mondi fino ad allora estranei e lontani. Il loro fondersi in un universo fino ad allora mai esistito . Perchè è questo il prodigio che accade se l'incontro è incontro.

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    1. Che stranezze caro Carlo oggi 11 ottobre 2015 ricevo il tuo commento. Come recuperare questo incontro mancato? Forse il frutto necessitava di un lungo tempo e chissà se mai leggerai queste righe.

      Se rammentare fosse dimenticare,
      Allora non ricordo,
      E se dimenticare, rammentare,
      Quant'è vicino ciò che ho dimenticato,
      E se perdere, fosse allegro,
      E dolersi, fosse gaio,
      Davvero gioiose le dita
      Che raccolsero questo, oggi!

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