giovedì 21 novembre 2019

Quando le parole perderanno il loro significato le persone perderanno la loro libertà.




La casa editrice Zanichelli, per vocazione o per legittimazione (sono in pochi quelli che non hanno aperto almeno una volta un suo vocabolario), ha deciso di salvare 3.126 parole a rischio estinzione. #paroledasalvare il progetto itinerante che ha attraversato l’Italia da Milano a Palermo, la casa editrice ha realizzato per l’evento un esemplare del dizionario lo Zingarelli 2020 in versione gigante, molte le piazze italiane che hanno voluto ospitare il mega vocabolario, sistemato nella cosiddetta #AreaZ: “una zona a lessico illimitato dove scegliere una parola e prendersene cura.” (#paroledasalvare Zanichelli)




Le “parole da salvare” per l’edizione 2020 del vocabolario Zingarelli saranno accompagnate da un fiorellino, un simbolo grafico che contrassegna i termini della lingua comune sempre meno usati nei dialoghi e negli scritti, basta dare un’occhiata alle conversazioni in chat o negli altri media. 

Si scrive e si parla in modo sempre più generico e spesso si capiscono “fischi per fiaschi”, o si vogliono far capire usando termini anche in maniera inappropriata, le parole diventano lo specchio di una società facilona e superficiale, certi politici e certo giornalismo, o meglio giornalettismo, la Tv e gli altri media, social inclusi, non fanno altro che spingere in questa direzione.




Fateci caso, quando parlano alla gente usano sempre più un linguaggio misero, banale, pieno di battute, spiritosaggini e parole inconsistenti che ripetono come un ritornello, l’importante è essere “piacioni”. Proprio così,  la loro missione è essere suadenti per attrarre e convincere, se le parole sono scorrette e il dialogo stesso inconsistente e privo di logica o verità poco importa, purché si rida. Peccato che non parliamo di comici, ma di chi deve guidarci o tenerci informati, non abbindolarci…




Qualcuno potrebbe obiettare, sempre in vena di faciloneria, che “servono i fatti non le parole”, mi sento di fare una piccola considerazione: per chiedere conto agli altri di ciò che “fanno” o “non fanno” mi servono le parole, quelle giuste e pesanti, che abbiano un senso e nella loro esatta accezione, se non ho le parole esatte a mia disposizione non potrò fare domande e vi assicuro che le domande giuste possono essere molto scomode, molto.

Dobbiamo, dovremmo, tornare a riprendere in mano il significato delle parole, il loro significato esatto, abbiamo bisogno in mezzo a questo caos di “esattezze”, le parole sono il nostro mezzo, di comunicazione, di comprensione, di denuncia, di biasimo, esprimiamo tutto con esse, sentimenti e soprattutto il pensiero. Perdendole di vista perdiamo la capacità di pensare, di ragionare e di capire quello che accade intorno a noi, perdiamo la capacità di comunicare, di parlare, quindi di essere persone libere.

Come diceva Confucio:
Quando le parole perderanno il loro significato le persone perderanno la loro libertà.

È per questo che considero l’iniziativa della casa editrice Zanichelli notevole, le #paroledasalvare hanno ridato attenzione alle parole, alla loro ricchezza espressiva, il grande vocabolario installato nelle piazze è stato un invito ad adottare i vocaboli. 




Nell’#AreaZ un monitor touch screen proponeva a rotazione 5 parole per volta invitando i passanti a sceglierne una da salvare e postare sul proprio account social insieme al suo significato o in alternativa a compilare una cartolina sempre con la parola scelta e il suo significato da affrancare e spedire. Un invito semplice: Scegliere una parola, adottarla e soprattutto farla circolare.

Cosa c’è di più bello!

Il 23 ottobre scorso si è aperto l'anno rodariano (100 Gianni Rodari), che continuerà fino al 23 ottobre 2020, i cento anni della nascita del grande Gianni Rodari. Vi starete chiedendo cosa c’entra ora con le parole, si, lo so, faccio la spiritosa, Rodari è stato il paladino della forza e dell’importanza delle parole, così oggi e qui, per chiudere questo discorso, voglio festeggiarlo e ricordarlo anch’io con:

Le parole

Abbiamo parole per vendere
parole per comprare
parole per fare parole
ma ci servano parole per pensare.
Abbiamo parole per uccidere
parole per dormire
parole per fare solletico
ma ci servono parole per amare.
Abbiamo le macchine
per scrivere le parole
dittafoni magnetofoni
microfoni telefoni.
Abbiamo parole
per fare rumore,
parole per parlare
non ne abbiamo più.





... mantieni la calma e vai avanti.

  • Le immagini in questo post provengono dal Web e sono presenti solo a scopo illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio.

8 commenti :

  1. Conoscevo l'idea e mi piace, anche se ovvimente suona pure un po' ruffiana.
    Ma va bene così, fino a che si tratta della nostra bellissima lingua.
    Unica cosa: nella foto appaiono cinque parole che francamente ignoravo fossero da salvare.
    Nababbo, quatto (quatto), ma soprattutto RUSPANTE, ESIMIO e INTREPIDO (che è pure il nome di una celebre rivista di fumetti!)... ma no, dai, queste non possono essere a rischio... le sento ancora :o

    Moz-

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    1. Sicuramente, Moz, sono operazioni di marketing, ma le trovo meritevoli per il solo fatto di spingere le persone a riaffezionarsi alle parole, a farle proprie.
      Anche per me nel leggerle, queste ed altre parole, non mi sono sembrate in pericolo, poi ho ragionato sul fattore età, credo proprio che più l'età si abbassi e più vengano dimenticate. Alla fine le scorderemo anche noi nel linguaggio colloquiale, sostituite da parole più facili ;)

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Post straordinario! Condivido Confucio e trovo molto bella la poesia di Rodari. E trovo molto giusta l'iniziativa di cui scrivi e che ci fai conoscere. Mi viene in mente, scusa se mi cito, una mia poesia "Ammutinamento" dove immagino cosa potrebbe accadere se le lettere del nostro alfabeto, stanche di vedere manipolate e cambiate nel loro significato le parole da loro create, si ribellassero a noi, si ammutinassero e quindi noi restassimo senza le parole. Perché non ci pensiamo mai, ma è vero senza le parole non esiste la libertà, libertà che l'utilizzo di emoticon al posto delle parole non può restituirti. Ed infatti sempre più decisamente, perdendo e vedendo manipolato l'uso della parola e delle parole, stiamo perdendo la libertà se già non l'abbiamo persa quasi del tutto.

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    1. Scusarti, Daniele, scherzi! Ho condiviso ogni tua parola della poesia Ammutinamento, come peraltro credo di averti scritto, anche se ora non ricordo le parole esatte :)
      Questo mare di superficialità finisce per nascondere la qualità e il valore, la libertà, che passa anche e soprattutto attraverso le parole, sta subendo un duro contraccolpo e tutte le iniziative che lo rammentano e i poeti con la loro voce, hanno tutta la mia ammirazione e attenzione.

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    2. Condivido parola per parola le considerazioni di Daniele, nel commento precedente. "Le parole sono pietre", affermava Carlo Levi: se pensi bene e ti esprimi bene, c'è maggiore probabilità che agirai per il meglio ... Grazie di quest'ottimo post. Un abbraccio.

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    3. Grazie Maria, hai perfettamente ragione, è una catena:leggere, pensare, parlare. Solo così possiamo avere la capacità di analizzare e discernere. E in tutto questo le parole sono potenti strumenti.

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    4. P.s. Buon fine settimana e un forte abbraccio.

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