Io, En-ḫedu-ana, reciterò una preghiera per te. A te, santa Inanna, darò libero sfogo alle mie lacrime come una birra dolce!
Enheduanna
Esilio da Ur
Tu mi hai chiesto di entrare nel santo chiostro, il giparu,
e io vi sono entrata, io, l’alta sacerdotessa, Enheduanna!
Ho recato con me la cesta rituale
e ho levato il mio canto di lode per te.
Ora, però, sono relegata in mezzo ai lebbrosi
e non posso più vivere con te.
Le tenebre si approssimano alla luce del giorno,
intorno a me si fa buio.
Le tenebre si approssimano alla luce del giorno
e lo ricoprono con tempesta di sabbia.
La mia tenera bocca di miele d’improvviso si confonde.
Polvere è il mio bel volto.
Da Inno a Inanna, IX
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Enheduanna
2285 a.C., Mesopotamia, Iraq - 2250 a. C.
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en-hé-du-an-na, caratteri cuneiformi sumerici |
Vissuta oltre 4300 anni fa, Enheduanna o En-hedu-Ana fu quasi sicuramente la prima autrice e
poetessa nota della storia, la più antica fino ad oggi. Figlia del re Sargon di
Akkad, "re delle quattro parti", cioè re dell'intero mondo conosciuto,
inviata a sud, nella magnifica città portuale di Ur, le venne conferito il
titolo di En, "alta sacerdotessa" del dio Nanna,
il dio della luna sumera, una divinità amata e potente. La sua nuova posizione
conferisce a Enheduanna un'influenza senza precedenti. Nel corso degli anni vissuti nel complesso del tempio di Nanna, Enheduanna compone
quarantadue inni, noti collettivamente come "Inni del Tempio". In
essi, descrive le città in cui si ergono i grandi templi, i templi stessi e gli
dei e le dee a cui sono dedicati.
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Capodanno allo Ziggurat di Ur - dipinto di John McDermott |
Lo ziggurat di Ur o di Nanna è un monumento
religioso costruito a metà del III millennio a.C. circa in Mesopotamia,
l'attuale Iraq. Il tempio, fulcro dell'area sacra (giparu) al centro della
città, era dedicato a Nanna, dio-Luna, e si pensa sia stato anche un
osservatorio astronomico. L'edificio era alto in origine 26 metri disposti in
tre piani. A minacciare la sua sopravvivenza si sono unite, oltre all’erosione
degli agenti atmosferici, le guerre del Golfo, solo nel 2003, nelle aree
archeologiche, sono stati trafugati 32 mila pezzi. I siti sopravvissuti alle
guerre del 1991 e del 2003 hanno subito una nuova devastazione con l’avanzata
dei jihadisti dell’Isis. A distruggere
un patrimonio unico non sono stati solo i bombardamenti e i trafficanti, ma la
stessa milizia alleata che ha realizzato i campi base proprio sulle rovine
delle antiche città.
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Rovine del Giparu di Ur, lo Ziggurat sullo sfondo. Complesso del tempio di Enheduanna, residenza personale con cimitero reale privato. Scavi condotti da Sir Wooley nel 1927. |
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Presidi militari britannici in zone archeologiche, Iraq |
Accusa a Nanna
Di me, mio Nanna, non ti curi più:
mi trascini alla rovina per sentieri di morte.
[…]
Eccomi, sono Enheduanna:
gloriosa e trionfante, un tempo;
ma il dio mi ha tratto fuori dal mio santuario,
come una rondine dalla finestra ha lasciato che io volassi.
La mia vita è in fiamme.
Egli mi ha costretto a camminare tra i rovi sulla montagna,
ha spogliato il mio capo della corona di prima sacerdotessa,
mi ha dato un pugnale e una spada e mi ha detto:
“Sono per te: rivolgili contro il tuo corpo”.
Da Inno a Inanna, XIII
Enheduanna cercò di combinare armoniosamente le
divinità del popolo accadico e quelle dei sumeri che governava. L'oggetto
principale del suo culto, almeno quello che sopravvive, non è il suo
"dio-marito" Nanna, ma sua figlia, Inanna, la "Signora
Cielo", detta anche “Splendente”.
Per i sumeri, Inanna è l’amorevole dea della
fertilità, della bellezza, dell'amore e della sessualità, corrispondente alla dea
accadica Ištar (Ishtar), che regna anche sull'amore e il piacere, ma è anche
una dea “della guerra e della distruzione, una tempesta orgogliosa e
terrificante e una grande paladina della giustizia.” Nei suoi scritti,
Enheduanna combina le due dee in una, come risulta dalle sue preghiere.
Di gran lunga la più nota di queste è la "Exaltation of Inanna", un poema di 153 righe scoperto nel 1968 dagli assiriologi
William W. Hallo e J.J.A. van Dijk. Per la sua capacità creativa e l'influenza che ebbe
sulle generazioni future di scrittori mesopotamici W.W. Hallo definì Enheduanna
la "Shakespeare della letteratura sumera".
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Rilievo Burney, l'Inanna alata - corrispondente alla dea assira Ishtar |
1. Regina di tutti i me, troppo numerosi per tenerne il conto,
che sorgi come una luce splendente
2. Donna determinata, rivestita di fulgida radianza,
amata da Anu ed Urash (la moglie di Anu),
3. Prediletta di Anu,
tu sei grande su tutti i sigilli,
4. Tu che ami la giusta corona,
che è perfetta per il sacerdote,
5. resa potente da tutti i suoi sette me …
6. mia regina! Tu sei la custode di tutti i grandi me!
7. Tu che hai preso i me,
tu che hai tenuto i me nelle tue mani.
8. Tu hai riunito i me,
tu li hai tenuti stretti al tuo petto.
9. Come un drago, tu scagli veleno sulla terra del nemico.
10. Nelle regioni dove saetti come il dio Ishkur (o
Ninurta),
Asnan non esiste più, secondo il tuo volere.
11. Acque turbinanti inondano le terre del nemico
12. Tu sei la Suprema in Cielo e in Terra,
tu sei Inanna!
Letteralmente Signora di tutti i
Me, cioè di tutti i poteri divini. “Me” è un termine antico usato per esprimere un
potere cosmico o soprannaturale che controlla o influenza l’intero universo
materiale e immateriale; un potere di cui Enheduanna era la custode e l’interprete.
“Me” resta comunque un’espressione difficile da tradurre o quanto meno da
interpretare univocamente.
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Inno di Enheduanna-Tavoletta YBC-7169 |
La scrittura di Enheduanna era allo stesso tempo
sofisticata ed estremamente personale. Fu la prima autrice nota a scrivere in
prima persona.
Sopravvisse anche alla deposizione e all'esilio ,
per poi tornare alla sua posizione nel tempio sacro di Ur.
“I suoi inni furono copiati da scribi per almeno
cinque secoli… Dopo la sua morte, un inno le è stato dedicato da un compositore
anonimo, indicando che potrebbe anche essere stata venerata come una divinità
stessa.” Le sue preghiere divennero leggendarie.
"Enheduanna è acutamente consapevole dell'enorme lavoro che ha svolto, nessuno prima di lei aveva messo il proprio nome in un'opera letteraria e si era soffermato sulla novità riflettendo sulla propria grandezza. Nella dedica alla fine dell'Inno al Tempio 42, scrive":
la persona che legò insieme questa tavola
è Enheduanna
il mio re non lo ha mai creato prima
questo non lo ha fatto nascere
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Disco di Enheduanna - ritrovamento Sir Leonard Wooley,1928 |
[…](gli Assiriologi). Di solito mettono in
relazione la sua poesia con i più grandi eventi politici del suo tempo, vedendo
gli inni come un corpo di lavoro unificato che fa parte di una campagna
politica. Ogni inno del tempio, ad esempio, è dedicato al "lugal-mu"
("mio re"), e nel complesso gli inni si impegnano a collegare i
centri religiosi degli accadi con quelli sumeri. (2) In questa visione,
Enheduanna appare come un’ambasciatrice di suo padre, il re Sargon, aiutando i
rapporti tra i due popoli che stava tentando di governare…
Il disco di calcite, disco di Enheduanna, ritrovato
dall’archeologo britannico Sir Leonard Wooley nel 1928, non solo mostra una sola
testa che tocca il margine superiore del fregio per simboleggiare il dominio di
quella figura, ma contiene il suo nome e altre informazioni sul suo conto. L’iscrizione
sul disco recita: “Enheduanna, sacerdotessa zirru, sposa del dio Nanna, figlia
di Sargon, re del mondo, nel tempio della dea Inanna”.
Venne trovato nel Giparu di Ur, probabilmente il
luogo dove Enheduanna viveva. E’ datato 2000-1800 a.C. e si trovava vicino alla
statua di una sacerdotessa, probabilmente la stessa Enduhanna. Anche il ritrovamento
di una piccola figura femminile seduta con un abito a balze “lascia suggerire
che si tratti di Enheduanna , ma come per tanti artefatti del mondo antico, le
teste sono rotte, in particolare le teste di statue di dee e donne. Teste e
volti di donne, quei segni di individualità e personalità sono ancora, forse in
modi più sottili, cancellati nella nostra cultura proprio come nel mondo
antico.”
La dea, signora della sala del trono,
ha accettato la preghiera di Enheduanna.
Ella è ancora la prediletta di Inanna.
Questo giorno fu fausto per Enheduanna,
al quale ella si presentò vestita di fulgide gioie;
nella sua veste risplendeva di femminile bellezza.
Al pari del primo raggio di luna che ascende all’orizzonte:
come splendidamente ella era vestita!
Quando Nanna, il padre di Inanna, fece il suo ingresso,
tutto il palazzo benedisse Ningal, la madre di Inanna,
e dalle porte del cielo si levò alto l’Osanna.

Fonti:
- Testi tratti da "Poesie al Femminile" di Renato Casolaro e Giuseppe Ferraro SIGMA LIBRI - Gruppo Editoriale Esselibri – Simone
- Wikipedia
- Janet Roberts - Enheduanna, Daughter of King Sargon - Princess, Poet, Priestess (2300 B.C.) http://www.transoxiana.org/0108/roberts-enheduanna.html#ref_pie
- https://womenfromhistory.wordpress.com/2015/03/03/episode-2-enheduanna/
- https://hubpages.com/education/The-worlds-first-author-composer-poet-and-High-Priestess
- Fotografie: https://news.nationalgeographic.com/news/2008/08/photogalleries/Iraq-heritage-photos/photo4.html
- http://www.angelfire.com/mi/enheduanna/museum.html
Le immagini in questo post sono presenti solo a scopo illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio.
Cara Santa, molto ma molto, interessante questo post.
RispondiEliminaSai ci sono cose interessante che nella tua vita ai sempre ignorato.
Ciao e buona domenica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
Eccomi Tomaso, anch'io ho trovato interessante tutto il materiale, purtroppo buona parte è in inglese e faccio molta fatica, sono comunque contenta del risultato visto che lo hai trovato interessante.
EliminaMio caro ad imparare non finiremo mai, c'è talmente tanto che non basterebbero una dozzina di vite :)
La condivisione è fantastica da questo punto di vista, ci scambiamo conoscenza e lo trovo bellissimo...
Un caro abbraccio anche a te.
Sì, fa parte anche dei miei record!
RispondiEliminaCiao Ferruccio, non poteva essere altrimenti :)
EliminaMi spiace solo non hai messo il link, ho provato a cercare il post, ma non ci sono riuscita. Anche perché sei un vero blogger e la tua scaletta è ricchissima.
Soffro a non riuscire a tenere il passo, il mio cruccio a non poterti leggere come vorrei.
Avrei linkato con grande gioia il tuo post se l'avessi letto. Capisci il mio rammarico?
Un caro saluto.
Molto interessante Santa!
RispondiEliminaBuona domenica
Grazie mille Patricia.
EliminaLa poesia ci accompagna dalla notte dei tempi ed è anche al femminile ;)
Mi spiace per l'enorme ritardo nella risposta (ma così è), per fortuna non sono arrivata alla domenica successiva :D
Un abbraccio carissima
Pensa tu, non ne sapevo niente. La poesia antichissima, addirittura la prima in prima persona.
RispondiEliminaMoz-
Che io riesca a stupirti ce ne vuole Moz ahahahah
EliminaSei solo stato distratto da altre epoche ;)
Pensa, una donna che parlava addirittura in prima persona. Altri tempi, altri tempi.
Un bacione
P.S. (e poi) L'Inanna alata, visto che sei pagano :D, potrebbe esserti d'ispirazione, una divinità non indifferente ;)
EliminaE grazie...
Ottimo e interessante post.
RispondiEliminaSaluti a presto.
Grazie di cuore Cavaliere.
EliminaCome scriveva Maria Venturini: "Beato chi scava nel passato: è uno che conquista mille occhi..."
Un carissimo saluto anche a te.
Interessantissimo post. Lo utilizzerò anche a fini didattici. Brava Santa! Un abbraccio affettuoso. Buon tutto.
RispondiEliminaMa che bello! Grazie Maria, so che da questo spunto ne farai una lezione ricca e stimolante, se magari avrai il tempo e ti sarà possibile farmi leggere il tuo lavoro mi farai veramente felice.
EliminaMolto dobbiamo all'archeologia, in questo caso tutto, come rispose l'archeologo Howard Carter a Lord Carnarvon, quando gli chiese: “Vedi qualcosa?”, “Si, qualcosa di meraviglioso” (si trattava della scoperta della tomba di Tutankhamon), anch'io lo dico per questa scoperta che trovo straordinaria.
Resisto cara Maria e vado avanti, spero di ritrovare un equilibrio con tutte le mie forze.
Grazie di vero cuore. Un grande abbraccio.
Post come tutti i tuoi, molto interessante. E' bello leggerti!
RispondiEliminaSempre grazie Daniele, a volte mi piacerebbe creare una parola che rendesse più del grazie. Mi sa che sono oltremodo limitata :D, basta leggere Enheduanna e pensare che le sue parole risalgono a oltre 4000 anni fa... C'è da avere i capogiri.
EliminaUn abbraccio.
Tu pensa che io nella mia immane ignoranza ignoravo del tutto questa straordinaria creatura.
RispondiEliminaGrazie per avermela presentata così vivacemente.
Si, proprio straordinaria Vincenzo. Penso anche che molto si perda nelle varie traduzioni, qui siamo già ad una traduzione dall'inglese.
EliminaGrazie a te Vincenzo per le tue parole e per essere qui.
Baci.
Si sprofonda nelle nebbie ancestrai dei tempi... altri dei, chissà come sarebbe la nostra vita se fossero ancora le nostre divinità?
RispondiEliminaTi scrivo perché il mio blog ha ricevuto un primo riconoscimento 'dal basso', una specie di 'award' tra blogger. funziona anche come staffetta: chi viene 'segnalato', deve a sua volta segnalare altri 15 blog e blogger che a sua volta ritiene meritevoli. Io ho parlato del tuo blog, inserendolo in questo meme che si chiama 'blogger recognition award' il link è
http://laconfidenzalenta.blogspot.it/2018/02/blogger-recognition-award-la-prima.html
con la sincera speranza che ti faccia piacere :)
g
"Oggi sono di nuovo senza parole... Grazie infinite Giovanni." Un piacere enorme.
EliminaL'ho appena scritto sul tuo blog/post e qui voglio ribadirti che il tuo premio è meritatissimo per tutta la cura e l'amore che metti.
A presto...
Fortissimi abbracci e "fiorellini" (come hai scritto nel tuo post) :**
P.S. Forse con tante divinità saremmo stati più "leggeri" e più "umani". Forse... Di sicuro più divertente ;)
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