domenica 29 maggio 2016

Il Poeta della domenica... Elizabeth Bishop


"... l'arte di perdere fin troppo presto s'impara, e sembra (scrivilo!) un disastro."


L'arte è sempre quella

L'arte di perdere s'impara presto;
tante le cose col segreto intento
di andare perse, che non è un disastro.


Perdi una cosa al giorno. Con malestro
accetta chiavi perse, un'ora al vento.
L'arte di perdere s'impara presto.

Perdi di più, più in fretta; al peggio apprestati:
luoghi e nomi e dov'è che avevi in mente
di recarti. Non sarà mai un disastro.

L'orologio di mamma ho perso; e questa!
che è l'ultima di tre case nel niente.
L'arte di perdere s'impara presto.

Ho perso due città, belle. E, più vasti,
altri regni, due fiumi, un continente.
Mi mancano, ma non è poi un disastro.

Anche perdere te (la voce,
il gesto amato) non mi smentirà. È evidente:
l'arte di perdere fin troppo presto
s'impara, e sembra (scrivilo! ) un disastro.


Elizabeth Bishop
Worcester, 8 febbraio 1911 – Boston, 6 ottobre 1979


 Città di notte

Insopportabile sotto il piede,
scarpe troppo sottili.
Vetri rotti, bottiglie rotte
bruciano a mucchi.

Su quelle braci
nessuno può camminare:
su quegli acidi in fiamme,
sul sangue variegato.

La città brucia lacrime.
Un lago raccolto
d’acquamarina prende
a fumare.

La città brucia colpe
-Per disfarsene
il calore centrale deve
essere così intenso.

Linfa diafana,
sangue turgido e acceso,
s’aprono
a macchia di grumi d’oro

laddove fusi scorrono
attraverso bui paraggi
verdi e luminosi
fiumi silicati.

Pozza di bitume
un nababbo
piangeva solitario,
luna abbrunata.

Un altro un grattacielo
faceva strilli a sorgere.
Guarda! Incandescenti
grondano i cavi.

La conflagrazione
lotta per respirare
nel vuoto spaventoso.
Il cielo è morto.

(Ci sono creature
lassù, però, prudenti.
Posano i piedi, incedono
verde, rosso; verde, rosso)
da Geografia III
Per Alice Methfessel 
(1976)

 
Lisa Keeton (a sinistra) e David Klein interpretano Elizabeth Bishop e Ezra Pound
nello spettacolo teatrale "The Man in the Newspaper Hat",
diretto da Katrin Hilbe (a destra) - Ph Michael Rogers


"The Man in the Newspaper Hat", scritto dalla giovane scrittrice Hayley Heaton e diretto da Katrin Hilbe é una rappresentazione romanzata della poesia di Elizabeth Bishop "Visits to St. Elizabeths".
Le scene ricostruiscono le visite di Elizabeth Bishop a Ezra Pound, tra il 1945-1958 al St. Elizabeths, un ospedale psichiatrico federale di Washington, DC, dove Pound venne ricoverato dopo essere stato dichiarato mentalmente incapace di sostenere un processo per alto tradimento.
Due poetiche e due personalità fortemente diverse in dialogo, per discutere di "ciò che rende una buona poesia e cosa no."



Insonnia

La luna nello specchio del comò
Sembra guardare a mille miglia
(e forse con orgoglio a se stessa
ma senza mai sorridere)
via lontano lontanissimo oltre il sonno,
o forse scambia la notte per il  giorno.

Abbandonata all’Universo,
lo manderebbe volentieri al diavolo,
per poi trovarsi un corpo d’acqua,
o uno specchio, su cui posare.
Perciò avvolgi i tuoi crucci in telegramma
e gettali nel pozzo

in quel mondo invertito ove
la sinistra è sempre la destra,
dove in realtà le ombre fanno corpo,
dove restiamo sveglie tutta notte,
dove i cieli son tanto bassi quanto
il mare ora è profondo e tu mi ami.
Una fredda primavera
Alla Dott. Anny Baumann 
(1955)


 
Elizabeth Bishop (a destra) con la sua compagna, l'architetto Lota De Macedo Soares



Canto per la stagione delle piogge

Ascosa, oh ascosa
nella nebbia alta
la casa che abitiamo,
ai piedi della rupe
magnetica, gravata
da piogge e arcobaleni,
ove, presenze familiari,
spontanee, si aggrappano bromelie
nerosangue, gufi, licheni,
e filacce delle cascate.

….

Casa, casa aperta
alla bianca rugiada
e all’alba lattea
grata all’occhio,
a una consorteria di pesciolini
d’argento, topi, tarli,
grosse falene; con una parete
per la mappa ignara
della muffa;

torbida e ossidata
dal tocco tiepido
del tiepido alito,
maculata, prediletta,
rallègrati! Verrà
un’epoca diversa.
(Oh diversità che uccide
o che spaventa tanta parte
di questa nostra breve vita
illusoria!). Senz’acqua

la grande rupe spiccherà
smagnetizzata, nuda,
senza il velo
di arcobaleni o piogge,
senza l’aria clemente
e l’alta nebbia;
traslocheranno i gufi
e le svariate
cascate avvizziranno
sotto un sole fermo.

da Interrogativi di viaggio
Per Lota De Macedo Soares
(1965)



               Grazie per il video a TrailersEmpireBio



“Reaching For The Moon” del regista Bruno Barreto, ispirato al libro “Flores Raras e Banalissimas” di Carmen Lucia de Oliveira, è un film biografico sulla vita della poetessa americana Elizabeth Bishop, premio Pulitzer per la poesia nel 1956.
Racconta la lunga e tormentata storia d’amore tra la poetessa e l’architetto paesaggista brasiliana Lota de Macedo Soares, conosciuta durante una vacanza in Brasile nel 1951.
La poesia “One art - L’arte è sempre quella” dialoga con la trama,  in bilico continuo tra l’arte e la vita: la vincita del Pulitzer, il golpe militare del 1964, la passione, l’ispirazione, l'alcolismo, fino alle estreme conseguenze. 
Due donne moderne, forti e fragili allo stesso tempo, intelligenti e appassionate, che hanno vissuto senza compromessi. 

Rio de Janeiro, Flamengo Park - Ideato e progettato da Lota De Macedo Soares e Burle Marx



Marina

Questa marina celestiale, con bianchi aironi in veste d’angeli
che volano alto, volano lontano a piacimento, obliqui,
strato su strato di riflessi immacolati;
l’intera scena, dal più alto airone all’isola impalpabile
di mangrovie con le foglie verdi lucide
che il guano ha rabescato come miniature
d’argento, agli archi di reminiscenza gotica
delle radici di mangrovia
e allo stupendo pascolo verde pisello
dove ogni tanto un pesce spunta come un fiore
di campo in un’ornamentale nebula di spruzzi;
questo cartone di Raffaello per un arazzo papale
somiglia veramente al paradiso.
Ma un faro scheletrico ch’è un fascio
di nervi in abito talare bianco e nero
è convinto del fatto suo, convinto che l’inferno
infuria sotto i suoi piedi di ferro, che per questo
l’acqua bassa è tanto calda, e sa che il paradiso
non è così. Non è come volare
o nuotare, il paradiso, ha più a che fare con
il nero e un forte sfavillio, e al riguardo
sceso il buio avrà la sua da dire e la dirà con forza.
Nord e Sud 
(1946)



«Cara, la mia bussola…»

Cara, la mia bussola
punta ancora a nord,
verso baite di legno
e occhi celesti,

favole in cui
biondissimi
figli minori
portano a casa l’oca,

amore nei fienili,
protestanti e
forti bevitori…
Tarda la primavera

ma le mele selvatiche
maturano in rubini,
i mirtilli in
stille di sangue

e i cigni sanno solcare
acqua ghiacciata,
così caldo il sangue
nella zampa palmata.

-Freddo com’è, andremo
a letto, cara,
presto, ma non

per riscaldarci.

Elizabeth Bishop
poesie da Miracolo a colazione

Traduzione di  Damiano Abeni qui
Riccardo Duranti qui
Ottavio Fatica qui


  • Le immagini in questo post sono presenti solo a scopo illustrativo. Copyright dei rispettivi aventi diritto che ringrazio.

13 commenti :

  1. Versi che fanno riflettere.
    Serena domenica.

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    1. Serena domenica anche a te Cavaliere.
      ... vivere è un'arte e s'impara troppo tardi.
      A presto

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  2. Molte belle, Santa, le poesie da te scelte oggi. Sono al computer da un po' e aspettavo… mi hai accontentata, senza saperlo ;-) Di tanto in tanto accadono miracoli :)*

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    1. È proprio vero Matilda, un miracolo anche essere riuscita a fare il post ;) Chissà a quando il prossimo, ma godiamoci questo, non quello che abbiamo perso o perderemo. In ogni caso, sono davvero contenta che hai condiviso la mia scelta.
      Una raccolta molto interessante, un viaggio dentro e fuori il corporeo.
      Adesso basta aspettare, goditi questa e tutte le altre giornate, tanto "il buio scende e avrà la sua da dire" ;)
      Un abbraccio e una serena settimana :**

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  3. Ah, lunedì mattina con poesia. Che grande lezione, l'arte di perdere.

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    1. Dice un proverbio: "Chi ben comincia è a metà dell'opera."
      Mi pare bello come inizio Silvia.
      Adesso hai un fantastico viaggio da compiere con "I jeans di Bruce Springsteen" (che compagni!!!), lascerei da parte le cose perdute, perchè hai tanto da ricevere ;) :***

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  4. Indubbiamente la Bishop non è una poetessa facile.
    I suoi versi si dipanano tra la descrizione leggera di un airone al sangue putrido di un terreno.
    Difficile , martoriata,spesso anche incomprensibile seguire alla lettera il suo pensiero.
    Ma l'artista affiora prepotente legandoci con le sue catene di misteri ,di volute ritmiche di rime particolari.
    Grazie come sempre Santa cara..
    Buona cena e un bacio!

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    1. Buon pomeriggio Nella. È una poetessa molto letta negli Stati Uniti, la trovo ricercata ed elegante. Sicuramente non facile come dici tu e penso alla grandezza della Dickinson.
      A volte la bellezza si nasconde e si protegge nei labirinti o la fragilità...
      Vite comunque piene e complesse, a noi restano i loro racconti che ci fanno stupire, commuovere, arrabbiare o restare indifferenti. Ma questa è un po' la storia dell'arte e dei sui protagonisti.
      Un abbraccio carissima e una buona serata :**

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  5. straordinaria poetessa.
    avessi una libreria di sicuro la sezione poesia sarebbe molto grande.

    un abbraccio
    and

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    1. Quante cose And se avessi...
      Anche più biblioteche sarebbe bello, con una buona sezione poesia ovviamente :)
      Ti abbraccio :**

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    2. Quante cose And se avessi...
      Anche più biblioteche sarebbe bello, con una buona sezione poesia ovviamente :)
      Ti abbraccio :**

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  6. Io gurderei il film, perché con le poesie mi perdo. Quando leggo quelle bellissime degli altri, naturalmente, le mie le scrivo facili apposta per non perdermi ;)
    Comunque mi piace Canto per la stagione delle pioggie, e a pensarci bene il film... con quella storia d'amore tormentata... sarà la solita solfa? Vado a vedere, ma cancello tutto quello che ho detto prima: meglio le poesie originali che i film "tratti da" ;)
    Ciao Santa!

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    1. I film tratti da... mi spaventano Elle, ma a volte sono un mezzo per far conoscere anche la poesia, la letteratura... Certo il rischio è grosso ne convengo ;)
      Diceva Borges: "Ogni poesia è misteriosa. Nessuno sa interamente ciò che gli è stato concesso di scrivere."
      Sicuramente anche nelle cose "facili" si nasconde un mistero.
      Magari un giorno leggerò le tue, a patto che non le scriva l'io-tedesco (avrei bisogno dell'io-traduttore ;))
      Un abbraccio Elle

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